
Forse indipendente è un po’ eccessivo come aggettivo, soprattutto in tempi di Volcker Rule, tuttavia di certo il nuovo gestore da 41 miliardi di euro (a fine marzo) sarà un player importante. Il nuovo grande del risparmio gestito che potrebbe ereditare il nome di Prima d’altra parte era una necessità nel contesto di concentrazione del comparto a livello non solo italiano, ma europeo. D’altra parte che questo nuovo gestore sia indipendente dalle proprie banche azioniste (Bpm e Mps) e da una società di gestione come Clessidra molto attiva nel mercato italiano è tutto da dimostrare, anche se la pressoché equa ripartizione tra i tre azionisti delle quote lascia immaginare una certa indipendenza del management che sarà chiamato alla guida del nuovo gestore.
Al momento resta la necessità di contrastare i deflussi registrati dal mercato nell’ultimo periodo, almeno sul fronte di Anima. I dati di Assogestioni a giugno parlano di un deflusso per Anima di 437,1 milioni di euro, mentre Prima riesce a mantenere le posizioni con una raccolta positiva di 59,8 milioni di euro. Si parla ovviamente soltanto delle performance di raccolta dei fondi comuni, alle quali vanno aggiunte le masse non indifferenti delle gestioni individuali. L’intervento nel settore del risparmio gestito da parte di Bpm è però tutt’altro che improvvisato.
Già nel 2007 si parlava di ingresso in Anima, l’anno scorso si è conclusa con successo l’opa sulle minority della Sgr, di recente Anima ha concluso l’acquisizione di Etruria management fund aggiungendo alle proprie masse 318,2 milioni di euro (Banca Etruria ha una quota di poco inferiore al 3% di Anima) e dunque ora si procede a una fusione che garantisce una crescita delle masse gestite. Insomma lo sviluppo di queste attività è stato graduale ma deciso. Né nel frattempo Prima Sgr è rimasta con le mani in mano: l’ingresso nel gruppo di quattro nuovi manager a dicembre, seguito all’assegnazione della carica di vicedirettore generale e responsabile per il commerciale di Cristiano Busnardo lasciava già intravedere aria di cambiamento. Un cambiamento naturale in una società nata soltanto nel maggio del 2009 con un accordo tra Clessidra (al 67% del capitale) ed Mps.
La nuova operazione prevede che Anima sia ceduta per 400 milioni di euro a Prima Holding, di questa somma saranno riversati da Bpm altri 200 milioni alla stessa Prima Holding per la partecipazione a un aumento di capitale che permetterà alla banca meneghina di entrare nel nuovo aggregato. Verosimilmente al termine dell’operazione l’azionariato sarà equamente diviso fra i nuovi azionisti, con vantaggi non trascurabili per Bpm che dall’operazione trae un saldo positivo di 200 milioni e porta il tier 1 ratio in prossimità del 9 per cento.
L’operazione come evidenziava giustamente stamane il quotidiano La Stampa in un’intervista al presidente di Bpm Massimo Ponzellini permette il deconsolidamento di Anima dal gruppo. La nuova Prima (ma il nome definitivo non è ancora stato scelto) avrà numerose sfide innanzi a sé e, secondo i rumor, il nuovo presidente del gruppo dovrebbe essere Giuseppe Zadra, attuale presidente di Prima Sgr. Per 18 mesi, comunque, le due aggregande sono destinate a viaggiare in parallelo testando i gli approcci migliori alla piena integrazione operativa.
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