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Indici Usa e commodities puntano al rialzo, buone prospettive per il futuro

Pubblicato: 26 ott 2010 da AleOne

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Osservando il grafico dell’indice Nasdaq, rappresentativo del comparto tecnologico della borsa Usa, salta subito all’occhio un fatto importante: i massimi del 2000, toccati a 5132 punti, sono lontanissimi dai valori attuali e nemmeno il top del 2007, a 2860 circa, è riuscito ad avvicinarli. Nel caso dello S&P500, indice maggiormente difensivo, nel 2007 sono stati invece raggiunti e superati i record del 2000. E’ quindi probabilmente corretto considerare il rialzo visto tra il 2002 ed il 2007 come facente parte della correzione iniziata con i massimi del 2000 e non come un vero e proprio tentativo di ripresa dell’uptrend di lungo termine, correzione che potrebbe tuttavia essere terminata a seguito del ribasso subito dal 2007 al 2009.

Non è impossibile che il rialzo dai minimi del 2009 si dimostri la vera nuova partenza di una tendenza rialzista che dia seguito a quello abbandonato nel 2000. Gli spazi a disposizione per l’indice high tech Usa, se effettivamente i prezzi dovessero intraprendere un trend rialzista duraturo, sono dunque amplissimi. Se da un lato è vero che le valutazioni raggiunte nel 2000 erano motivate da valutazioni irrealistiche dei multipli delle aziende, è anche vero che non vi sono motivi per cui, con i tempi dovuti, quei prezzi non possano non essere riacciuffati.

I dieci anni che ci separano dal boom di internet non sono trascorsi invano: basti pensare alla diffusione della rete ad alta velocità per i consumatori ed alla nascita di nuovi e sempre più sofisticati supporti per diffondere contenuti di ogni tipo verso un pubblico sempre più vasto grazie alla crescita delle economie emergenti. E segnali grafici in favore del proseguimento del rialzo iniziato con i minimi del 2009 ve ne sono: il 21 dicembre 2009 i prezzi si sono lasciati alle spalle sul grafico del Nasdaq, con un gap rialzista, la linea tracciata dai massimi del marzo 2000 e passante per quelli dell’ottobre 2007. La stessa linea è stata poi testata dall’alto il primo luglio, data a partire dalla quale i prezzi sono tornati nuovamente a salire. Il 13 settembre, con un altro gap rialzista, è stata superata la media mobile a 100 sedute, quella a 100 settimane era già stata tagliata al rialzo a metà settembre 2009.

Ed i segnali positivi non vengono solo dall’analisi del grafico dell’indice: anche sul grafico di forza relativa che mette in rapporto le chiusure del Nasdaq con quelle dello S&P500 proprio nelle ultime sedute si è vista la rottura di una importante resistenza, quella offerta dal top di giugno. Il grafico di forza relativa Nasdaq / S&P500 tende a salire nelle fasi di borsa positiva: l’aggressivo comparto tecnologico sovraperforma quello più tipicamente difensivo rappresentato dall’indice industriale quando il trend delle azioni è al rialzo.

L’andamento dell’indice Sox dei semiconduttori introduce tuttavia qualche dubbio circa le prospettive del Nasdaq: questo comparto può essere considerato come una componente ad alto beta dell’indice principale, caratteristica confermata ancora una volta dall’andamento del grafico di forza relativa. La direzione di questa curva rispecchia infatti in media l’andamento generale del mercato e sebbene la tendenza ribassista subita dai massimi del 2006 sia interrotta da più di un anno per il momento segnali di inversione al rialzo ancora non ve ne sono.

Certo, la trimestrale da record recentemente comunicata da Intel per il terzo trimestre 2010 (fatturato di 11,1 miliardi di dollari rispetto ai 9,4 dello stesso periodo dell’anno precedente) potrebbe essere un segnale anticipatore di un balzo anche per il Sox, tuttavia ancora mancano delle concrete conferme.

Ulteriori segnali chiarificatori li si possono comunque ricavare dallo studio dell’indice Dow Jones Transportation Average. Questo paniere, il più antico tra quelli ancora in uso per la borsa di New York, ancora di più del più conosciuto Dow Jones Industrial Average, è l’indicatore più rappresentativo del comparto dei trasporti Usa, ovvero di uno dei settori ciclici per eccellenza. Il Transportation è prossimo alla resistenza chiave dei 4810 punti, massimo di maggio ed ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al ribasso dal top storico di maggio 2008. Il superamento di questa resistenza sarebbe una ulteriore conferma in favore della solidità della struttura della tendenza rialzista in atto da marzo 2009 ed aprirebbe la strada al raggiungimento dei massimi del 2008.

La buona salute del comparto dei trasporti, fortemente condizionato dall’andamento dell’economia, trova ulteriore conferme dalla trimestrale di Csx, operatore ferroviario statunitense che ha chiuso il terzo trimestre con utili in crescita del 43% a 414 milioni di dollari e con ricavi a 2,67 miliardi (+16%). Il Transportation tende a sovraperformare l’Industrial nelle fasi di borsa positive. Recentemente sul grafico di forza relativa costruito dal rapporto tra i due indici si è completato il triangolo rialzista che si andava formando da cinque mesi circa, un evento che ha quindi lanciato un segnale in favore della ripresa della fase positiva per entrambi i panieri.

L’andamento del prezzo di alcuni metalli industriali sembra confermare infine l’ipotesi avanzata di essere in presenza di un mercato che crede nelle possibilità di un periodo di espansione dell’economia duraturo, indipendentemente dalle incertezze che sembrano gravare sul breve termine. Il prezzo del rame è ai massimi dal giugno 2008 (+180% circa in 20 mesi) e anche quello dell’alluminio è in crescita. E le prospettive sono di proseguimento del rialzo: J.P. Morgan ha alzato il rating su Alcoa, gigante del settore dell’alluminio, dopo la recente presentazione della trimestrale portandolo da “neutral” ad “overweight” ed ha rivisto il target price sul titolo della società alzandolo da 16 dollari a 20 dollari.

Alla base di queste modifiche la convinzione, secondo la banca d’affari Usa, che vi sarà in futuro un ulteriore aumento del prezzo dell’alluminio legato ad una domanda per il metallo che crescerà più del previsto. La stessa Alcoa ha rivisto al rialzo le proprie stime sulla domanda di alluminio a livello globale prospettando un aumento del 13% per l’intero esercizio 2010 invece del 12% ipotizzato in precedenza. Per quello che riguarda il rame Goldman Sachs ha recentemente alzato le stime sui prezzi: gli analisti della banca Usa si attendono per i prossimi 12 mesi quotazioni di 11,000 dollari per tonnellata (target precedente 8,050 dollari) e per l’intero 2011 un prezzo medio di 9.300 usd con picchi fino a 13.500 dollari.

Nonostante i prezzi del rame siano storicamente elevati la curva dei prezzi a termine è relativamente piatta (la differenza tra il prezzo a tre mesi e la scadenza a dicembre 2014 è la metà circa che in passato per differenze temporali analoghe). Questo significa che sono pochi i produttori che vendono a lungo termine per proteggersi da ipotetici cali di prezzo mentre sono ancora molti i compratori che si impegnano a lungo termine prevedendo evidentemente ulteriori rialzi nelle quotazioni del metallo.

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