Sul finire dell’estate il National Bureau of Economic Reserch ha pubblicato un rapporto sull’andamento del ciclo economico statunitense secondo il quale la recessione iniziata a dicembre del 2007 sarebbe terminata a giugno del 2009. La durata della fase recessiva è stata, secondo i calcoli del NBER, la più estesa dalla seconda guerra mondiale: 18 mesi circa.
I due periodi di recessione precedenti, dal 1973 a al 1975 e dal 1981 a 1982 si erano protratti infatti per 16 mesi circa ciascuno. Il fatto che la fase di recessione sia terminata da più di un anno significa che l’economia statunitense è ancora nella parte iniziale del ciclo espansivo: la durata delle fasi positive è infatti in media di 4 anni.
Osservando l’andamento del “composite leading indicator” calcolato dall’Oecd, si nota come il precedente periodo caratterizzato da dati superiori a 100, ovvero di espansione economica, era stato registrato dalla fine del 2003 all’inizio del 2008, confermando quindi la statistica. Il ritorno al di sopra di quota 100 dopo la violazione di questa barriera a fine del 2008 è avvenuto a novembre 2009, circa un anno fa, pertanto all’orizzonte dovrebbero esserci ancora circa 3 anni di crescita.
Quella attuale dovrebbe essere la porzione denominata di “early recovery” della fase positiva del ciclo quadriennale, che dovrebbe essere seguita, nel 2011, dalla “full recovery” e successivamente, tra il 2012 ed il 2013, dalla “late recovery”. Nelle fasi di espansione precedenti non è stato tuttavia inusuale assistere ad un ritorno del leading indicator composito, nella porzione di “early recovery”, ovvero tra uno e due anni dall’inizio della ripresa, verso la soglia dei 100 punti.
In base a questi elementi è quindi possibile affermare che un rallentamento temporaneo della fase di espansione per i paesi Oecd (l’Oecd è costituita da 30 Paesi membri, quelli più sviluppati e benestanti del globo) è probabile ma che al tempo stesso il ritorno in recessione sarebbe da escludere ancora per quale anno.
Secondo i modelli di analisi intermarket più diffusi (l’analisi intermarket è la disciplina che cerca, studiando la condizione del trend per i principali strumenti finanziari, azioni, obbligazioni e commodities, di determinare la condizione del ciclo economico) esiste un differenza temporale tra il ciclo dei mercati finanziari e quello economico: gli operatori basano le proprie decisioni di investimento su strumenti, come il composite leading indicator dell’Oecd, che tentano di anticipare l’andamento dell’economia con l’intento di iniziare a partecipare ai diversi trend rialzisti, quello delle azioni, delle obbligazioni e delle merci fin dalle loro fasi embrionali.
Questo significa che se per l’economia è possibile parlare ancora di porzione iniziale della ripresa, per i mercati finanziari dovrebbe essere ormai iniziata la “full recovery”. L’analisi intermarket suggerisce di cercare segnali di ripresa duratura nei settori ciclici della borsa per confermare l’ipotesi che quella intrapresa sia l’inizio di una fase rialzista duratura.
Del resto, dopo un anno circa di lateralità dei mercati azionari, l’idea che si possa prospettare un rialzo non appare azzardata. Concentrando l’attenzione sulla borsa Usa, gli elementi da tenere sotto controllo per cercare di capire se effettivamente una fase rialzista di lunga durata si è già avviata sono quelli tradizionalmente più “aggressivi”, i più reattivi, nel bene e nel male, al cambiamento degli stimoli provenienti da mutamenti del ciclo economico come l’indice Nasdaq (ma anche l’indice Sox dei semiconduttori) e il Dow Jones Transportation (sia analizzato singolarmente sia in rapporto all’Industrial). Indirettamente anche l’andamento del prezzo di alcune commodities, come l’alluminio o il rame, pesantemente utilizzate nell’industria, viene influenzato dalle aspettative sull’andamento del ciclo, tuttavia in questo caso è necessario riuscire a distinguere tra le variazioni legate alle oscillazioni del dollaro e quelle indotte da un genuino aumento della domanda per poter ricavare delle indicazioni utili a capire la condizione del ciclo stesso.
cato80gmailcom
25 ott 2010 - 10:27 - #1E’ un buon momento per investire