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Basilea: ancora una volta le banche italiane si dimostrano solide

Pubblicato: 14 set 2010 da Ferry Boat

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Alla fine tutti sembrano aver tirato un sospiro di sollievo. Le proposte delle banche centrali riunitesi nella Commissione di Basilea sulla supervisione bancaria non hanno poi generato i ribassi che molti temevano in Borsa. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia che in questi giorni legge le nuove proposte anche nel ruolo di numero uno del Financial Stability Board, ha subito dichiarato che i nuovi paletti sul capitale delle banche rafforzeranno i mercati e non danneggeranno l’Italia che in molti casi è avvantaggiata da un situazione di generale solidità del comparto bancario e potrà adeguarsi alle nuove indicazioni con calma e dunque senza tagliare i finanziamenti alle imprese. Si tratta di interpretazioni un po’ doverose per un controllore della finanza nazionale e globale, ma anche di posizioni da tempo illustrate dal governatore.

D’altra parte pare difficile negare che le banche italiane siano già sopra i nuovi criteri minimi nella maggior parte dei casi. Il requisito minimo indicato è del 6% di tier 1 capital entro il 2015 più un 2,5% per il cosiddetto cuscinetto che però sarà variabile in base alla congiuntura economica nazionale e in certi periodi potrebbe salire al 5 per cento.

Alle banche italiane, inoltre, sarà consentito di ottenere una sorta di “franchigia”, come la definisce oggi Il Sole 24 Ore, del 10-15% del patrimonio di vigilanza delle attività dalle quali diventano indeducibili il credito di imposta e le quote degli interessi di minoranza. Si tratta di un aspetto importante perché tutti questi rapporti hanno al denominatore gli asset ponderati per il rischio, ossia i prestiti a famiglie e imprese (oltre agli altri impieghi) dunque le banche che non sono in grado di operare sul capitale al numeratore si trovano costrette a ridurre il denominatore, ossia i finanziamenti all’economia reale, per rientrare entro i limiti regolamentari. Gli interventi sui criteri di selezione degli asset ponderati per il rischio inclusi nell’equazione dei vari coefficienti di capitalizzazione sono dunque importantissimi.

Soprattutto la gradualità degli interventi richiesti alle banche ha tranquillizzato i mercati e gli operatori che temevano gli effetti recessivi delle nuove norme. Non a caso in vista dell’incontro del week end l’amministratore delegato di Unicredit e presidente della Federazione Bancaria Europea (Ebf), Alessandro Profumo, aveva inviato una lettera ai banchieri centrali riuniti della Commissione di Basilea in cui paventava una stretta eccessiva sul capitale delle banche che avrebbe messo a rischio il credito alle famiglie e alle imprese dell’Eurozona. I recuperi delle borse e manovre come quella di Deutsche Bank che ha lanciato un’offerta miliardaria su Deutsche Post con lo scopo di diventare il leader tedesco del mercato retail bancario hanno confermato in questi giorni un maggiore ottimismo, anche se il conto di Basilea potrebbe raggiungere, secondo le prime valutazioni di Fitch, i 420 miliardi di dollari per ben 35 istituti operanti in giro per il mondo.

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