
Groupama entra nel capitale di Fondiaria Sai e conferma le indiscrezioni già rimbalzate su Il Sole 24 Ore di oggi e in qualche maniera avvalorate dalla sospensione dei titoli di Fondiaria Sai e della sua controllante Premafin da parte di Borsa Italiana. Il cda di Premafin (la controllante di Fondiaria Sai) di oggi ha visto Salvatore Ligresti uscire alle 13 prima del termine della riunione, probabilmente già alla fine dell’incontro potrebbe essere diramato un incontro che farà luce sulla vicenda, poco fa è uscito il comunicato che conferma i rumors.
La compagnia francese investirà 225,7 milioni di euro sottoscrivendo un aumento di capitale che in pratica lascerà il controllo della catena di controllo che passa da Premafin a Fondiaria Sai ai Ligresti. Le società della famiglia che attualmente controllano il gruppo scenderanno a una quota complessiva del 35,78 per cento. Groupama salirà invece al 17,89% pagando 1,10 euro per ogni azione di Premafin e inoltre delle opzioni di 14 centesimi ai pattisti per la cessione dei loro diritti nell’aumento di capitale (circa 30 milioni di opzioni oltre ai 115,7 milioni per le opzioni corrispettive). L’azione rimessa inaspettatamente sul mercato subito dopo la pubblicazione del comunicato è ovviamente schizzata su questo livello guadagnando (tra diverse sospensioni) circa 10 punti percentuali. Il rapporto di opzione sull’aumento di capitale sarà di un’opzione per ogni due azioni possedute e saranno immessi sul mercato oltre 205 milioni di titoli ossia circa la metà delle azioni attualmente in circolazione.
Dietro queste operazioni che rafforzano la “galassia Ligresti” messa in difficoltà dalla crisi e da un forte esposizione debitoria alla quale non hanno contribuito le performance del gruppo Fondiaria Sai, ci sarebbe secondo diversi osservatori Mediobanca che in qualche maniera starebbe difendendo i propri equilibri azionari e di governance.
A sostegno di queste ipotesi ci sarebbe il fatto che la stessa Groupama avrebbe una quota del 4,92% del capitale di Piazzetta Cuccia, una quota inferiore però a quella del finanziere francese Vincent Bolloré che è salito di recente oltre 5% del capitale e potrebbe in futuro salire fino al 6% del capitale. Fra i due soci francesi di Mediobanca non sembra però sussistere nessun altro formale legame economico o societario.
Bolloré ha invece un sempre più stretto legame con i Ligresti: di recente la stampa ha sottolineato l’ascesa nel capitale di Premafin (la holding di Fondiaria Sai sospesa oggi come la controllata) oltre la soglia del 5% segnalando ancora una volta al mercato le proprie operazioni sulla holding di una compagnia assicurativa in difficoltà con il superamento di una soglia rilevante che obbliga alla comunicazione alla Consob degli acquisti.
La famiglia Ligresti attualmente controlla (tramite Premafin e quindi in piccola parte insieme a Bolloré) poco più del 4% di Mediobanca nel cui consiglio di amministrazione siede Jonella Ligresti. L’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel ieri ha ribadito il proprio sostegno alla Fondiaria (la banca di Piazzetta Cuccia è oltretutto finanziatrice sia di Fondiaria Sai che di Premafin) sigillando in qualche maniera quello che ha l’aria di un salvataggio funzionale alla tenuta degli equilibri nel salotto buono della finanza italiana. In qualche maniera oltretutto il puntellamento di una colonna dell’azionariato come Ligresti allontana i dubbi del mercato in breve a una possibile integrazione di Piazzetta Cuccia o con i soci di Unicredit o con la partecipata Generali (che oltretutto ha come vicepresidente e membro del comitato esecutivo Vincent Bolloré).
Il cerchio si chiude, insomma e lascia dentro i Ligresti, le cui società potranno giovarsi dell’apporto di nuovi capitali e di una partnership con la sesta compagnia francese. Groupama ha registrato un giro d’affari da 17,4 miliardi di euro nel 2009 e serve 16 milioni di clienti in 14 paesi.
In Italia il gruppo ha fatturato, nello stesso periodo, 1,4 miliardi di euro e fornisce i suoi servizi a 1,7 milioni di clienti tramite mille agenti. Il premium income italiano è cresciuto del 7,5% a 719 milioni di euro nella prima metà dell’anno. Il ramo vita (life and health) è cresciuto del 14,1% e i premi delle polizze unit linked si sono quadruplicati grazie al lancio di una campagna lo scorso marzo. Il ramo danni è cresciuto del 5,1% a 517 milioni di euro con un contributo dell’RC auto e delle polizze casa importante (sono cresciuti del 5,2% e del 9,3% rispettivamente). Di certo un socio così ai Ligresti può fare molto comodo. Adesso si potrebbe anche modificare il piano di cessioni implementato dalla società per alleggerire le esposizioni dell’intero sistema. Insomma i titoli Fonsai e Premafin potrebbero davvero essere incoraggiati da queste novità e soprattutto l’alleanza industriale con Groupama potrebbe avere importanti effetti sul business di Fondiaria che non ha saputo contrastare la crisi del suo ramo danni e gli impatti un combined ratio salito troppo a danno dei margini.
Piazzetta Cuccia appare stasera più stabile e ancora una volta, come avveniva con Antoine Bernheim a Trieste, grazie ai soci francesi di peso negli snodi del sistema finanziario italiano.