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A2A: nuove preoccupazioni dal termovalorizzatore di Acerra

Pubblicato: 11 ott 2010 da Ferry Boat

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Autunno complicato per il gruppo A2A: da Acerra a Milano le difficoltà sembrano volersi moltiplicare ogni minuto. Non bastava la difficile battaglia con i francesi di EdF per lo scorporo di Edison, sono spuntate in rapida successione le difficoltà di una gestione critica come quella del termovalorizzatore di Acerra o della discarica di Terzigno e la decisione dell’Autorità dell’Energia di abbassare le tariffe dei prezzi di riferimento dell’energia elettrica dello 0,5% e del gas dello 0,1% a partire dal primo di ottobre.

Negli ultimi giorni intanto le polemiche intorno agli impianti campani e in particolare al termovalorizzatore di Acerra e alla discarica di Terzigno sono cresciute. Il famoso inceneritore di Acerra è stato nei mesi scorsi dato in gestione al gruppo lombardo dalla Protezione Civile e dall’esercito, una gestione temporanea che dovrebbe approdare nella cessione dell’impianto (e della sua gestione) realizzato da Impregilo a terzi. Secondo indiscrezioni la cessione dovrebbe avvenire per una cifra fra i 300 e i 400 milioni di euro e proprio la Regione Campania potrebbe diventare proprietaria dell’avanguardistico e sfortunato stabilimento.

Nel frattempo il funzionamento alternato delle tre linee dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti ha destato nuovi allarmi che l’Arpac e la stessa società hanno fugato con la pubblicazione delle rilevazioni sulle emissioni dell’impianto che risultano ampiamente inferiori alla soglia nazionale ed europea. Le preoccupazioni campane, come testimoniato anche da quanto riferito alla Commissione parlamentare bicamerale sui rifiuti dello scorso 5 ottobre dal maggiore Giovanni Caturano (comandante del gruppo Carabinieri tutela dell’ambiente di Napoli) e dal procuratore di Nola Paolo Mancuso, restano però elevate.

In particolare Mancuso aveva parlato di situazione connotata dalla cifra della confusione e di difficoltà degli enti accertatori ad entrare in possesso dei dati per la valutazione dei possibili rischi di inquinamento. La pubblicazione di rilevazioni nella norma da parte dell’Associazione regionale campana per l’ambiente (Arpac) ossia dell’ente pubblico incarico del monitoraggio ambientale di tutta la regione sicuramente è un segnale di fiducia sull’operato degli attuali gestori, nonostante il funzionamento parziale degli impianti in questi giorni (oltre tutto i dati sulle emissioni rilevati tra il 9 e il 17 settembre scorsi sono stati misurati quando era in funzione soltanto la linea 1). Il timore per la salute pubblica comunque rimane elevato in Campania, anche a Terzigno dove la discarica ha generato diverse proteste.

Bertolaso cui fa riferimento l’impianto di Acerra ha chiesto nuovamente l’intervento dell’esercito e il timore che l’emergenza rifiuti riesploda è fondato. Di certo A2A avrebbe fatto di tutto per non trovarsi in questa situazione e ha anche da sempre sottolineato di non avere alcun interesse nel ciclo dei rifiuti campani. Eppure sarebbe bastato avere dei cdr adeguati o magari pretrattare i rifiuti da mandare in discarica per cancellare la puzza. Si sarebbero evitati molti di questi disagi e conflitti e trasformato ancora una volta in ricchezza la spazzatura. Basti pensare che nei primi sei mesi di quest’anno la Filiera Ambientale di A2A ha fatturato 395 milioni di euro in gran parte grazie al termovalorizzatore di Brescia che è per molti versi meno avanzato di quello di Acerra.

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