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I paesi emergenti con le migliori prospettive. A caccia di rendimento tra Bric e Next11

Pubblicato: 02 nov 2010 da AleOne

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Quali sono i paesi emergenti verso i quali rivolgere l’attenzione per cercare di rendere maggiormente dinamico il proprio portafoglio azionario? L’acronimo Bric, che individua Brasile, Russia, India e Cina come i soggetti a maggiore potenziale di crescita nel panorama dell’economia mondiale è ancora attuale? La domanda è lecita: nel corso del 2010 il Bovespa brasiliano ed il Russia Times sono rimasti sostanzialmente invariati, almeno in termini di valuta locale, quello della borsa di Shanghai è sceso addirittura in negativo, solo l’indiano Bse ha evidenziato una crescita significativa (del 15% circa). Per questo motivo la tendenza più recente è quella di rivolgere l’attenzione verso un nuovo gruppo di stati, chiamati, secondo un nuovo termine coniato da Goldman Sachs, i “next 11″, o “N-11″, un termine che indica il paniere composto da Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea del Sud, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam. Tra questi ve ne sono alcuni, come il Bangladesh, l’Indonesia (ma anche le vicine Filippine ed il Vietnam) strettamente collegati alla Cina, e quindi in grado di approfittare dell’espansione del gigante asiatico, ma in ogni caso tutti sono in grado ormai di procedere con le proprie gambe e di attrarre capitali sempre crescenti.

Il modo più facile per il risparmiatore per investire sulla borsa di questi paesi o in queste aree geografiche è probabilmente quello di guardare al mondo degli Etf. In alcuni casi il quadro grafico è realmente interessante e conferma quindi le buone prospettive rilevate a livello macroeconomico.

Tra gli strumenti da seguire con attenzione c’è ad esempio il Lyxor Pan Africa (LAFRI). Negli ultimi anni l’economia del continente africano è cresciuta ad un tasso tra il 5% ed il 7% all’anno, mentre sono stati molti i Paesi dell’Africa sub-sahariana per i quali i valori della crescita sono stati a due cifre. Negli ultimi 10 anni gli investimenti esteri sono cresciuti del 300% circa e questo trend sembra destinato a proseguire. L’indice SGI Pan Africa, benchmark per questo Etf, ha come obiettivo quello di replicare la performance di società quotate in Africa o che svolgono la maggior parte del loro business nel continente africano, è composto da 30 azioni ed è esposto equamente alle tre zone geografiche: l’Africa del Nord, l’Africa Sub Sahariana e l’Africa del Sud. Da inizio anno la crescita di questo Etf è stata del 15,5% circa, con il grafico contenuto all’interno di un canale rialzista originato dai minimi di fine 2008 che non invia per il momento segnali di stanchezza. La base del canale si colloca a 11,20 circa, coincidente con la media mobile a 100 sedute, mentre il limite superiore si colloca a 13,50 circa, quota che si offre come target per il rialzo nel medio periodo.

Rimanendo nel continente africano è degno di nota anche l’andamento del Lyxor Etf South Africa (SAFRI), che replica il rendimento delle principali 40 società quotate sul Johannesburg Stock Exchange(JSE)

Anche in questo caso è possibile identificare un canale rialzista ben definito, originato dai minimi di inizio 2009, la cui base, coincidente con la media mobile a 100 sedute in area 26,50 dovrebbe essere in grado di sostenere il proseguimento del rialzo verso il limite superiore dello stesso canale in area 33 circa.

Il Db X-Trackers Msci Korea Trn Index Etf (MXKR), un Etf che riflette la performance dei principali titoli azionari coreani, ha disegnato un trend fortemente rialzista dai minimi di marzo 2009 a 15,75, interrotto da una fase laterale, avviata ad aprile. Nel corso di questa fase laterale, a maggio, è stata testata la media mobile a 200 giorni, sostegno dinamico dal quale si è sviluppato un forte rimbalzo e che transita ora in area 36. La tenuta di questo supporto e la rottura del limite superiore del trading range, a 39 circa, segnalerebbe la ripresa del trend rialzista con target in area 47, lato superiore del canale che contiene i prezzi dai minimi del 2009.

La media mobile a 200 giorni sostiene da circa un anno e mezzo anche il trend rialzista dell’X-Trackers Msci Em Latam Trn Etf (XMLA) e passa attualmente in area 44. Questo strumento replica l’andamento delle borse di 6 paesi dell’America Latina, in particolare di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Perù. La crescita dell’Etf nel 2010 è stata del 17% circa, con i prezzi che hanno superato i massimi del maggio 2008 in area 46, quota che diventa ora il primo supporto in caso di flessioni. La tenuta della fascia di supporto tra i 44 ed i 46 punti dovrebbe permettere una ulteriore estensione del rialzo di medio periodo con un primo target in area 51 ed uno successivo a 54 punti.

Interessante, in termini di rappresentatività, anche Db X-Trackers Msci Em Emea Trn Index Etf (XMEA), che cerca di replicare, con una ponderazione basata sul flottante, i mercati di 10 paesi emergenti in Europa, Medio Oriente ed Africa, in particolare Repubblica Ceca, Egitto, Ungheria, Israele, Giordania, Marocco, Polonia, Russia, Sudafrica e Turchia. Questo Etf ha superato di recente i massimi di aprile a 25,35 e sembra intenzionato a proseguire ancora sulla strada del rialzo per salire ad interessare i massimi di fine 2007 a 30,15 circa. La media mobile a 200 sedute, a 23,50 circa, è abbastanza lontana dai prezzi da garantire l’esistenza di un cuscinetto sufficientemente ampio che i prezzi potrebbero utilizzare in caso di flessioni correttive senza danneggiare la struttura rialzista del trend.

Altrettanto interessante in termini di mercati rappresentati, sempre con una logica di ponderazione basata sul flottante, il Db X-Trackers Msci Em Asia Trn Index Etf (XMAS), all’interno del quale si trovano gli indici di Cina, India, Indonesia, Corea, Malesia, Pakistan, Filippine, Taiwan e Tailandia. Questo Etf si trova da più di un mese a stretto contatto con la resistenza dei 27,75 punti, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al ribasso dal top di fine 2007. Il superamento di questa quota dovrebbe lasciare spazio a movimenti verso i 32 punti circa. Solo sotto 25,50 vi sarebbero segnali contrari al proseguimento della fase positiva.

L’analisi dei grafici sembra quindi confermare, per la maggioranza dei mercati azionari dei paesi inclusi nel gruppo Next 11, che vi siano prospettive in favore di una ulteriore crescita anche nel medio periodo. I rischi di andare incontro ad una “bolla”, ovvero ad una crescita non giustificata delle quotazioni con conseguente successivo brusco sgonfiamento non sembrano particolarmente significativi. I capitali in arrivo nei paesi emergenti da quelle zone del mondo con tassi ancora molto bassi, gli Stati Uniti per primi (ed un eventuale secondo round di alleggerimento quantitativo da parte della Fed potrebbe alimentare ulteriormente questo fenomeno), dovrebbero permettere il mantenimento di elevati livelli di crescita e prolungare quindi un fenomeno virtuoso già avviato da almeno un decennio. I flussi di acquisto di fondi negli Usa non fa altro che confermare questo trend di crescente interesse nei confronti degli emergenti: nell’ultimo anno, fino ad ottobre, i capitali in ingresso su questi mercati sono stati di 44 miliardi di dollari circa, un nuovo record che batte quello stabilito nel 2009.

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