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Saipem: il rigassificatore polacco conferma gli investimenti nel settore

Pubblicato: 16 lug 2010 da Ferry Boat

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Entro il 2014 nella città polacca di Swinoujscie, al confine con la Germania, dovrebbe sorgere un rigassificatore che potrà acquisire fino a 7,5 miliardi di metri cubi di gas via mare. In pratica si tratta di circa la metà dell’intero consumo di gas della Polonia, il nuovo terminal permetterà inoltre a Varsavia di attuare un contratto già siglato con il Qatar. Un’altra via del gas si apre dunque in Europa.

Questo progetto avrà, però, una forte impronta italiana, infatti del consorzio che realizzerà gli impianti del nuovo rigassificatore polacco fanno parte le società Saipem e Techint, ramo engineering del gruppo cui appartiene anche la quotata Tenaris. Da un punto di vista strettamente economico, va sottolineato che la commessa ha un valore di ben 714 milioni di euro e prevede la messa in esercizio di due giganteschi serbatoi di stoccaggio del gas liquido da 160 mila metri cubi ciascuno. La società polacca PBG partecipa al consorzio che è coordinato dal gestore della rete gas polacca Gaz.system, una sorta di omologo della nostra Snam.

Per gli italiani è un altro riconoscimento delle grandi competenze in questo settore strategico dal quale dipende la bilancia energetica italiana. D’altra parte, nonostante la tragedia ambientale di BP al largo delle coste della Louisiana, gli investimenti nel settore degli idrocarburi non sembrano essersi affatto fermati, anche se devono contrastare la elevata volatilità dei prezzi.

Il più recente report della Iea (International Energy Agency) ipotizza una crescita media della domanda globale di greggio dell’1,6% l’anno fino al 2011, ma sottolinea che lo sviluppo del settore sarà quasi interamente affidato ai paesi non-Opec. In Europa la domanda sarà in calo ancora per diverso tempo e questo porterà senza dubbio molti colossi dell’impiantistica come appunto Saipem e Techint a cercare contratti in Cina o in Sudamerica.

L’attività di esplorazione però non conosce soste. Soltanto lo scorso 8 luglio il gruppo Saipem ha annunciato nuovi contratti off-shore per oltre un miliardo di euro con importanti commesse in Kazakhstan (un’estensione dell’odiato e amato contratto sul Kashagan) e in Brasile. Di recente negli Stati Uniti il gruppo Saipem è stato condannato dal Dipartimento di Giustizia nell’ambito di un’inchiesta per corruzione dei processi di costruzione degli impianti di rigassificazione nigeriani di Bonny Island. Si tratta di pratiche del 2004 che coinvolgono Eni e Snamprogetti, ma che escludono ogni responsabilità economica e legale di Saipem in base agli accordi presi sul caso in passato.

Probabilmente, in questo momento, per la società dell’impiantistica e della ricerca petrolifera i prezzi degli idrocarburi e la loro capacità di sostenere gli ingenti investimenti attesi dal settore per i prossimi anni sono molto più importanti. Il quadro grafico di Saipem, d’altra parte, appare ancora incoraggiante e, nonostante un evidente rallentamento del trend rialzista, il titolo viaggia sui livelli del giugno 2008 e un positivo test degli ostacoli compresi tra i 27,6 e i 28,1 euro, potrebbe suggerire nuovi allunghi oltre quota 30 euro. Un panorama tecnico dunque incoraggiante per tutto il settore, come dimostra anche una impostazione grafica simile del titolo Tenaris.

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