I panieri che hanno l’euro come moneta di riferimento che meglio si sono comportati negli ultimi tempi sono stati quello tedesco, quello belga, quello spagnolo e quello austriaco. Graficamente interessanti anche l’indice della borsa danese (la Danimarca è un membro dell’Unione Europea tuttavia al suo interno la moneta non è l’euro ma la corona), sul quale il rischio cambio è praticamente nullo, e quello della borsa inglese, dove invece la componente cambio non è trascurabile.
Il Dax si muove ormai da molti mesi, a partire dal top di aprile, seguendo un percorso sostanzialmente laterale. I prezzi hanno tentato in più di una occasione di avere ragione della resistenza dei 6400 punti, quota coincidente con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007, venendone regolarmente respinti. Questa importante percentuale di ritorno derivata dalla successione numerica di Fibonacci viene considerata in analisi grafica un punto chiave dal momento che molto spesso, in caso di un suo superamento, il trend prosegue fino a riportarsi sul punto di origine del movimento precedente. Nel caso in questione quindi la rottura di 6400 punti potrebbe fornire una indicazione in favore del ritorno sui massimi del 2007 in area 8150. Le fasi di ripiegamento scaturite dai tentativi di avvicinamento dei 6400 punti sono sempre terminate in prossimità del supporto offerto dalla media mobile a 200 sedute, attualmente passante in area 6000. La media è orientata al rialzo e quindi converge verso la resistenza orizzontare di area 6400. Lo spazio a disposizione per le oscillazioni dell’indice si va quindi rapidamente riducendo e presto, a meno di una improbabile ulteriore caduta della volatilità (quella storica è sui minimi degli ultimi 3 anni circa), i prezzi dovranno decidere quale direzione prendere. La rottura di area 6400 fornirebbe come spiegato un importante segnale in favore di una ripresa del trend rialzista visto dai minimi di marzo 2009 con obiettivi anche al di sopra degli 8000 punti. La violazione di area 6000 potrebbe rappresentare un momento altrettanto significativo: su quei livelli transita anche la linea tracciata dai minimi dello scorso anno e passante per quelli di agosto del 2010 e discee al di sotto del supporto potrebbero introdurre quindi ad una fase ribassista di ampio respiro, destinata ad interessare i 4500 punti almeno. Se da un lato quindi il superamento di area 6400 sarebbe un segnale che confermerebbe la strategia di incremento delle posizioni sulla componente europea del portafoglio, dall’altro la violazione dei 6000 punti costringerebbe ad una revisione della stessa strategia e sarebbe da leggere come un segnale di diminuzione anche per le posizioni in essere.
Segnali più chiari in favore di una evoluzione rialzista è possibile ricavarli dallo studio del grafico dell’indice della borsa austriaca. L’Atx di Vienna ha infatti completato di recente, ad inizio ottobre, grazie alla rottura dei 2560 punti, il testa spalle rialzista disegnato dai prezzi a partire dai minimi di inizio maggio. La figura ha interrotto il trend ribassista subito dal top di aprile e potrebbe fornire ora la base per un tentativo di rialzo destinato a mettere alla prova gli stessi massimi di aprile a 2801, quota coincidente con il 38,2% di ritracciamento (altro importante riferimento ricavato dalla serie di Fibonacci) del ribasso dal top del 2007. In caso di superamento di area 2800 anche l’indice viennese si dimostrerebbe pronto ad una fase rialzista prolungata, con obiettivo fino in area 3700 e prima resistenza a 3250. La violazione del supporto a 2400, linea che sale dai minimi di marzo 2009, negherebbe invece le implicazioni positive dettate dalla presenza del testa spalle e potrebbe portare a ribassi al di sotto dei 2000 punti, con obiettivo fino a 1800 almeno.
Anche nel caso dell’indice belga la resistenza da battere per confermare le prospettive di una evoluzione di medio periodo positiva è coincidente con il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007, posta in area 2750. Da circa un mese l’indice si trova al di sopra della media mobile a 200 giorni, passante a 2525, e grazie a questo sostegno potrebbe tentare il test di area 2750. Oltre tale soglia le prospettive sarebbero in favore di movimenti fino a 3500 circa, con resistenza intermedia a 3150 punti. Le attese positive risulterebbero frustrate in caso di violazione al di sotto di 2480 circa della linea che sale dai minimi del 2009, un accadimento a seguito del quale l’appeal di questo strumento risulterebbe ridotta.
Nonostante una situazione economica interna non brillante l’indice della borsa spagnola ha dimostrato negli ultimi mesi una notevole forza, passando dai 8560 punti circa di giugno al recente test di area 10900 (+27% circa, un risultato nettamente migliore rispetto a quello ad esempio della nostra borsa, con l’indice S&P Mib che ha guadagnato nello stesso periodo il 18% circa). L’Ibex 35 è ad un passo da una resistenza importante, la linea tracciata dal top di fine 2007 (e passante per quello di gennaio 2010), attualmente in transito a 10900 circa Oltre questi livelli i prezzi potrebbero riportarsi sui massimi di gennaio a 12250 circa, toccati in corrispondenza del 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco del 2007. In caso di rottura anche dei 12250 punti quindi le prospettive di medio periodo per l’indice spagnolo volgerebbero al bello, con obiettivi in area 14500 almeno. Solo la violazione dei 9773 punti, minimo del 25 agosto, potrebbe costringere ad ipotizzare un destino diverso per l’indice: sotto quei livelli le oscillazioni disegnate dal top di agosto si dimostrerebbero una figura a doppio massimo con target sui minimi di giugno a 8563.
L’indice della borsa danese, l’OMX Copenhagen 20, evidenzia un solido trend rialzista partito dai minimi del marzo 2009 grazie al quale i prezzi hanno ritracciato una porzione notevole, il 70% circa, del ribasso dal top del 2007. Negli ultimi mesi il trend ha perso un po’ della sua spinta per disegnare una fase laterale molto simile a quella dell’indice Dax. Anche in questo caso la media mobile a 200 sedute fa buona guardia sulla tenuta della tendenza, supportandola da area 390. Fino a che questo sostegno tiene le attese sono in favore del superamento della forte resistenza dei 430 punti e del proseguimento del rialzo verso area 480 almeno. Sotto 390 meglio invece adottare maggiori cautele, il rischio di assistere ad una correzione profonda di tutta la salita dai minimi dello scorso anno di area 210 aumenterebbe.
Per quello che riguarda il Ftse 100 è interessante notare come i prezzi stiano lavorando la trend line tracciata dal top di fine 2007, passante in area 5670, resistenza oltre la quale diverrebbe probabile il test dei massimi di aprile a 5833, Alla rottura anche di questa resistenza il target si sposterebbe in area 6450 almeno. Solo discese al di sotto dei 5400 punti, area di transito della media mobile a 200 sedute, invierebbero un primo segnale di debolezza che se confermato con la violazione dei 5100 punti, linea che sale dai minimi del 2009, farebbe temere una vera e propria inversione del trend al rialzo degli ultimi 18 mesi circa.
In conclusione è possibile affermare che molti indici europei sono prossimi all’invio di un segnale rialzista molto significativo, segnale a seguito del quale sarebbe possibile ampliare le scommesse in loro favore. L’investitore dovrà fare tuttavia attenzione a non sottovalutare il rischio di una evoluzione ribassista: se le resistenze indicate non verranno superate tutto il rialzo dai minimi di fine 2008/inizio 2009 potrebbe dimostrarsi anche una correzione del ribasso dai massimi del 2007, e lasciare quindi il posto ad una fase ribassista duratura. In caso di violazione dei supporti segnalati come rilevanti meglio quindi ridimensionare in modo significativo l’esposizione sull’azionario in attesa di nuovi eventuali segnali di forza.