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Acea: forte attesa per la gara per il gas romano

Pubblicato: 28 ott 2010 da Ferry Boat

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La questione del gas a Roma è sempre stata internazionale. La prima concessione su questo servizio (tardiva allora anche per l’Italia) fu concessa ai fratelli Trouvé, dunque passò a Sir James Sheperd. Al momento però gli inviti che la multiutility romana Acea distribuisce per un’alleanza in vista della gara per la distribuzione del gas a Roma il cui bando potrebbe essere pubblicato per la fine dell’anno sono quasi tutti di specchiata natura italica. Essendo in gioco la distribuzione di gas nella più grande città d’Italia gli esiti di questa gara saranno importanti anche per performance di borsa dei titoli coinvolti nella vicenda. Acea ed Eni in primis, anche se ovviamente vista la diversità delle dimensioni dei due gruppi gli effetti sui loro conti economici dell’acquisizione di queste attività sarebbero diversi e proporzionali.

Al momento a Snam (il cui azionista di riferimento è Eni) fa riferimento Italgas che controlla la distribuzione del gas a Roma del quale invece Acea vorrebbe ottenere la gestione grazie alla prossima gara in arrivo, anche in alleanza con Eni. Per essere esatti Acea ha già indirizzato dei segnali di fumo all’Eni e al fondo per le infrastrutture F2i. Di risposte esplicite però non ne sono ancora pervenute, anche se ieri Carlo Malacarne, amministratore delegato di Snam, ha affermato di non avere allo stato contatti con Acea, e ha aggiunto che la sua società non è disponibile per investimenti in partecipazioni finanziarie e preferisce in genere gestire direttamente i propri business.

Insomma un accordo con Acea non sembra proprio a portata di mano. Al riguardo va notato che di recente l’Antitrust italiano ha deciso di avviare un’istruttoria per la verifica della posizione della stessa Italgas su segnalazione dei comuni di Roma e di Todi. Secondo quanto risulta dai documenti dell’Authority, i due municipi non avrebbero ottenuto informazioni sufficienti dalla stessa Italgas per procedere con la gara per l’assegnazione del servizio di distribuzione. Una delibera della Giunta comunale romana dello scorso 16 dicembre aveva dato il via alla procedura, ma i documenti forniti da Italgas a detta dei due enti pubblici non sarebbero ancora sufficienti.

Non è inutile ricordare che il Comune di Roma controlla ancora con il 51% del capitale Acea, quindi un soggetto dichiaratamente interessato agli asset che lo stesso Comune vuole rimettere a gara. In futuro è previsto che la quota del Comune nella multiutility scenda sensibilmente, tuttavia i tempi per la gara di assegnazione della distribuzione del gas cittadino nel Comune più grande d’Italia rimangono fluidi, a causa delle opposte pressioni.

L’istruttoria per abuso di posizione dominante dovrà comunque concludersi entro il 15 dicembre, a un anno circa dall’avvio della procedura di gara stabilito dalla Giunta capitolina, assai oltre il periodo in cui i comuni interessati avrebbero dovuto ricevere da Italgas la documentazione. Con l’avvio di un’istruttoria da parte dell’Antitrust sembra probabile dunque che a breve la gara per i servizi gas della capitale venga davvero indetta.

Soltanto lo scorso 15 settembre la stessa Antitrust aveva chiuso un’istruttoria sulla stessa Acea (e le altre principali multiutility italiane) in cui accettava gli impegni presi dal gruppo per una corretta gestione dei rapporti tra Acea e Acea Distribuzione in vista della creazione di un sistema veramente concorrenziale sul territorio. Ieri sera il gruppo Acea ha nominato come proprio direttore generale Paolo Gallo mettendo a posto una tessera importante nel puzzle della propria governance.

In contemporanea la multiutility ha anticipato parte delle linee strategiche del Piano 2011-2013. In attesa della pubblicazione dei dati del terzo trimestre previsti per il prossimo 11 novembre, il gruppo ha messo il pedale sull’acceleratore e prevede una crescita del 17% l’anno del proprio margine operativo lordo (ebitda) che dovrebbe superare gli 870 milioni di euro al 2013. Previsto a quella data un rapporto tra posizione finanziaria netta e mol dell’1,9. Il debito finanziario netto del gruppo a fine semestre era negativo per 2,12 miliardi a fronte di un patrimonio di 1,35 miliardi di euro.

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