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Banche: aumenta l'attesa per i risultati degli stress test

Pubblicato: 19 lug 2010 da AleOne

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Mancano ormai pochi giorni al 23 luglio, data in cui verranno pubblicati i risultati degli stress test sugli istituti bancari europei. Si tratta di un esercizio condotto dal CEBS (Committee of European Banking Supervisors, il comitato delle autorità di vigilanza europee sul settore bancario) al fine di verificare la solidità del sistema bancario nel suo complesso e la capacità delle banche di assorbire gli effetti di possibili nuove crisi del credito e di eventuali incrementi del rischio di mercato, compreso quello connesso ai titoli di debito di stati sovrani.

Il test si propone inoltre di misurare il grado di dipendenza attuale delle banche dagli aiuti di Stato. L’obiettivo non è fornire previsioni, ma effettuare un’analisi sulla base di due scenari macroeconomici per il biennio 2010/2011, uno base e uno avverso, delineati in collaborazione con BCE e Commissione Europea al fine di fornire elementi per la valutazione dell’adeguatezza del livello di patrimonializzazione delle banche europee. Gli istituti presi in considerazione sono 91, in rappresentanza di almeno il 50% del settore bancario dei singoli paesi e del 65% del settore bancario UE. Tra questi la maggior parte sono spagnoli, seguiti da quelli tedeschi. I dati pubblicati il 23 luglio riguarderanno i singoli gruppi bancari, mentre dopo due settimane saranno resi noti i risultati disaggregati (ovvero quelli relativi alle controllate).

Appare evidente che si tratta di una verifica molto importante e attesa da investitori, economisti e politici. La solidità del sistema finanziario europeo è stata infatti messa in discussione dalla crisi del debito della Grecia (che si è propagata anche a Portogallo, Irlanda e Spagna) e si è iniziato a dubitare dell’adeguatezza patrimoniale degli istituti di credito, nei cui portafogli troviamo ingenti quantità di titoli di stato.

Ovviamente fino al 23 luglio le previsioni sull’esito del test continueranno ad imperversare sui media: secondo alcuni il sistema bancario europeo necessita di ben 90 miliardi di euro di capitali freschi, secondo altri la cifra ammonta a 50 miliardi, altri ancora parlano di 20 miliardi. Si discute anche del valore percentuale di svalutazione dei titoli di stato utilizzata nel test. Da più parti si sostiene che il livello di detto parametro stabilito da CEBS sarebbe troppo basso e quindi eccessivamente ottimistico.

Dati ufficiali non sono stati resi noti e quindi siamo nel campo delle speculazioni. In attesa del risultato dello stress test ha avuto molto risalto la proposta di Alessandro Profumo, a.d. di Unicredit (una delle cinque banche italiane sottoposte al test) di creare un fondo privato da 20 miliardi di euro per sostenere istituti in difficoltà. Il fondo dovrebbe, secondo l’idea di Profumo, essere finanziato su base volontaria dalle prime venti banche internazionali europee e in caso di necessità intervenire ma solo dopo aver ottenuto il via libera delle autorità.

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2 commenti

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  • Profilo di roxioni

    roxioni

    19 lug 2010 - 14:33 - #1
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    Credo che dopo il 23 di Luglio cambierà qualcosa, per quanto riguarda il cammino e la fiducia dei titoli bancari. La fiducia si conquista a suon di dimostrazioni contabili. Se per l’Europa, questa (credo) sia la 1^ volta che si effettua, penso che se come dicono, gli istituti italiani stanno meglio degli altri, è un’occasione per dimostrare la loro solidità.

  • miciomacio

    19 lug 2010 - 16:17 - #2
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    Secondo me non è ancora abbastanza per l’Italia. Se non stiamo attenti ci fregano e mettono regole che avvantaggiano i paesi meno virtuosi… diversi segnali si sono già visti. Comunque con l’appressarsi della scadenza qualche informazione in più sugli stress test arriva: per esempio negli ultimi giorni è spuntato il criterio del core tier 1 ratio al 6% nello scenario “avverso”. Si tratta di un altro elemento in comune con il test americano, ma con la sensibile differenza che la soglia è più alta (lì era solo al 4%). Inoltre vorrei sottolineare che queste proiezioni sono tutte una roba psicologica. I cambiamenti duraturi verranno da Basilea e dall’UE, non certo da queste prove di fiducia.