Il settore delle utilities sta inviando segnali positivi da un punto di vista grafico sia a livello europeo sia domestico. Il grafico del settoriale Eurostoxx ha disegnato nel corso degli ultimi mesi, dai minimi di maggio, una estesa fase laterale delimitata dalla resistenza posta a 344 punti circa, messa alla prova più volte e superata a fine ottobre, in contemporanea con la rottura della media mobile a 200 sedute. Tutta la fase orizzontale può essere considerata come un ampio testa spalle rialzista, figura che sta ad indicare l’inversione del trend ribassista subito dal top di gennaio a 398,50 circa. Conferme in favore di una evoluzione rialzista di medio lungo termine verrebbero oltre i 348 punti, 50% di ritracciamento del calo dal top di aprile. In caso di superamento di questa soglia target a 358 e a 370. Sarebbero invece ribassi al di sotto di 338, top di settembre, ad allontanare le prospettive di rialzo.
Allo stesso modo il settoriale domestico, il FTSE Italia Servizi di Pubblica Utilità, è riuscito nella seconda metà del mese di ottobre a scardinare la forte resistenza dei 21100 punti circa, top di giugno e settembre. Questa soglia coincide con il lato superiore della fase laterale disegnata dai prezzi dai minimi di maggio, fase laterale che può essere a questo punto considerata un’ampia area di accumulo, un trampolino dal quale fare partire un trend rialzista destinato a durare nel tempo: proiettanto verso l’alto l’ampiezza del trading range è possibile ottenere un target in area 23500 punti (resistenza intermedia a 22505, top di aprile). Solo se i prezzi scendessero nuovamente sotto i 21100 punti potrebbero sorgere dubbi seri sulla realizzazione dello scenario rialzista.
Considerazioni del tutto analoghe possono essere avanzate per il titolo Enel, il cui andamento ricalca da vicino quello dell’indice settoriale. Enel ha superato a metà ottobre la resistenza offerta in area 4 euro dal top di metà giugno, poi messo alla prova senza successo il 21 settembre, lasciandosi così alle spalle la fase laterale avviatasi a maggio. La proiezione verso l’alto della ampiezza del trading range fornisce un target al rialzo per Enel in area 4,50 euro, una resistenza che diverrebbe raggiungibile alla rottura di 4,20, dove transita la linea discendente tracciata dai massimi di settembre 2009. In ottica temporale più estesa, da tre a cinque mesi, il titolo potrebbe poi salire fino a testare in area 5 euro il limite superiore del canale tracciato dai minimi del 2009. Il ritorno al di sotto della ex resistenza dei 4 euro, dove adesso transita anche la linea tracciata dai minimi di inizio luglio, ricondurrebbe i prezzi all’interno del vecchio trading range prospettando movimenti in area 3,55 almeno.
Terna ha superato al rialzo di recente i precedenti massimi storici di quota 3,24 euro toccati a marzo, inviando un segnale di ripresa del trend rialzista intrapreso a fine 2008 da quota 2,04 ed interrotto appunto a marzo. Il potenziale di crescita, stando alla ampiezza della fase laterale che ha caratterizzato l’andamento del titolo nei 7 mesi circa precedenti la rottura di area 3,25, è nell’ordine dei 0,35/0,40 euro, quindi corrispondente ad un target in area 3,60/65 euro. Il rischio di assistere ad una fase negativa di ampiezza rilevante si concretizzerebbe invece solo in caso di violazione della media mobile a 200 sedute, supporto messo alla prova a luglio ed ottobre, passante attualmente in area 3,10 euro. Sotto questi livelli i prezzi potrebbero scendere a testare in area 2,95 la base del canale ascendente che è possibile ipotizzare per il titolo dai minimi del 2008.
Da seguire con attenzione anche Hera. Il titolo ha infatti superato di recente il massimo di agosto a 1,51 consolidando poi sopra quei livelli in attesa di potersi lasciare alle spalle anche la media mobile a 200 giorni, passante a 1,54 circa. La rottura della media, coincidente anche con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di marzo, apre la porta al proseguimento della fase ascendente con target in area 1,68, dove transita la linea di tendenza tracciata dai massimi di fine agosto 2009. Oltre questa soglia verrebbe inviato un segnale favorevole al proseguimento dell’ascesa anche a medio/lungo termine, con obiettivo sugli stessi massimi dell’agosto 2009 a 1,81 euro. Sotto 1,48, massimi di settembre, le prospettive di rialzo verrebbero ridimensionate e si potrebbe invece realizzare il test in area 1,33, minimi di giugno.