La decisione della banca centrale cinese di guidare una graduale fase di apprezzamento dello yuan nei confronti del dollaro non può non fare piacere ai nostri esportatori. Se da un lato è infatti vero che le variazioni nel rapporto di cambio avverranno molto lentamente, senza giustificare quindi probabilmente l’euforia che i mercati hanno dimostrato dopo l’annuncio, euforia per altro rientrata quando gli operatori hanno realizzato che l’annuncio coincideva con l’inizio di una nuova tendenza e non certo con la sua realizzazione, dall’altro è vero che per chi esporta verso l’enorme mercato cinese è proprio la prospettiva di un movimento duraturo nel tempo ad essere interessante. E gli effetti positivi non saranno solamente quelli tangibili, ovvero un probabile aumento dei consumi interni della Cina e una maggiore capacità di investimento della stessa Cina nei paesi occidentali grazie ad utili di maggior valore se espressi in dollari, ma ci sarà probabilmente anche una distensione delle tensioni politiche: da sempre una delle istanze dell’amministrazione Obama è stata proprio quella di vedere rivalutata la moneta cinese. Per il settore del lusso una notizia come questa è da leggere positivamente. Tutte le principali aziende del settore, non solo quelle italiane, sono già presenti su quel mercato con quote rispetto al fatturato totale del 10% circa, ed anche se per alcune, come Luxottica, che producono già in Cina l’effetto del mutamento del cambio potrebbe essere contabilmente poco significativo, rimarrà in ogni caso l’effetto positivo di un probabile aumento dei consumi.
Del resto lo stesso AD di Luxottica Andrea Guerra, ha dichiarato recentemente “Vogliamo raddoppiare il fatturato nei paesi emergenti nei prossimi tre anni e raddoppiare il numero dei negozi in Cina”. Attualmente Luxottica possiede in Cina 240 negozi e punta ad arrivare a quota 500 nel giro di tre anni.
Ad essere ben posizionate per poter approfittare di un miglioramento della domanda sembrano essere anche Bulgari e Tod’s. Tod’s ha archiviato a fine maggio una buona trimestrale, con le vendite retail in crescita del 3,4% sul fatturato netto ed ha incassato molti giudizi positivi, come quello di Mediobanca che continuerà a tenere il titolo tra le “mid -small cap long” ed Ubs, per la quale Tod’s è la “top pick” nel settore italiano dei beni di consumo.
Sul fronte grafico tutti e tre i titoli dimostrano una forza relativa crescente rispetto all’indice Ftse All Share, come dimostra in fatto che stazionano al di sopra della media mobile a 100 sedute mentre l’indice ne e’ al di sotto.
Sul trend rialzista di medio termine di Luxottica non ci sono dubbi: il titolo valeva 9,40 euro a marzo 2009 ed è arrivato a testare quota 22,27 ad aprile di quest’anno (+137% circa) tornando poi in prossimità di quei livelli, a 21,70, il 21 giugno. Le modalità con le quali si è realizzata la correzione iniziata dal top di aprile, che ha visto i prezzi rimbalzare dal test in area 18,10 della media mobile a 200 sedute, permette di considerarla con buona probabilità terminata in corrispondenza del minimo di maggio a 18,09. Se questa lettura è corretta allora il rialzo in corso da circa un mese rappresenta la ripresa dell’uptrend recentemente interrotto. Conferme in questo senso verrebbero al di sopra dei 22,27 euro, con obiettivo in quel caso in area 24,50, sul lato superiore del canale che contiene l’uptrend dai minimi di marzo 2009. Un primo segnale negativo a questo scenario verrebbe inviato al di sotto dei 20 euro, con rischio in quel caso di test in area 18,80 sia della media a 200 giorni sia della base del citato canale. La violazione di 18,80 imporrebbe con buona probabilità l’avvio della correzione di tutta la salita dai minimi dello scorso anno.
Anche nel caso di Tod’s è possibile avanzare l’ipotesi che la fase correttiva del trend rialzista iniziata con il top di aprile sia terminata a maggio e che recentemente il titolo abbia gettato le basi per riprendere il trend crescente attivo dai minimi del 2009. Il superamento della resistenza di area 57 euro, messa alla prova a più riprese tra marzo ed aprile, quota critica in quanto coincidente con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di agosto 2007, invierebbe un importante segnale di conferma della possibilità di vedere riprendere la tendenza al rialzo dell’ultimo anno. Target in quel caso inizialmente a 62,50 euro, ma con la possibilità di estendere nel medio periodo fino in area 66/67 euro. La base del canale che contiene l’andamento dei prezzi dai minimi del 2009, passante attualmente a 50,50 euro circa e praticamente coincidente con la media mobile a 200 giorni, è il supporto che i prezzi dovranno rispettare per non cancellare il quadro rialzista.
L’entità della crescita di Bulgari dai minimi del marzo 2009 a 2,79 fino al top di aprile a 6,98, del 154% circa, dà anche in questo caso una idea della forza del trend rialzista che ha sostenuto i prezzi nell’ultimo anno circa. La recente flessione si è limitata a mettere alla prova in area 5,70 euro la media mobile a 200 sedute, attualmente supporto a 5,95 euro. Il titolo ha superato di recente, dopo averla testata con il top del 21 gennaio, la linea tracciata dal massimo del 2007, linea divenuta poi supporto nel corso della flessione di maggio. I presupposti per vedere proseguire il trend rialzista attivo da area 2,80 euro sembrano quindi esserci, e troverebbero conferma oltre area 7 euro. Alla rottura di questa resistenza primo target a 7,50, poi a 8,70 euro. Solo la violazione dei supporti di area 5,80 potrebbe fare temere l’avvio di una correzione estesa di tutta la fase crescente degli ultimi 14 mesi, con primo obiettivo a 5 euro.
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