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Bolloré sempre più uomo di sistema in Italia

Pubblicato: 29 set 2010 da Ferry Boat

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Bolloré sarebbe già all’1,7% del capitale di Premafin e incoraggerebbe dunque ancora il recupero delle quotazioni di una società che da tempo brilla in Borsa nonostante il suo maggiore asset, le partecipazioni in Fondiaria Sai, perdano da tempo di valore sul mercato a causa del cattivo andamento del comparto assicurativo in generale e di Fondiaria Sai in particolare.

Di recente il manager che ha partecipazioni strategiche ai vertici della finanza italiana ha anche ottenuto dal patto di sindacato di Mediobanca, di cui controlla il 5% quasi del capitale, l’autorizzazione a salire fino al 6% del capitale portando all’11% di Piazzetta Cuccia le partecipazioni del Gruppo C da vincolare al Patto. Il Gruppo C comprende quote di pattisti di peso internazionale come appunto la Financiere de Perguet che a Bolloré fa riferimento, Groupama (3,1% del capitale sociale vincolato su una partecipazione complessiva del 4,9%), e il Banco di Santander (1,84%).

Appare naturale in questa serie di relazioni sottolineare il peso di Bolloré in Generali (di cui Mediobanca ha 13,46% del capitale): il finanziere francese è infatti vicepresidente e componente del comitato esecutivo del Leone di Trieste. Di recente il manager ha espresso anche il suo sostegno alla presidenza di Cesare Geronzi dopo l’appoggio fornito in passato alla precedente presidenza di Antoine Bernheim. Tutto questo dimostra ampiamente che del salotto buono della finanza italiana Bolloré è non solo un habitué, ma persino una colonna portante. Il suo intervento in Premafin, società che a sua volta controlla anche un buon 4% del capitale di Mediobanca è dunque da tenere nella debita considerazione e probabilmente fa parte del complesso piano di riassetto degli equilibri sull’asse Unicredit-Mediobanca-Generali in corso dopo le dimissioni di Alessandro Profumo dalla carica di amministratore delegato di Piazza Cordusio. La simultaneità del via libera alla sua crescita nel capitale di Mediobanca con le vicende della governance di Unicredit non può, infatti, essere considerata una mera coincidenza. D’altra parte nel board di Mediobanca lo stesso Bolloré incontra spesso Jonella Ligresti, una delle rappresentanti di punta di quell’impero economico che fa capo alla famiglia che controlla appunto la stessa Premafin e dunque Fondiaria Sai. Nel “piccolo” mondo della finanza italiana capita spesso, a quanto pare, di rincontrarsi.

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