
Effervescente Coin: il gruppo si prepara alla liquidazione delle quote da parte del Fondo Pai che controlla quasi il 70% del capitale e che ha intenzione di valorizzare al massimo l’impegno nel big retail degli ultimi anni. L’integrazione di Upim dopo la sua conquista di fine gennaio 2010 che ha portato dentro i soci di Dicembre 2007 in cambio del 7,34% del capitale della nuova Coin-Ovs-Upim procede a gonfie vele, anche se il debito nel frattempo è cresciuto a quota 421 milioni di euro (dato dello scorso luglio) e le manovre hanno richiesto molte risorse.
La crescita del volume di affari correlata a questa fusione ha però bilanciato gli investimenti e la società ha incrementato utili e giro d’affari nonostante la crescita, nel primo semestre, di oneri finanziari e rimanenze che hanno assorbito cassa. Va comunque evidenziato che l’andamento del gruppo continua a essere incoraggiante, almeno per quanto si può dedurre dal comunicato e dalla presentazione odierni di Coin.
Per la chiusura dell’esercizio al prossimo 31 gennaio 2011, in base anche all’andamento delle vendite negli ultimi mesi, il gruppo prevede un incremento del fatturato del 37% sul dato del 2009, quindi ricavi che dovrebbero attestarsi sugli 1,72 miliardi, con un margine operativo lordo da 200 milioni di euro (+12% e con una marginalità sui ricavi del 12,5%) e con un utile da 65 milioni di euro contro i 44,29 milioni dello scorso anno.
Al termine dell’esercizio l’indebitamento finanziario non dovrebbe superare i 350 milioni (contro i 421,5 milioni della fine del primo semestre) e quindi attestarsi a un rapporto di 1,75 sul mol. Questo favorirà probabilmente una riduzione degli oneri finanziari che avevano cominciato a pesare sul conto economico (15,4 milioni nel primo semestre contro i 9,36 del primo semestre del 2009 quando ancora Coin non aveva conquistato Upim). Alla fine del 2009 il rapporto debt/ebitda era di 2,32 quindi la situazione, sotto questo profilo, già a fine esercizio dovrebbe essere in netto miglioramento e con un giro d’affari aumentato di oltre un terzo grazie a Coin.
Per il 2013 il piano industriale del gruppo prevede un utile superiore ai 130 milioni di euro, un mol di 340 milioni e ricavi da circa 2,13 miliardi di euro, quasi doppi rispetto a quelli dello scorso esercizio. Per allora probabilmente Pai avrà già ceduto la società per la quale starebbe contrattando con alcuni fondi internazionali e con Maurizio Borletti, presidente del Borletti Group azionista de La Rinascente e di Printemps.
MF ha ipotizzato che la recente conquista del 14,83% di questa società da parte di Tamburi possa preludere a un’offerta su Coin che potrebbe far salire il prezzo. Fra i fondi interessati ci sarebbero però anche colossi come Carlyle, Permira, Bridgepoint, Apax e Clessidra. Nel frattempo qualcuno ha già ipotizzato che la cessione di Coin possa essere una delle maggiori operazioni europee di questo tipo nel 2011.