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Segnali grafici positivi dagli indici azionari europei

Pubblicato: 30 nov 1999 da AleOne

In Europa la situazione sul fronte macro appare leggermente migliore di quella statunitense. L’Ifo di luglio ad esempio, l’indice che misura le aspettative sull’economia tedesca, è salito a 106,2 punti da 101,5 del mese precedente, battendo largamente le attese e facendo registrare il maggior progresso dalla riunificazione della Germania.

Anche la stagione delle trimestrali in Europa è andata meglio del previsto evidenziando in molti casi risultati sorprendenti: Siemens ad esempio, il maggior gruppo ingegneristico d’Europa, ha visto crescere i ricavi e gli ordinativi (del 22%) dopo sette trimestri consecutivi di cali, Bnp Paribas, la seconda banca di Francia, ha archiviato il secondo trimestre dell’anno con un utile netto in crescita del 31% a 2,11 miliardi di euro e soprattutto ha annunciato che le sofferenze sono scese sui minimi degli ultimi due anni solo per citare gli esempio più eclatanti.

E proprio in Europa alcuni grafici lasciano intravedere prospettive di rialzo almeno per quello che riguarda il breve medio termine. L’Eurostoxx ad esempio ha superato il 27 luglio, con un gap rialzista, la media mobile a 100 sedute, poi ritestata dall’alto, superando poi di slancio il 2 agosto il lato superiore della fase laterale che contiene l’andamento dell’indice da inizio maggio (sostanzialmente uguale è il grafico dell’Eurostoxx 50 per il quale valgono le stesse considerazioni. Tale fase laterale può essere vista come un testa spalle rialzista, anche se forse non da manuale, molto simile nei tempi di realizzazione a quello descritto per la borsa Usa. Il superamento dei massimi di maggio, giugno e luglio, allineati in area 266, è coinciso con quello del 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di aprile. Tale quota di ritracciamento riveste grande importanza nella serie di Fibonacci perchè è stato verificato che molto spesso, al suo superamento, la correzione prosegue fino ad annullare completamente il movimento precedente.

Per l’Eurostoxx il superamento di area 266 sembra quindi una indicazione forte in favore di rialzi verso i massimi di aprile a 286 punti circa. Anche in questo caso il test di area 286 non sarebbe garanzia del suo superamento, quindi i segnali positivi attuali devono prudentemente considerati come validi sono in uno scenario di breve termine, tuttavia il fatto che superando area 266 l’indice si sia lasciato alle spalle anche la linea di tendenza tracciata dal top del 2007 è un indizio in più che rende più credibile l’ipotesi che dai minimi di maggio sia partita la ripresa del trend al rialzo attivo dai minimi del 2009 e non una semplice correzione.

Una situazione grafica diversa, ma potenzialmente altrettanto positiva, la presenta il Dax. L’indice della borsa tedesca ha evidenziato nel corso di tutto il 2010 una netta tendenza rialzista in termini di forza relativa rispetto agli altri panieri europei, tanto che i recenti massimi di luglio si collocano alla stessa altezza di quelli di aprile e non visibilmente al di sotto come nel caso dell’Eurostoxx o anche dello S&P500. La figura disegnata dal Dax nel corso degli ultimi mesi e’ un potenziale triangolo, compreso tra la linea discendente tracciata dal top di aprile e quella crescente originata dal minimo di maggio, appartenente alla famiglia delle configurazioni di continuazione. Il completamento triangolo al di sopra dei 6300 punti sarebbe un segnale favorevole alla ripresa del trend rialzista di medio lungo termine, con target in area 7000 almeno, e potrebbe essere quindi considerato di buon auspicio per una evoluzione positiva anche per il mercato azionario in generale. Difficile infatti immaginare, pur tenendo conto della forza relativa crescente, un Dax che veleggia verso nuovi massimi mentre gli altri panieri europei stazionano al di sotto di quelli di aprile.

Il triangolo verrebbe negato al di sotto dei 5950 punti. In quel caso le oscillazioni degli ultimi mesi inizierebbero ad assomigliare pericolosamente ad una fase di distribuzione e non ad una pausa dell’uptrend, con il rischio, se anche i minimi di luglio a 5809 venissero violati, non solo di ricopertura del gap del 26 maggio a 5690, ma anche di approfondimento della correzione del rialzo dai minimi del 2009 con obiettivi in area 5300 circa. Anche per il più ottimista degli investitori sarebbe pericoloso ignorare un segnale di questo tipo, meglio a fronte di una eventuale violazione di area 5800 da parte del Dax arrendersi all’evidenza ed alleggerire in modo consistente l’esposizione in azioni.

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