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Fiat ai ferri corti con i sindacati

Pubblicato: 30 nov 1999 da Ferry Boat

fiat

Mattinata all’insegna della debolezza per Fiat. Il titolo anche oggi sta mettendo sotto pressione il minimo del 12 agosto a 9,28 euro. Una chiusura di seduta inferiore a detto livello determinerebbe la ripresa del movimento ribassista partito a inizio mese con target a 8,8450 almeno. Concrete indicazioni di forza giungerebbero a seguito del superamento di 9,89, prologo al ritorno sui recenti massimi a 10,50. Fiat sta vivendo un momento complicato a causa dell’irrigidimento delle posizioni riguardo alla vicenda dei tre operai dello stabilimento di Melfi reintegrati dal giudice del lavoro, ma invitati dalla casa torinese a non presentarsi in fabbrica pur garantendo loro lo stipendio. Critiche a questa iniziativa sono giunte non solo dalla Fiom-Cgil, la sigla sindacale piu’ battagliera, ma anche dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, e dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia. La Fiom Basilicata ha denunciato in sede penale la Fiat per mancata esecuzione della sentenza di reintegro. Buone notizie invece per quanto riguarda i rapporti tra Fiat e i sindacati americani. Ieri l’a.d. Sergio Marchionne ha ringraziato lo United Auto Workers per il contributo al rilancio di Chrysler. Il manager ha parlato in un’assemblea presso lo stabilimento Toledo Assembly Plant in Ohio di fronte a 800 iscritti al sindacato e al vicepresidente USA, Joe Biden. Marchionne si e’ detto soddisfatto delle performance realizzate dalla casa americana, ma ha ribadito che difficilmente quest’ultima potra’ tornare in utile nel 2010. L’appuntamento con un’eventuale miglioramento delle stime interne e’ fissato dopo la pubblicazione dei dati del terzo trimestre dell’esercizio. Il manager italocanadese ha parlato anche di Alfa Romeo, anticipando il ritorno del prestigioso marchio negli USA e la possibilita’ che per la commercializzazione vengano utilizzati gli stessi punti vendita di Fiat. Ieri un portavoce ha smentito l’ipotesi di vendita di Alfa Romeo alla Volkswagen, dopo le indiscrezioni della stampa tedesca.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di MikDic

    MikDic

    30 ago 2010 - 12:51 - #1
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    I NO, anche di pochi in italia sono capaci di bloccare cio per cui non si è daccordo,
    Siccome tra 60 milioni c’è sempre uno che dice no…
    ecco allora il paese totalmente bloccato….

  • marchionnesuka

    01 set 2010 - 11:18 - #2
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    I pochi che dici tu caro micdik sono la maggioranza dei lavoratori, parlo di quelli a busta paga che vengono tassati alla fonte i quali godono giustamente di diritti sacrosanti sul lavoro conquistati in 100 anni di lotte. Se vuoi produrre le macchine a prezzi cinesi te ne vai in cina e non fare come Sergione che vuole 1° i contributi CEE poi quelli statali (italiani) riducendo alla fame gli operai Fiat. Poi se sei in grado mi spieghi anche come mai il gruppo VW in germania paga gli operai con 35 ore di catena 2800,00 euro al mese……….

  • rippklenickel

    01 set 2010 - 11:25 - #3
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    Sì ma in Germania gli operai spesso producono di più e meglio degli operai di Melfi, come si vede anche da numero di auto difettose e dai semplici numeri che gli impianti realizzano. Sono d’accordo contro chi non vuole tagli salariali e sfruttamento dopo tanti incentivi pubblici, ma bisogna anche chiedere produttività a chi lavora…

  • marchionnesuka

    01 set 2010 - 13:02 - #4
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    #3
    La produttività viene garantita soprattutto dall’efficenza dei macchinari dalla formazione garantita agli operatori e ti posso assicurare che fiat non brilla in questo campo. Per quanto riguarda la difettosità basta guardare le classifiche del TUV o di JD POWER per capire che anche i tedeschi non brillano. Il problema è sempre lo stesso, si scaricano le colpe sulla parte debole!
    PS. capisco che Sergione si scaldi: il momento per il gruppo fiat è di quelli da infarto, infatti ci sono diversi problemi all’orizzonte:
    - swich off dell’IFIL (cassaforte agnelli) da Fiat Auto - consiglio di vendere subito le azioni.
    - Chrisler debiti con stato americano da rinborsare (mica come in Italia) e rilancio di prodotti (tipo delta e phedra rimarchiate) e della rete USA che potrebbero trasformarsi in un incubo.
    - Mercato interno in calo da paura, tengono in piedi la facciata con le km.0
    - Popolarità in calo in Italia dopo tutte le polemiche degli ultimi 12 mesi ed i comportamenti nei confronti di Melfi e Pomigliano.
    Minkia che futuro luminoso!
    Capisco che questo Blog è sponsorizzato da fiat ma i fatti sono questi.

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