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Oro ancora in crescita, ma non e' una bolla

Pubblicato: 27 set 2010 da AleOne

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La crescita continua delle quotazioni dell’oro è un fenomeno sotto gli occhi di tutti gli investitori. Nel corso del 2010 i prezzi del metallo giallo hanno migliorato per tre volte i precedenti massimi storici segnati ad inizio dicembre del 2009 a quota 1226 dollari circa. Il superamento del precedente record è avvenuto prima a maggio, con il test di quota 1248, poi a giugno, con il raggiungimento di 1264, ed infine a settembre con i prezzi ormai ad un passo dalla soglia dei 1300 dollari l’oncia.

Che il trend di lungo termine del prezzo dell’oro sia al rialzo è evidente. Nel 2000, ultima fase di stabilità prolungata, le quotazioni oscillavano con un baricentro in area 275, nel 2006, anno nel quale si è realizzata una prima correzione di un qualche rilievo, avevano già raggiunto i 690 dollari, nel 2008, prima di un’altra fase di assestamento durata da marzo ad ottobre, era stata sfondata per la prima volta la soglia dei 1000 dollari, a fine 2009 i prezzi avevano raggiunto come già visto quota 1226, con una crescita quindi dai minimi del 2000 del 350% circa.

Ed anche se l’investitore europeo avrebbe potuto beneficiare solo in parte di questo apprezzamento, dal momento che in questo ultimi 10 anni anche il trend di fondo del dollaro contro euro è stato di deprezzamento, la rivalutazione del metallo giallo sarebbe in ogni caso stata molto rilevante anche per lui, nell’ordine del 250% circa al netto del cambio. Che la corsa al rialzo del prezzo dell’oro non possa essere un fenomeno univoco, e che periodicamente intervengano correzioni, in alcuni casi, come nel 2008, anche molto rilevanti (tra marzo ed ottobre di quell’anno il calo è stato del 33% circa) è facilmente riscontrabile guardando l’andamento del grafico, tuttavia dalla stessa analisi del grafico è anche evidente che la crescita solo di rado è stata caratterizzata da forti accelerazioni, sviluppandosi invece per il resto del tempo in modo abbastanza uniforme.

Evidentemente le ragioni che sostengono il prezzo dell’oro sono ben radicate è non legate a fenomeni speculativi di breve termine. Ecco quindi che parlare di “bolla”, come succede regolarmente quando il prezzo dei metalli preziosi (la crescita dell’oro è solo una delle facce dello stesso fenomeno che interessa invece anche il prezzo dell’argento, del platino e del palladio) raggiunge nuovi massimi storici, non è probabilmente corretto. Quando si usa il termine di “bolla”, e di solito lo si fa a posteriori, se le quotazioni si sgonfiano bruscamente dopo una fase di crescita prolungata nel tempo e nello spazio, lo si fa per indicare che quella crescita dei prezzi non era motivata dalle reali condizioni di mercato ma da fenomeni speculativi, quindi dall’emotività.

Una volta terminata l’euforia alla base degli acquisti una bolla si sgonfia facendo tornare il mercato al suo punto di origine, se non molto al di sotto. Tipici esempi di una bolla speculativa sono le quotazioni di alcuni titoli che hanno attraversato l’era d’oro di internet alla svolta del millennio o quella del mercato immobiliare a metà degli anni 2000. Le quotazioni di una società come la milanese A2A a marzo del 2000 a 8,28 euro (ora il titolo quota poco sopra quota 1 euro) o quelle di Pirelli RE ad aprile 2006 a 9,80 euro circa (ora quota in area 0,50) possono essere considerate un esempio del risultato dello scoppio di una bolla.

Nel caso del prezzo dell’oro invece i fenomeni correttivi vissuti nell’ultimo decennio testimoniano di un normale avvicendamento di fasi di espansione e contrazione che caratterizzano ogni tendenza rialzista, anche la piu’ solida. Il “guru” George Soros recentemente parlando delle quotazioni dell’oro ha usato il termine “bolla” ma ha anche dichiarato che la quotazioni potrebbero salire ancora anche se l’apprezzamento non potrà durare per sempre.

Del resto già a marzo Soros parlava di “bubble” per il prezzo dell’oro spiegando che quando i tassi di interesse sono molto bassi vi sono le condizioni per una crescita eccessiva delle quotazioni di alcuni strumenti finanziari, ma solo poco tempo prima il Soros Fund Management LLC aveva aumentato di una volta e mezzo la sua esposizione sull’SPDR Gold Trust, il maggiore Etf quotato per l’oro. Lo stesso Soros ha spiegato questo comportamento all’apparenza contraddittorio: comprare fino a che la bolla si sviluppa è “razionale”, anzi è una ottima opportunità di guadagno. Quello che Soros non ha detto, ma che è sottinteso, è che la cosa importante è uscire ai primi segnali di sgonfiamento.

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