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Unicredit: piccoli cambiamenti che attirano l’attenzione

Pubblicato: 17 set 2010 da Ferry Boat

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Piccoli cambiamenti che attirano l’attenzione. La Libian Investment Authority ha incrementato secondo diverse indiscrezioni la propria partecipazione dal 2,075 al 2,59% circa del capitale di Unicredit destando molta preoccupazione in quanti temono una scalata della banca di Piazza Cordusio. Già, infatti, la Banca centrale libica controlla circa il 4,61% (da tabelle Consob) e dunque la quota libica complessiva in Piazza Cordusio sale al 7,2 per cento.

Contemporaneamente a questa salita, però, si apprende anche che la Fondazione Cariverona, che soprattutto tramite il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi ha criticato aspramente questa ascesa dei libici nel capitale di Unicredit, è scesa dal 4,98 al 4,63 per cento. Oggi pomeriggio la stessa Fondazione sarà chiamata a rinnovare 25 membri in scadenza dei 32 che compongono il consiglio generale in vista dell’incontro previsto per la fine di ottobre quando il nuovo consiglio sarà chiamato a eleggere anche il presidente. La carica di vertice della fondazione è attualmente ricoperta da Paolo Biasi che da anni guida la Fondazione e sembra aver trovato anche un’ottima intesa con il sindaco di Verona al quale spettano direttamente 4 dei consiglieri della Fondazione e che oggi presenterà pertanto quattro terne di possibili candidati al Consiglio generale. Da ricordare anche che, riguardo ad alcune iniziative giudiziarie attinenti ad operazioni del gruppo Biasi, il Consiglio della Fondazione Cariverona ha di recente confermato piena fiducia nel suo presidente “esprimendo l’auspicio che la Magistratura possa in tempi brevi accertare la realtà dei fatti”.

Tornando alla partecipazione in lieve calo di Cariverona nel capitale del gruppo, sembra inoltre confermato che si tratti di una variazione legata esclusivamente a operazioni di trading sui titoli. La questione della partecipazione dei libici nel capitale della banca guidata da Alessandro Profumo che durante le scorse settimane ha affermato di non aver chiamato questi azionisti nel capitale della banca e sottolineato di ritenere

che si sia trattato di un’iniziativa autonoma di questi soci del gruppo rimane invece in qualche maniera aperta.

Banca d’Italia ha chiesto dei chiarimenti nell’ambito delle sue normali operazioni di controllo e la Consob sta verificando se le operazioni sul capitale del gruppo abbiano rispettato l’articolo 120 del TUF che regolamente le comunicazioni in tema di partecipazioni rilevanti. Soprattutto il prossimo 30 settembre il presidente Dieter Rampl si esprimerà in una riunione del consiglio di amministrazione.

Come noto, lo statuto della banca vieta i diritti di voto che eccedano il 5% del capitale del gruppo e quindi secondo alcuni azionisti Lia e Banca centrale della Libia, se fossero considerati un soggetto unico, dovrebbero rinunciare ai diritti di voto oltre questa soglia. Al prossimo cda, però, secondo fonti vicine al dossier, Dieter Rampl potrebbe sostenere la tesi di una distinzione tra i due soggetti sia formale, che giuridica. Da questo deriverebbe implicitamente l’attivazione di tutti i diritti dei due soggetti.

Nel frattempo la questione del prossimo dividendo su cui ancora non è stata presa alcuna decisione definitiva rimane ancora molto seguita dagli azionisti e soprattutto proprio dalle fondazioni socie che hanno visto un calo egli introiti provenienti dal gruppo e registrato nell’ultima semestrale una flessione degli utili di Unicredit del 38,2% a 669 milioni di euro. Qualche spunto positivo viene invece dalla divisione Russa che di recente ha stimato per quest’anno un miglioramento degli utili e una crescita del portafoglio dei crediti a due cifre, nonostante la compressione dei margini.

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