
Il ripiegamento del titolo Luxottica all’indomani della pubblicazione dei risultati rivela ancora una volta il nervosismo dei mercati, ma va anche collegato al rally dei corsi impostato dalla fine di agosto. Dai 17,7 euro dei minimi di fine estate l’azione è balzata rapidamente fino ai massimi di ieri in zona 21,4 euro, portando l’indicatore di forza relativa (RSI) a 14 sedute in zona di ipercomprato.
Qualche realizzo in occasione della terza trimestrale era forse prevedibile. L’azione in tarda mattinata passa di mano a 20,93 euro con un ribasso del 2,01 per cento, ma vanno sottolineati i massimi intraday a quota 21,55 euro che hanno superato anche i top di ieri. Un ripiegamento in zona 20,8 euro non deve dunque stupire e i corsi potrebbero anche tornare in area 20,3 euro: il superamento della trendline discendente dai massimi di aprile e delle resistenze in area 20,3 euro e 20,8 euro (appunto) rimangono comunque dei segnali positivi di cui il grafico tornerà probabilmente a rendere conto, magari con degli allunghi sulle resistenze strategiche di area 21,7 euro nel corso delle prossime sedute.
I primi nove mesi del colosso degli occhiali guidato da Andrea Guerra, d’altronde, sono davvero brillanti, tanto che il manager ha detto di sperare nella chiusura di un 2010 con utili a quota 400 milioni di euro.
Dopo le manovre degli ultimi anni e gli interventi sul debito il gruppo comincia di nuovo a pensare a delle acquisizioni, anche se dall’intervista che l’ad di Luxottica ha rilasciato a Il Sole 24 Ore di oggi sembra di capire che più probabilmente le eventuali conquiste saranno compiute all’estero. Il manager ha rivendicato un successo raro di questi tempi in Italia, ossia l’allocazione nel Bel Paese del 65% della produzione e una crescita della manodopera del 7% registrata per quest’anno.
Il 2010 fin’ora ha comunque regalato grandi soddisfazioni al management con un fatturato cresciuto, soltanto nel terzo trimestre, del 19,7% (8,6% a cambi costanti) a quota 1,46 miliardi di euro un utile netto che ha segnato nello stesso periodo un balzo del 34,5% a quota 101,9 milioni.
Alla base di queste performance si è posta la forte capacità del gruppo di generare cassa: i dati del terzo trimestre indicano infatti una free cash flow in crescita di circa un quarto rispetto al dato di un anno fa, da 202 a 252 milioni di euro. Questo ha consentito di tagliare in tre mesi il debito netto di 377 milioni di euro riportandolo a 2,26 miliardi, il che significa un rapporto net debt/ebitda passato da 2,8 a 2,3 (quest’ultimo rapporto rimane invariato anche escludendo gli effetti del tasso di cambio).
Luxottica sta comunque operando sulla propria flessibilità finanziaria, come palesato anche dall’annuncio, in occasione della trimestrale di ieri, di una nuova emissione di bond per gli operatori qualificati da 500 milioni di euro. BNP, Deutsche Bank, IntesaSanPaolo e Mediobanca guideranno il collocamento che dovrebbe essere finalizzato a un riscadenziamento del debito e non essere dunque impiegato in altre manovre (ossia in possibili acquisizioni). La casa che controlla, fra l’altro, i marchi Ray Ban e Oakley ha ottenuto grandi soddisfazioni nel Nord America dove i ricavi sono cresciuti dell’8,5% a quota 1,21 miliardi di dollari e hanno compensato la debolezza dei mercati dell’Europa Meridionale.
L’espansione nei mercati emergenti continua comunque a fornire il suo apporto con una crescita dei ricavi ottenuti in Cina, India, Corea, Brasile, Turchia, Messico ed Europa dell’Est del 26 per cento. Nuove opportunità si potrebbero ora presentare nel Sud Est Asiatico e nell’America Latina.
cato80gmailcom
27 ott 2010 - 11:16 - #1Luxottica è comunque sempre stato un titolo stabile che resiste bene ai contraccolpi borsistici. Il ribasso è prevedibile come per ogni titolo soprattuto in questo periodo