Tra gli Etf che l’investitore potrebbe considerare degni di interesse per investire nell’area Giappone vi sono il Lyxor Etf Japan (JPN), collegato all’indice Topix (più ampio come paniere rispetto al selettivo Nikkei) composto dall’insieme delle azioni giapponesi quotate presso la Prima Sezione della Borsa di Tokyo, e l’Ishares Msci Japan (IJPN), riferito a titoli negoziati nei mercati regolamentati giapponesi Tokyo Stock Exchange, Osaka Stock Exchange, Nagoya Stock Exchange e JASDAQ.
Il Japan Topix (JPN) ha completato già a febbraio il testa spalle rialzista disegnato dai prezzi a partire dai minimi di ottobre 2008, una figura che proietta obiettivi in area 92,50 e le cui implicazioni positive rimarrebbero valide a meno di discese al di sotto di area 70.
Un analogo testa spalle lo ha completato anche l’Msci Giappone (IJPN), che in base alla proiezione al rialzo dell’ampiezza dell figura si pone un target in area 9,20.
Per chi volesse invece intraprendere la strada dell’investimento sui singoli titoli, scegliendo tra i più scambiati della borsa giapponese, quelli che hanno fatto registrare una media mensile di scambi giornalieri nel corso del mese di ottobre superiore al miliardo di yen (una paniere di circa 160 strumenti), il quadro grafico più promettente lo si può riscontrare per Komatsu Ltd, Mitsubishi Chemical Holding, Kddi, Teijin Ltd, Fanuc, Suzuki Motor Company, Mitsubishi Materials, Asahi Chemical, Mitsubishi Electric, Daiichi Sankyo, Smc Corp, Daiwa House Ind, Nissan Motor Company, Kyocera Corporation ed Hitachi (l’ordine segue la classifica di rendimento pesato per il rischio calcolata per gli ultimi tre mesi).
I soggetti che occupano le prime posizioni di questa lista sono tutti degni di attenzione e potrebbero riservare interessanti alternative di investimento, almeno nel medio periodo.
Komatsu, per la quale è stata operata recentemente una stima al rialzo per gli utili dell’anno da 105 a 120 miliardi di yen, ha superato di recente la forte resistenza offerta a 2099 yen dal top di gennaio, un livello che ora i prezzi dovranno rispettare in qualità di supporto per poter continuare a correre verso l’alto. Prossimo obiettivo per il titolo a 2550, limite superiore del canale rialzista che è possibile tracciare dai minimi di fine 2008. Solo discese sotto i 2100 punti segnalerebbero il termine della fase positiva prospettando movimenti in area 1750 a testare la base del citato canale.
Mitsubishi Chemical Holdings Group, grazie alla presentazione di dati di bilancio superiori alle attese ed alla revisione al rialzo delle stime di profitto, ha messo a segno a partire dal 2 novembre un decisa accelerazione al rialzo che ha permesso ai prezzi di superare, salendo al di sopra dei 435 yen, sia la media mobile a 200 sedute sia la linea di tendenza tracciata dal top di aprile. Il segnale inviato è incoraggiante e potrebbe portare i prezzi a testare i massimi di aprile in area 500 yen in tempi brevi. Solo oltre questa soglia tuttavia anche le prospettive di medio periodo volgerebbero al rialzo, con un target raggiungibile in area 630/650 yen. Movimenti al di sotto dei 400 yen renderebbero poco probabile la realizzazione di un quadro di rialzo.
Anche il titolo di Kddi, il secondo operatore telefonico in Giappone (il primo è Ntt), ha messo a segno una decisa accelerazione dopo aver superato con un gap rialzista il 5 novembre la media mobile a 200 giorni, ora supporto a 445 yen circa.
Teijin Limited, che recentemente ha rivisto al rialzo le stime di profitto per il periodo fino a marzo 2011, ha messo a segno un robusto rimbalzo dopo aver testato a fine ottobre in area 275 la media mobile a 200 sedute, arrivando a superare la resistenza offerta a 305 circa dal lato superiore del triangolo rialzista disegnato dai prezzi a partire dai massimi di agosto 2009. Il target del rialzo calcolato in base alla ampiezza del triangolo stesso si colloca in area 400 yen. Solo discese sotto la citata media mobile sarebbero da leggere come un segnale contrario alle possibilità di un significativo apprezzamento futuro.
Fanuc, uno dei big dell’elettronica del mercato giapponese, segue ormai da inizio 2009 un netto trend rialzista, che ha portato i prezzi da quota 5030 fino alla soglia dei 12500 yen recentemente testati. La tenuta dell’uptrend nel medio lungo periodo non appare in discussione, tuttavia le quotazioni si trovano attualmente vicino al lato superiore del canale che contiene le quotazioni da quasi due anni, quindi una flessione nel breve termine è possibile. Ritorni nella parte centrale del canale citato, in area 11000, potrebbero essere visti come una eventuale occasione di ingresso su prezzi meno cari degli attuali.
Suzuki Motor (che attraverso la controllata Maruti Suzuki controlla circa la metà del mercato indiano) ha reso recentemente noto che i profitti netti sono più che raddoppiati nei primi sei mesi dell’anno fiscale, un evento che ha permesso di rivedere al rialzo le stime di profitto per l’intero esercizio. Se i prezzi riusciranno ad avere ragione della resistenza di area 2150, dove si colloca la linea tracciata dai massimi di agosto 2009, sarà possibile dichiarare archiviata la fase negativa vissuta nell’ultimo anno e prospettare invece la ripresa del trend rialzista intrapreso dai minimi di fine 2008 con target in area 2900 yen circa.
Il Sol Levante sembra quindi seriamente intenzionato a risorgere dopo una prolungata fase di debolezza (il Nikkei proviene da un massimo, toccato nel gennaio 1990 in area 39900). Gli spazi di manovra per il rialzo sembrano essere ampi, sarebbe quindi un peccato non dedicare a questo fenomeno l’attenzione che merita.
altussss
16 nov 2010 - 15:11 - #1Interssante articolo….ma perché non mettete anche le immagini dei grafici?