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Petrolio in crescita grazie allo yuan, Eni e Saipem sotto i riflettori

Pubblicato: lunedì 21 giugno 2010 da AleOne

Recentemente gli analisti di Nomura hanno rivisto il proprio giudizio sul comparto petrolifero europeo alzandolo da “neutral” a “overweight”, ovvero “sovrapesare”. Secondo lo studio della banca giapponese i prezzi dei titoli del settore sono diminuiti eccessivamente nel recente passato ed adesso è tornato il momento di acquistare. Le prospettive di crescita per il comparto sono in media del 30% circa: le quotazioni attuali incorporano infatti un prezzo del greggio di 55 dollari al barile mentre il petrolio è risalito oltre area 75 e secondo gli esperti di Nomura nel secondo semestre del 2010 dovrebbe fare registrare un prezzo medio di 88 dollari. Positivo in particolare il giudizio su Eni

, confermato “buy”, quindi titolo da acquistare, con prezzo obiettivo a 20,8 euro (era a 22,3 euro, modificato a seguito delle oscillazioni del dollaro). Saipem piace invece a Mediobanca, che ha promosso di recente il titolo da “neutral” a “outperform” fissando a 28,40 euro il prezzo obiettivo. Il portafoglio ordini del leader nei servizi all’industria petrolifera è in crescita ed il 27 giugno, quando il gruppo comunicherà i risultati semestrali, le stime per il 2010 potrebbero essere riviste all’insù. Ovviamente le attese di ripresa per Eni e Saipem potrebbero essere condizionate dall’andamento del prezzo del greggio, tuttavia il rimbalzo messo a segno dal Wti dai minimi di maggio a 66,80 dollari circa non sembra essere ancora terminato. La resistenza chiave in questa fase si colloca in area 77 dollari, oltre questa soglia target a 79 dollari, ultimo ostacolo in grado di impedire il recupero dei massimi dell’anno in area 86/87 dollari.

Ad aiutare il progresso del petrolio contribuisce anche la decisione della People’s Bank of China di rendere più flessibile la propria valuta, che in avvio di ottava ha toccato i massimi contro dollaro dal settembre 2008. Tale decisione ha gia’ avuto un notevole impatto sul mercato delle commodities: un rafforzamento della moneta cinese implica un maggiore potere di acquisto per quel paese e quindi la possibilita’ di importare un flusso maggiore di materie prime. Il petrolio e’ salito a 78,85 dollari circa, un balzo superiore al 2% rispetto ai prezzi di venerdi’ 18 giugno.

Ed effettivamente Eni ha inviato segnali graficamente positivi nelle ultime sedute, come il superamento del top di inizio giugno a 15,70 euro e quello della linea di tendenza tracciata dai massimi di aprile. I prezzi potrebbero arrivare presto a confrontarsi con la resistenza di area 16,20/25, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di aprile e media mobile a 50 sedute. In caso di superamento di questi livelli il titolo invierebbe un segnale forte in favore del proseguimento della fase positiva iniziata con i minimi di maggio a 14,30 e si candiderebbe per il recupero almeno di area 18 euro. Difficile invece dire fin da ora se, anche in caso di proseguimento della fase rialzista, vi siano le condizioni per lasciarsi alle spalle l’area vischiosa tra 18 e 18,50, già messa alla prova più volte tra giugno 2009 e gennaio 2010. La rottura anche di questa resistenza rappresenterebbe un segnale importante anche per il lungo periodo dal momento che permetterebbe la ripresa dell’uptrend avviatosi con i minimi di marzo 2009 ma non deve essere data per scontata. Oltre quei livelli sarebbe comunque possibile iniziare a parlare di obiettivi in area 22 euro. Ad indebolire il quadro rialzista sarebbero discese sotto i 15 euro, che aprirebbero la porta al test a 14,50 della linea che sale dai minimi del 2009. In caso di violazione anche di questo supporto rischio di evoluzione negativa duratura, fino a 13,50 euro almeno.

Per sgomberare il campo da dubbi, quando si parla di Saipem, è bene chiarire che il suo grado di correlazione con l’andamento del prezzo del greggio è molto elevato (attualmente l’indice di correlazione calcolato ad un anno vale circa 0,5, ma nel recente passato è stato per lunghi periodi anche in area 0,80, ad indicare quindi un legame veramente molto stretto tra le due curve), quindi le capacità del titolo di fare bene in assenza di un trend positivo per il prezzo del petrolio sono relativamente ridotte. I segnali inviati recentemente dal grafico del titolo sono in ogni caso positivi, un elemento questo che, volendo fare un percorso logico inverso rispetto a quello che viene adottato di prassi, sembra confermare la prospettiva di un prezzo del greggio in crescita nel prossimo futuro. Le quotazioni di Saipem hanno infatti superato nella scorsa ottava con forza la linea di tendenza ribassista tracciata dal top di aprile, spingendosi fin quasi a testare in area 27 la media mobile a 50 giorni, praticamente coincidente in questa fase con il 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi primaverili. Il superamento anche dei 27 euro confermerebbe l’intonazione positiva dimostrata nelle ultime settimane prospettando movimenti in area 30 euro almeno. Oltre questi livelli Saipem si cimenterebbe poi in una impresa difficile, quella di avere ragione dei massimi storici di novembre 2007 a 31,90 euro. Per non perdere la propensione al rialzo il titolo si dovrà mantenere al di sopra dei 25,30 euro. Sotto quei livelli rischio di test a 24 circa della linea che sale dai minimi del 2009, supporto critico anche in ottica di lungo termine.

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