Nel corso degli ultimi sei mesi l’interpretazione del trend dei mercati azionari non è stata certo cosa facile: il grafico dell’indice Eurostoxx 50, paniere rappresentativo dei principali titoli dell’area euro, ha oscillato all’interno di un canale dall’inclinazione solo vagamente positiva, senza riuscire a lasciarsi alle spalle resistenze veramente significative.
I prezzi hanno impiegato il periodo da maggio a novembre per recuperare i 3/4 circa di quanto lasciato sul terreno in un solo mese, dai massimi di aprile, senza dimostrare quindi una reale voglia di riscatto. Il rischio che i movimenti visti da area 2450 a 2900 si possano rivelare solo una temporanea correzione del ribasso precedente rimane elevato e solamente la rottura dei massimi dell’anno a 3044 potrebbero rilanciare con forza il quadro rialzista, con target in quel caso in area 3400 almeno. Se i prezzi dovessero invece scendere al di sotto dei 2670 punti, area di transito della linea che sale dai minimi di maggio, il proseguimento della discesa verso area 2450 diverrebbe molto probabile. La violazione a 2760 della media mobile a 200 sedute sarebbe da leggere come un primo segnale di debolezza, l’anticamera al test di 2670.
A confermare la criticità della situazione grafica per la borsa interviene anche l’andamento dell’euro contro dollaro. I due mercati, l’azionario ed il valutario, evidenziano ormai da tempo andamenti simili, con la differenza che le oscillazioni del cambio appaiono molto più ampie e quindi facilmente leggibili. In caso di discese dell’euro dollaro al di sotto di area 1,31, dove transitano la linea tracciata dai minimi di giugno e la media mobile a 200 giorni, il rischio di un prolungamento della fase di forza della moneta Usa fino almeno in area 1,26/1,27 si farebbe concreto, rendendo molto problematica la realizzazione di un movimento in direzione opposta per la borsa. Oltre area 1,38 diverrebbe invece possibile il test a 1,42 della linea che scende dai massimi di fine 2009, un segnale che permetterebbe di guardare con maggiore fiducia anche alla evoluzione del mercato azionario. Il superamento della resistenza a 1,42 potrebbe poi portare ad una fase prolungata di forza di euro, con target fino in area 1,5150.