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Lega ancora in pressing sulle banche del Nord

Pubblicato: 30 nov 1999 da Ferry Boat

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Pressioni politiche sulla Bpm. Umberto Bossi, leader della Lega, ha infatti ribadito nel fine settimana il legame del suo partito con la banca milanese. “Massimo Ponzellini lo abbiamo nominato noi”, ha affermato il politico di Cassano Magnago facendo riferimento alla recente nomina del numero uno di Impregilo anche al vertice della Bpm. Come noto il crescente successo elettorale della Lega Nord ha spinto questo movimento a esercitare una certa pressione sulle fondazioni bancarie con cui si è trovato a diretto contatto.

Quasi quotidiane le preoccupazioni del sindaco leghista di Verona Flavio Tosi (a cui spetta la nomina diretta di 4 dei 22 consiglieri della Fondazione Cariverona che controlla il 4,98% di Unicredit) sull’ascesa libica nel capitale dell’istituto di credito. “Questa mi pare una scalata”, aveva detto Tosi dopo che i due azionisti libici principali erano saliti al 7% circa del capitale di Piazza Cordusio. Contare quanto Gheddafi nella banca guidata da Profumo (lo statuto limita comunque i diritti di voto al 5%) non era insomma cosa gradita, anche se l’ingresso di Unicredit a Tripoli come prima banca straniera della nuova fase di apertura del Paese prometteva prospettive di business interessanti.

A Ponte di Legno, però, Bossi ha gettato acqua sul fuoco, affermando che la presenza libica in Unicredit non preoccupa: un’inversione di marcia bilanciata da una presa di posizione forte su un’altra banca del Ftse Mib la Bpm.

Che Ponzellini godesse dell’appoggio della Lega era cosa nota, ma che addirittura questa se ne arrogasse la nomina è sembrato eccessivo alla Uilca: il segretario del potente sindacato bancario Massimo Masi ha infatti risposto che “il presidente di una banca cooperativa come la Popolare di Milano, viene eletto dagli azionisti e non dal potere politico”. “Pur condividendo alcune posizioni della Lega sulla vicinanza delle banche ai Territori – ha aggiunto Masi - è evidente che il Presidente della BPM dovrà rapportarsi con gli azionisti di riferimento (che altro non sono che i dipendenti e le organizzazioni sindacali interne) e tutelare i loro interessi”.

In questo contesto non pare peregrino nemmeno quell’“E’ partito bene” del governatore leghista del Piemonte Roberto Cota in riferimento al nuovo presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Andrea Beltratti. Alla Regione Piemonte, infatti, tocca uno dei diciassette membri del Consiglio generale della Compagnia di San Paolo che a sua volta è il maggiore azionista singolo di Intesa con il 9,88% del capitale. Nel bel mezzo della crisi politica in corso la Lega dunque non rinuncia a far sentire il suo peso nel mondo finanziario, anche se, come ha sottolineato lo stesso Bossi a Ponte di Legno: “Le banche, sembrerà strano, ma funzionano a soldi: ha ragione chi ci mette i soldi”. Insomma i voti per il momento potrebbero non bastare.

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