Ancora acquisti sulla holding Premafin di casa Ligresti. Il titolo della società che controlla circa il 47% di Fondiaria Sai sale in controtendenza al mercato e guadagna in tarda mattinata l’1,1% dopo il rialzo di quasi tre punti di ieri, anch’esso in controcorrente alle vendite diffuse sui mercati azionari. Al contrario Fonsai rimane in affanno e cede l’1,73% ieri e l’1,3% oggi.
Ma cosa ha scaldato nelle ultime due sedute il titolo Premafin? Chiaramente le indiscrezioni, poi confermate, di nuove trattative con le banche per il rifinanziamento della holding. In particolare ben 322,5 milioni di euro di esposizioni potrebbero essere rimodulati su scadenze e a condizioni più favorevoli e il management di Premafin avrebbe già presentato alle banche che garantiscono questi debiti le proprie proposte, chiedendo anche una nuova linea di credito revolving per 15 milioni di euro. I rifinanziamenti sarebbero garantiti in pratica dal pacchetto di controllo di Fondiaria Sai. Le banche che al momento sono esposte con il gruppo sono Cariparma, Intesa Sanpaolo, Interbanca, Banco Popolare, Bpm, Mediobanca e Unicredit. Nei consigli di amministrazione di queste banche siedono in molti casi rappresentanti della stessa famiglia Ligresti.
Si tratta, in definitiva, di un altro intervento per il rafforzamento finanziario delle varie holding a monte di Fonsai dopo la ristrutturazione delle esposizioni di Sinergia. Nel frattempo le operazioni che coinvolgono la stessa Fonsai, in affanno da tempo in Borsa, si moltiplicano, così come a tutti i livelli dell’impero Ligresti si registrano forti cambiamenti. Di recente il gruppo ha formalizzato la cessione di Banca Gesfid che ha portato in cassa 124,4 milioni di euro di cui 31 di plusvalenza. La cessione di Liguria Sasa, secondo quanto dichiarato dallo stesso amministratore delegato di Fonsai Fausto Marchionni, sarebbe ormai in fase avanzata. Sempre nell’ambito delle diverse attività di casa Ligresti è da ricordare il piano di fusione tra Atahotel e Unahotel che dovrebbe generare un nuovo maxi-polo alberghiero e attirare i finanziamenti di nuovi investitori, tra i quali, forse, anche Unicredit. Di castagne sul fuoco insomma ce ne sono tante.