Logo Blogo

Nozze Wind-Vimpelcom: la quinta tlc company del mondo avrà le spalle larghe

Pubblicato: 05 ott 2010 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

wind vimpelcom sawiris telecom italia mercato finanza

Nasce il quinto colosso globale della telefonia. Il matrimonio è fra l’egiziana Orascom e la russa Vimpelcom, ma nelle vene del nuovo gigante scorre anche sangue italiano perché Wind, società fino a non troppo tempo fa nel portafoglio di Enel, è uno degli asset più pregiati del nuovo gruppo, anche se è oberata di debiti (11,2 miliardi di dollari con un rapporto debt/ebitda di 4,1).

La fusione crea comunque un gruppo più solido da un punto di vista patrimoniale e ancora più internazionale con ben 20 mercati e 174 milioni di clienti. Complessivamente il nuovo big del telefonino avrà una struttura più solida dell’attuale. Attualmente Weather Investments II, la capogruppo che fa riferimento alla famiglia dei magnati egiziani Sawiris, controlla il 74,6% di Weather che a sua volta controlla Orascom, Wind e Wind Hellas. Al momento Orascom ha un debito finanziario netto di 5,11 miliardi di dollari a fronte di un patrimonio di appena 1,42 miliardi di dollari di equity. Wind Hellas è in profonda crisi e potrebbe rimanere ai Sawiris. Wind ha un debito, come detto, di 11,2 miliardi di dollari ma anche un ebitda da 2,7 miliardi di dollari che è il terzo in termini di marginalità sul fatturato in Europa. Il nuovo Wind-Vimpelcom sui dati del 2009 avrebbe ricavi da 21,5 miliardi di dollari al 35% in Russia e al 34% in Italia, con quote del 18% in Africa e Asia.

Se si scorre il conto economico di Orascom, si può osservare che diverse voci hanno peggiorato notevolmente la redditività della società negli ultimi tempi tanto da tagliare del 92% l’utile netto del gruppo del primo semestre di quest’anno a quota 16,75 milioni di dollari (nonostante ricavi in crescita dell’1% a 2,04 miliardi di dollari). In particolare il dato degli oneri finanziari indicati come financial expense cresce da 227,6 a 253,58 milioni di dollari nel periodo a causa della spinosa faccenda della controllata algerina Djezzy che passerà sotto il controllo del nuovo aggregato e che è stata multata per evasione fiscale per 230 milioni di dollari e potrebbe persino essere nazionalizzata. Gli altri costi finanziari del gruppo sono cresciuti da 214,5 a 328,99 milioni di dollari e anche il cambio ha avuto un pessimo effetto sui costi finanziari della compagnia. D’altra parte il conto economico in passato si era avvantaggiato della cessione di M-Link.

Per quanto riguarda Wind va evidenziato che a fine 2009 il gruppo ha un debito finanziario netto di 8,5 miliardi di euro con un patrimonio di appena 1,66 miliardi. I ricavi della società lo scorso anno sono cresciuti del 3,8% a 5,72 miliardi di euro mentre l’utile è sceso del 20% a 308 milioni di euro. Anche in questo caso gli oneri finanziari passati da 515 a 645 milioni di euro hanno rappresentato il più pesante fardello del conto economico del gruppo.

Il matrimonio russo adesso risistemerà le cose e la nuova Wind-Vimpelcom avrà ancora nel board due rappresentanti della famiglia egiziana dei Sawiris che otterrà il 18,5% circa dei diritti di voto e il 20% circa del capitale dopo aver promosso questa fusione mista di titoli e contanti. Al termine del deal Vimpelcom possiederà il 51,7% di Weather e il 100% di Wind. Già previsto un patto di sindacato fra Weather, Telenor e Altimo, questi ultimi controlleranno il 36,4 e il 29,3% rispettivamente dei diritti di voto (31,7 e 31,4% in termini di capitale). Il nuovo aggregato avrà un rapporto tra enterprise value ed ebitda di 6,2, un debito netto di 19,2 miliardi di dollari pari al doppio di un ebitda da 9,6 miliardi di dollari (il rapporto è debito netto/ebitda attualmente pari a 4,1 in Wind e a 2,5 in Orascom.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
0 commenti

Commenti dei lettori

Inserisci per primo un commento a questo articolo.