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Dax e Bund per navigare sicuri

Pubblicato: 14 giu 2010 da AleOne

Ci avviamo verso la fine del primo semestre 2010 in un contesto piuttosto confuso per i mercati finanziari. Le borse hanno sofferto e stanno tuttora soffrendo a causa delle tensioni politiche che si susseguono con disarmante regolarità soprattutto in Europa. Dopo la crisi greca che ha contribuito ad annullare i marginali guadagni che i mercati azionari avevano accumulato con grande fatica da inizio anno, sono state le voci circa lo stato di salute dell’Ungheria a generare nelle ultime settimane una nuova ondata di vendite. In realtà la crisi ungherese dovrebbe essere guardata con relativa indifferenza dalla comunità europea, che di problemi da risolvere ne ha comunque in abbondanza, sia perchè l’Ungheria non fa parte dei paesi che utilizzano l’Euro, sia perche’ esiste sempre il FMI che potrebbe intervenire per fornire liquidità ad un sistema in crisi e dunque scongiurare almeno inizialmente il peggio.

Eppure ai mercati basta poco di questi tempi per mettersi subito in allarme, segno che le paure di un nuovo “tonfo” sono ancora ben vive tra gli addetti lavori, pronti a levare le tende non appena suoni un minimo campanello di allarme, memori probabilmente degli errori che nel passato hanno portato ad ignorare segnali ben più preoccupanti. Certo è, comunque, che gli stessi stati leader come Germania e Francia si stanno impegnando a fondo per peggiorare la situazione, prova ne sia il fatto che l’approvazione del Fondo di salvataggio europeo da 750 miliardi di euro sia arrivata non senza ostacoli e che l’incontro tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy fissato per discutere anche del problema Ungheria sia stato posticipato al 14 giugno. Dettagli a prima vista, che però fanno emergere una volontà neppure troppo nascosta da parte soprattutto della Germania di voler risolvere la situazione proteggendo innanzi tutto i propri interessi e non tanto quelli dell’UE, nel tentativo probabilmente, di recuperare consensi politici dopo la bruciante sconfitta subita nel Nord Reno-Westfalia dal partito di maggioranza tedesco.

Come orientarsi dunque in un contesto del genere per cercare di trarre profitto da un eventuale investimento finanziario? Stare con i piu’ forti e’ di solito la scelta più facile e forse la migliore, anche se talvolta parlando di mercati finanziari non la più remunerativa; in questo momento di grande incertezza riteniamo che rappresenti comunque una soluzione ideale poichè in grado di garantire un buon riparo in caso di ulteriori rovesci. Guardando all’Europea allora la scelta è fin troppo ovvia, con la Germania che rappresenta l’approdo migliore grazie ad una forza relativa in continua ascesa nei confronti delle altre piazze azionarie ed un mercato obbligazionario in gran forma. Un giusto mix tra queste due componenti potrebbe rappresentare una buona ricetta per superare un momento apparentemente difficile come quello attuale. D’altronde dopo quanto avvenuto con la Grecia chi investe cerca rifugio in porti più sicuri ed il poderoso allungo del Bund Future nel corso dell’ultimo mese la dice lunga su quali siano state le preferenze, circostanza confermata dal costante ampliamento degli spread tra i decennali italiano, spagnolo, per prendere due esempi calzanti e quello tedesco, spread che per il momento sembrano destinati a mantenersi su livelli elevati.

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