Luxottica: qualche realizzo dopo i dati semestrali, ma le performance sono solide

pubblicato: martedì 27 luglio 2010 da riva

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Oggi il titolo di Luxottica subisce qualche realizzo dopo il rally delle ultime sedute e la pubblicazione dei risultati trimestrali: il superamento durante la scorsa ottava degli ostacoli di area 20 euro ha comunque inviato un buon segnale al mercato. A guardarlo attraverso i Ray-Ban del gruppo il mondo appare estremamente coerente con le previsioni degli analisti. I ricavi del gruppo sono scesi del 20% in Grecia, gli Stati Uniti hanno mostrato una crescita dell’8% dei ricavi a 1,21 miliardi di dollari (+15% nel canale wholesale), in Europa le vendite hanno tenuto (con la cattiva performance citata della Grecia) e sono cresciute in Italia, Spagna e Portogallo. Nel Vecchio Continente la stagione estiva ha favorito una crescita delle vendite di occhiali da sole con i Ray-Ban che hanno registrato una crescita a doppia cifra. E l’Oriente? Gli investimenti hanno visto una crescita a due cifre del giro d’affari in Cina, ma ancora il break even non è stato raggiunto.

I ricavi da quasi 1,6 miliardi di euro (nel trimestre) sono stati il miglior fatturato trimestrale di sempre e anche al netto dell’effetto cambio che ha incoraggiato molto la società degli occhiali, la crescita del business è stata di 6,5 punti percentuali. L’utile netto ha raggiunto i 150 milioni di euro con un incremento di oltre il 30%: parlare dunque di ripresa non è affatto esagerato.

Registrano una crescita a doppia cifra su scala globale marchi come Ray-Ban e Oakley che costituiscono la spina dorsale dell’offerta di Luxottica. Anche in questo caso, come per altri canali di vendita del settore lusso e accessori, si registra una crescita del wholesale maggiore di quella del canale retail che pesa maggiormente sul fatturato, ma dà un contributo minore in termini di utile operativo dimostrando dunque una redditività inferiore. In termini di volumi il retail rimane più consistente. Nel dettaglio dal canale retail Luxottica ha ricavato nel trimestre 944 milioni di euro (+5,6% al netto dell’effetto cambi) contro i 651,1 milioni del canale wholesale (+7,8%) al netto dell’effetto cambi. In termini di apporto al reddito operativo già da tempo il canale wholesale si mostra leggermente più importante per le performance della società di Del Vecchio e cresce del 21,5% a 157,2 milioni di euro contro i 136,6 milioni di euro (+19,4%) del retail. Come visto l’effetto cambio ha avuto un peso notevole sulle performance del gruppo, un effetto che in negativo si è però ripercosso sul debito netto che è cresciuto di 224 milioni di euro a 2,64 miliardi. L’equity a disposizione del gruppo ammonta però a 3,2 miliardi di euro e dunque il rapporto tra mezzi propri e di terzi è più che equilibrato. Per comprendere l’effetto della svalutazione dell’euro su una società che ha più di un due terzi del proprio fatturato in dollari basta pensare che da un multiplo net debt/ebitda di 2,8 si passa a uno di 2,6 togliendo l’effetto del cambio.

Nei prossimi mesi il gruppo ha intenzione di investire più di quanto ha fatto finora (pur avendo incrementato i capex da 45 a 51 milioni 2Q09/2Q10), anche e soprattutto in pubblicità: il management ha annunciato una forte concentrazione sulla generazione di cassa che servirà a sostenere la crescita. Il free cash flow, va evidenziato, è sceso nel periodo da 240 a 160 milioni di euro, ma va sottolineato anche che dal credito di imposta di 28 milioni dello scorso anno si è passati al pagamento di tasse per 65 milioni di euro nell’ultimo trimestre. Da evidenziare anche la contrazione della variazione del circolante netto (working capital) di 29 milioni di euro e la crescita dai capex da 45 a 51 milioni.

Nei prossimi trimestri probabilmente vedremo dunque delle performance persino migliori di quelle appena rivelate, non solo per le politiche di riposizionamento strategico di Luxottica e per una eventuale ulteriore crescita dei ricavi, quanto anche per via dei risultati particolarmente deludenti della seconda metà del 2009 che potrebbero creare un contrasto ancora più acceso con l’attuale ripresa.

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