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Banche, il quadro grafico dei principali titoli

Pubblicato: 20 lug 2010 da AleOne

Per la Borsa Italiana il comparto bancario pesa per un terzo circa del totale, anticiparne i movimenti equivale dunque ad approssimare con un buon grado di precisione l’andamento degli stessi listini. Guardiamo allora nello specifico quali siano le prospettive grafiche dei big del settore, ovvero Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Banca Mps, ovvero le banche italiane sottoposte agli stress test.

Unicredit si pone come punto di riferimento di tutto il listino, dal momento che da solo pesa per circa il 20% di tutta Piazza Affari. L’attuale quadro grafico del titolo mostra una situazione interessante, i prezzi sono infatti riusciti a mantenersi al di sopra di area 1,50, reagendo nelle ultime settimane fino a riportarsi al di sopra di quota 2,00. La discesa che si è sviluppata dai massimi dello scorso autunno appare per il momento di natura correttiva rispetto al rialzo partito dai bottom dello stesso anno e si è limitata a correggere una percentuale compresa tra il 50% ed il 61,8% circa di tale movimento, circostanza che resta compatibile con l’ipotesi di un nuovo spunto rialzista anche di ampia portata. Il rimbalzo che si è sviluppato nelle ultime settimane sembrerebbe confermare proprio questa ipotesi, che troverebbe ulteriori conferme nel caso in cui il titolo riuscisse a lasciarsi alle spalle in chiusura settimanale anche la linea di tendenza che scende dai top di metà ottobre, attualmente poco oltre 2,10. Si tratterebbe di un primo importante indizio in favore della conclusione della suddetta fase ribassista e dell’inizio di un nuovo movimento con target nel breve a 2,35 euro e piu’ in alto a 2,65 e 2,85 circa, dove i prezzi andrebbero a ritracciare il 38% di tutto il ribasso partito nel 2007.

Lo scenario rialzista, che per il momento presenta ancora buone possibilità di realizzazione, verrebbe invece negato sotto 1,50 (primi segnali di debolezza alla violazione di quota 1,75) preludio al ritorno in area 1,00. Anche Intesa Sanpaolo sta cercando di riprendere quota dopo aver messo a dura prova a cavallo tra maggio e giugno i sostegni di area 1,90/1,95. La reazione prodotta da questi livelli si è per il momento limitata al test delle resistenze a 2,50 circa, banco di prova significativo per il titolo. Il successo su tali ostacoli permetterebbe infatti di ottimizzare la base che i prezzi hanno costruito negli ultimi mesi tra 1,90 e 2,50 euro, proiettando obiettivi nei dintorni di quota 3,00, preludio all’attacco dei massimi di inizio anno a 3,20 circa ed al successivo test nel lungo termine a 3,80 euro.

Una prospettiva che necessita di conferme ma che resta comunque compatibile con l’evoluzione del rimbalzo partito dai bottom dello scorso anno in area 1,30. Sotto 1,90 invece le pressioni ribassiste tornerebbero forti e si creerebbero i presupposti per un affondo nei dintorni di area 1,00. Scenario analogo anche per il Banco Popolare che dovrà mantenersi al di sopra dei 4,00 euro per alimentare il tentativo rialzista con obiettivi a 5,50 in prima battuta e più in alto sui massimi dello scorso anno in area 7,00. Attenzione invece sotto quota 4,00, primo segnale di avvicinamento ai minimi del 2009 a 1,80 circa. Quadro grafico più difficile invece sia per Banca Mps che per Ubi Banca. I due titoli appaiono in ritardo rispetto all’andamento dell’indice settoriale e potrebbero faticare più del previsto per riuscire a sovvertire uno scenario che per il momento resta orientato negativamente.

Banca Mps dovrà risalire inizialmente oltre 1,20 e scavalcare poi quota 1,50 per inviare segnali credibili di ripresa, mentre Ubi Banca dovrà avere la meglio sulle resistenze posizionate a 9,00 euro in prima battuta e più in alto in area 10, per guardare al futuro con minor apprensione. I due titoli andrebbero sottopesati in un ipotetico portafoglio di investimento nel quale invece Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare dovrebbero fare la parte del leone. Sebbene in attesa di ulteriori conferme, dunque, il comparto bancario sembrerebbero aver le carte in regole per un nuovo spunto rialzista da qua a dicembre potenzialmente in grado di ricondurre i listini sui livelli di inizio anno.

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