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Enel: l'estero salva i conti, obiettivi confermati

Pubblicato: 10 nov 2010 da Ferry Boat

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Il terzo trimestre di Enel ha visto una crescita del giro d’affari e una flessione di tutti gli altri indicatori del conto economico rispetto allo stesso periodo del 2009, tuttavia il mercato sembra avere accolto senza troppi scossoni gli ultimi dati del gruppo, anzi. Il titolo oggi si muove in controtendenza al mercato e recupera quota 4,10 euro con un rialzo dello 0,24 per cento.

I ricavi sono cresciuti nel terzo trimestre del 4,8% a quota 18,17 miliardi di euro mentre l’utile cedeva il 17% riportandosi a 1,024 miliardi. Come nel caso dei risultati della prima semestrale di Enel Green Power, anche nel caso di Enel numerose operazioni straordinarie condizionano l’interpretazione dei risultati e delle performance del gruppo. Nel caso di Enel si tratta per esempio delle complesse manovre di riassestamento della controllata Endesa che è stata consolidata con il metodo integrale dopo l’acquisizione del 25,01% del capitale da Acciona che ha esercitato anticipatamente la sua put option sulla società. Gli effetti di questa manovra avevano comportato un provento di 970 milioni di euro per la concessione anticipata della put option al socio spagnolo. Altre poste straordinarie riguardano la cessione nel 2009 del 20% circa di Severenergia e di Enel Linee Alta Tensione.

Endesa, per altri versi, si rivela un motore propulsore fondamentale per Enel, dai mercati spagnoli e sudamericani è venuto il maggior input in termini di ricavi. L’Italia da sola rivela invece nel trimestre e nei nove mesi un panorama asfittico con un calo della domanda che il gruppo guidato da Fulvio Conti non ha saputo contrastare registrando flessioni dei volumi di vendita di elettricità e dei margini sugli stessi.

Per la fine dell’anno il gruppo conferma comunque tutti gli obiettivi forniti in passato: il debito dovrebbe scendere a 45 miliardi di euro, il mol a quella data dovrebbe attestarsi a 17 miliardi (quindi il rapporto tra i due sarebbe di circa 2,65) e l’utile dovrebbe superare i 4 miliardi di euro. Nei nove mesi il debt/equity è sceso da 1,11 a 1,04 e il capitale investito netto è salito a 99,87 miliardi di euro. La crescita continua dei ricavi sicuramente incoraggia le performance del gruppo, tuttavia la vendita di nuovi asset è chiaramente indispensabile nell’ottica di un rispetto dei covenant fissati sul debito con le banche. Di certo il giro di boa del 2011 porterà un gruppo diverso e proiettato verso una più alta redditività. L’abbattimento degli oneri finanziari in tal senso rimane un obiettivo primario.

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1 commento

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  • santippe

    16 nov 2010 - 16:30 - #1
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    Up Down

    A me sembra che la situazione di Enel a fine anno si stia rivelando più critica del previsto, almeno dal punto di vista del debito. Il rispetto dei covenant sta affannando il management più del dovuto, la quotazione di EGP non ha fatto il boom che si sperava e alla fine il gruppo dovrà accelerare su varie cessioni, probabilmente spuntando prezzi più bassi del previsto. OK piani di prim’ordine per il futuro, ma sulla redditività nelle mutate condizioni di mercato in Europa e Italia mi sembra che ci sia molto da fare.