L’ultimo rapporto di Moody’s sulle banche italiane e’ stato abbastanza critico, tanto da esprimere un outlook negativo sul comparto. Secondo l’autore del report Carlo Gori, Vice President, Senior Analyst, le previsioni pessimistiche “sono influenzate dai bassi livelli di capitale e riserve delle banche italiane, insufficienti a far fronte ai crescenti problemi connessi alla qualita’ degli attivi”. Non tutte le voci sono tuttavia allineate su questi toni preoccupanti.
Secondo gli analisti di Citigroup, ad esempio, i titoli delle principali banche italiane hanno buone prospettive di rialzo. In un report recentemente pubblicato le banche italiane sono infatti promosse ad “overweight”, ovvero “sovrapesare”, dal momento che hanno perso molto di più in termini di capitalizzazione con i ribassi di borsa degli ultimi due anni rispetto ad altri paesi. La capitalizzazione del comparto vale infatti in Italia il 6% circa del Pil, molto meno di quello che pesa ad esempio in Gran Bretagna (13%) e Spagna (12%). Gli analisti di Citigruop pensano che questo divario possa essere compensato con una crescita delle quotazioni di borsa dei titoli italiani piuttosto che con una ulteriore compressione di quelli esteri.
Il Ftse Italia Banche sembra effettivamente intenzionato a fornire segnali positivi: le quotazioni hanno superato da alcune sedute la media mobile a 100 giorni per poi accelerare al rialzo lasciandosi alle spalle, oltre i 20500 punti, anche la linea di tendenza ribassista tracciata dal top di inizio agosto. Parlare di inversione di tendenza dopo il lungo ribasso subito dai massimi di ottobre 2009 è prematuro, ma se i prezzi riusciranno a superare anche l’ostacolo posto in area 22500, dove si colloca il 50% di ritracciamento della discesa precedente, le prospettive per assistere ad un proseguimento della fase positiva anche nel medio termine risulteranno notevolmente più solide. A rendere meno credibile una evoluzione rialzista sarebbero solo discese al di sotto dei 19700 punti, area dove transita la linea tracciata dai minimi di giugno.
Tra i titoli più interessanti del comparto da un punto di vista grafico vi sono Intesa Sanpaolo, Banca Monte Paschi ed Ubi Banca.
Intesa Sanpaolo ha superato nel corso dell’ultima ottava la media mobile a 200 sedute, il cui taglio al rialzo è venuto a poca distanza dalla rottura della linea ribassista proveniente dal massimo di inizio anno e passante per quello di agosto. Questo duplice segnale di forza sembra anticipare il superamento dello stesso top toccato nel corso dell’estate a 2,65 euro, una rottura che anticiperebbe il test a 2,72 del 61,8% di ritracciamento del ribasso dai massimi di inizio anno. La rottura anche di questo significativo livello della serie di Fibonacci sarebbe un forte indizio in favore di una estensione duratura del rialzo iniziato con i minimi di giugno a 1,90 euro. Ipotizzando che i prezzi si stiano muovendo all’interno di un canale rialzista con limite superiore attualmente a 2,95 euro circa, primo target alla rottura di 2,72. La base dello stesso canale, in area 2,35, praticamente coincidente con la media mobile a 100 giorni, è il supporto che il titolo deve rispettare per evitare che gli sforzi fatti nelle ultime settimane per impostare una struttura al rialzo vengano vanificati. Al di sotto di area 2,35 rischio infatti di vedere tornare i prezzi fino in area 2 euro almeno.
Anche Monte Paschi è riuscito, dopo una lotta durata circa un mese, a lasciarsi alle spalle la media mobile a 200 giorni, testata una prima volta con il top di 1,06 e superata in modo netto solo il 18 ottobre con il rialzo oltre quota 1,04. La rottura di questa resistenza dinamica, avvicinata nuovamente dai prezzi dall’alto nelle ultime due sedute con funzione di supporto, sembra confermare l’interruzione al rialzo della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dai minimi di giugno a 0,8165. L’ipotesi che è possibile fare è che la fase laterale degli ultimi mesi sia una base sulla quale poggiare un tentativo di rialzo significativo. La rottura di 1,125, 38,2% di ritracciamento (il primo dei livelli significativi della serie di Fibonacci) del ribasso dai massimi di agosto 2009, sarebbe il segnale che confermerebbe l’avvio di una fase positiva importante, destinata a correggere una porzione rilevante del ribasso subito da area 1,60. Oltre 1,1250 target fino a 1,32 con resistenza intermedia a 1,22. Solo discese al di sotto di 0,97, area di transito della media mobile a 100 giorni, potrebbero far temere il ritorno sulla base del trading range in area 0,80/0,85 euro.
Anche nel caso di Ubi Banca è possibile riconoscere la creazione di una fase laterale, successiva al test dei minimi di inizio giugno a 6,51 euro, che potrebbe funzionare da sostegno per un tentativo di recupero significativo. Un primo segnale positivo il titolo lo ha inviato gia ad inizio ottobre superando prima la linea di tendenza ribassista tracciata dal top di aprile e poi la media mobile a 100 giorni, entrambe in area 7,40, per poi accelerare al rialzo. La rottura di area 8,50, massimo di luglio e 50% di ritracciamento del ribasso dal top di aprile, fornirebbero importanti segnali di conferma in favore di un quadro rialzista che si estenda anche nel medio termine. In quel caso sarebbe infatti possibile considerare la fase laterale disegnata negli ultimi mesi come un doppio minimo, figura rialzista che fornisce un target in base alla proiezione verso l’alto della sua ampiezza. Nel caso di ubi Banca l’obiettivo al superamento degli 8,50 euro sarebbe posto in corrispondenza con il top di aprile a 10,44 euro (a 8,95 la prima resistenza intermedia). Sotto 7,40 il titolo invierebbe segnali preoccupanti per la tenuta dell’uptrend, segnali che se confermati con la violazione di area 6,95 potrebbero portare ad un nuovo test dei minimi di giugno a 6,51 euro.