
Stm in denaro anche stamane a Piazza Affari dopo la presentazione di ieri al mercato delle nuove strategie del gruppo e la promozione di Ubs degli obiettivi del maggior produttore di microprocessori europeo. La banca svizzera, pur mantenendo invariato il prezzo obiettivo a 6,45 euro, ha promosso da sell a neutral il titolo sottolineando i grandi vantaggi che il cambio più favorevole dell’euro con il dollaro potrà apportare ai risultati del gruppo.
Lo stesso Carlo Bozotti, presidente e amministratore delegato del gruppo (in foto), ieri ha sottolineato i vantaggi di un dollaro più forte per una società che fattura nella valuta statunitense pur avendo gran parte della produzione in Europa: la corsa dell’euro sarebbero infatti costata circa 600 milioni di dollari fra il 2005 e i 2009 e dunque ora Bozotti calcola che ogni flessione di un punto percentuale dell’euro possa comportare un guadagno, a conto economico, di 10 milioni di euro a trimestre. Stm spera, insomma, di riprendersi quanto ha lasciato ai mercati valutari durante gli anni passati.
Gli obiettivi per l’anno sono chiari, a partire dal superamento dei 10 miliardi di euro di ricavi che dovrebbe essere raggiunto tramite il miglioramento della generale situazione dei mercati dei semiconduttori nel corso del 2010. Il fatturato globale del comparto dei semiconduttori dovrebbe infatti crescere nel 2010 del 20% e quindi anche più delle attese precedenti. In questo contesto Stm spera di fare la parte del leone concentrandosi sui vantaggi competitivi delle proprie tecnologie e sulle nuove alleanze.
Sarà fondamentale migliorare i risultati della nuova joint venture con Ericsson che rischia di appesantire ancora le performance generali della società e agire sulla catena dei costi che, secondo gli analisti di Ubs, nonostante i tagli del 2009, è ancora un po’ rigida. I manager della società hanno ammesso di avere contatti con un nuovo importante partner strategico che, secondo diversi osservatori, potrebbe essere la Apple con il suo nuovo iPad: se così fosse, dopo l’era dei telefonini per la Nokia, per Stm potrebbero aprirsi nuove prospettive per lo sviluppo dei prossimi anni. Nessuna conferma (o smentita) ufficiale è però giunta in merito. Di certo le sfide, dopo la profondissima crisi del 2009 che aveva portato a pesanti interventi sul magazzino, su produzione e impiego, sono ancora numerose e cogliere al massimo le opportunità del nuovo contesto globale sarà più che un’occasione una necessità. Il ritorno del gruppo a flussi di cassa positivi e l’incremento della cedola di recente varato sono sicuramente dei buoni segnali in tal senso.
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