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A caccia di "titolini" per difendersi dai ribassi

Pubblicato: 02 giu 2010 da AleOne

I violenti ribassi subiti dai principali indici azionari nelle ultime settimane hanno costretto gli investitori a fare i conti più volte con una situazione desolante, quella di un tabellone Ftse Mib tutto di colore rosso. Del resto nel solo mese di maggio sono state 6 le sedute che hanno visto l’indice perdere il 3% o più, difficile con cali di questa entità che i titoli a maggiore capitalizzazione, più condizionati dall’andamento generale della borsa, mettano a segno performace positive. Per trovare delle eccezioni, dei titoli svincolati dal trend dei mercati, è necessario andare a pesca nel mare dei “titolini”, quelli caratterizzati da una minore liquidità ma in alcuni casi anche da una maggiore indipendenza rispetto agli influssi esterni. Tra questi Interpump, Nice, Ascopiave, Dea Capital, Zignago vetro.

Ascopiave ha archiviato il primo trimestre 2010 con un utile netto di 14 milioni, in rialzo del 16,6% rispetto ai primi tre mesi del 2009. Il titolo è compreso da circa un anno all’interno di una fase laterale delimitata superiormente dalla resistenza di area 1,70 euro ed inferiormente dal supporto di area 1,44. Fino a che la base di questo trading range tiene le aspettative sono per la ripresa del trend rialzista in atto dai minimi di ottobre 2008 a 0,96 euro. Un primo segnale positivo di breve verrebbe oltre area 1,60, introduttivo alla ricopertura del gap lasciato dai prezzi il 10 maggio con limite superiore a 1,63 euro circa. Sarebbe tuttavia la rottura d area 1,70 a fornire lo spunto per una fase rialzista estesa, destinata a raggiungere almeno il top di inizio 2008 a 1,87 euro e con la possibilità di proseguire fino in area 2,00. A degradare il quadro rialzista sarebbero discese al di sotto di area 1,44. In quel caso la fase laterale disegnata nell’ultimo anno si dimostrerebbe un ampio doppio massimo, figura ribassista con obiettivo in area 1,20 almeno.

Dea Capital ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 7,7 milioni di euro. Nel 2009 la società aveva registrato una perdita di 9,2 milioni dello stesso periodo del 2009. Il titolo ha trovato poco al di sopra di area 1,00/1,05 euro un supporto che sta tentando di contenere la fase ribassista subita dal top di aprile. Un primo tentativo di rimbalzo il titolo lo ha messo a segno tra febbraio ed aprile, spingendosi fino in area 1,40 euro, un secondo tentativo potrebbe arrivare fino in area 1,50. Condizione perchè la reazione si possa realizzare è necessaria la tenuta del supporto di area 1,00 euro. In caso di violazione di questi livelli aumenterebbe il rischio di vedere proseguire il ribasso in atto dal top di agosto 2009 a 1,72 euro con primo target a 0,92 e successivo a 0,80 euro minimo di marzo 2009.

Nice riesce per il momento a mantenersi al di sopra alla media mobile a 200 sedute, passante in area 2,90, testata in occasione sia del ribasso del 7 maggio sia di quello del 25 maggio. A sostenere il trend rialzista collabora anche la linea di tendenza tracciata dai minimi del febbraio 2009 e passante per quelli del febbraio 2010, linea che funge da supporto in area 2,70. Fino a che questo sostegno rimane intatto le attese favoriranno il proseguimento dell’ascesa vista dai minimi di inizio anno con target in area 3,55, top di novembre. Oltre questa soglia atteso poi il test di area 4 euro, limite superiore del canale che contiene l’andamento dei prezzi dai minimi del 2009. La violazione della base di questo canale, la citata linea in area 2,70, invierebbe al contrario un segnale negativo che potrebbe fare temere ritorni in area 2,20 euro almeno.

Anche nel caso di Zignago Vetro la media mobile a 200 giorni, passante in area 4 euro, funge ancora da supporto. Il titolo si è mosso per vie laterali in area 4 euro tra novembre 2009 e marzo, per poi accelerare con forza al rialzo a partire dal 19 marzo e salire fino a 4,59, livello dal quale si è sviluppata una flessione. Fino a che la media mobile sostiene i prezzi le prospettive di ulteriori progressi sono credibili. Alla rottura di 4,40 e con conferme oltre 4,59 atteso il test di area 5,20. In caso di violazione dei 4 euro rischio invece di test di 3,61, minimo di dicembre 2009.

Interpump con il minimo del 25 maggio a 3,63 è sceso fin quasi a testare la media mobile a 200 sedute e la linea tracciata dai minimi di marzo 2009, coincidenti in area 3,60 e già messe alla prova a fine a aprile ed inizio maggio. Il supporto si è dimostrato quindi solido in più occasioni e potrebbe favorire ora l’avvio di un rimbalzo con target il top di maggio a 4,25. Oltre questa soglia target in area 5 euro, lato superiore del canale che sale dai minimi di inizio 2009. A rendere fragile il quadro sarebbero invece discese sotto i 3,60 euro, con il rischio in quel caso di movimenti a ritracciamento di tutto il rialzo dai minimi di quota 1,59 euro. Target naturale della correzione in area 2,90, 50% di ritracciamento del rialzo precedente.

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