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Borse sotto pressione, ma il quadro di fondo rimane rialzista. A meno che…

Pubblicato: 23 nov 2010 da AleOne

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In termini assoluti il grafico del Dax evidenzia un segnale rialzista cruciale inviato il 13 ottobre oltre i 6400 punti con la rottura in contemporanea della linea di tendenza tracciata dal massimo di fine aprile e passante per quello di inizio agosto e del 61,8% di ritracciamento del ribasso dai massimi di luglio 2007. Gli studiosi dei grafici affidando grande importanza a questa percentuale di ritorno derivata dalla successione numerica di Fibonacci: quando un movimento, in questo caso il rialzo dai minimi di marzo 2009, riesce a recuperare oltre il 61,8% di quello di segno opposto che lo ha preceduto, il ribasso dal top del 2007, allora è molto probabile assistere ad un ritorno sui livelli di origine della porzione che viene corretta.

Nel caso del Dax quindi la rottura di quota 6400, resistenza contro la quale i prezzi hanno premuto per sei mesi circa prima di riuscire ad abbatterla, dovrebbe aver aperto la strada al ritorno in area 8000/8100 circa. Osservando la pendenza del canale all’interno del quale si muovono i prezzi da circa due anni è possibile avanzare delle ipotesi sui tempi di ricongiungimento con i massimi del 2007, evento che potrebbe realizzarsi tra l’aprile ed il settembre 2011. Nel breve termine, nonostante i segnali positivi accumulati di recente, il rischio di una flessione rimane tuttavia elevato: i prezzi con i massimi di novembre hanno raggiunto la parte centrale del citato canale rialzista in una situazione di evidente ipercomprato causata dalla velocità dell’ascesa delle ultime settimane.

Una pausa correttiva non sarebbe in ogni caso dannosa, anzi potrebbe permettere al mercato di reclutare forze fresche da impiegare nel test della resistenza di area 7200, ostacolo intermedio verso il raggiungimento di area 8100. In analisi grafica del resto viene considerato comune il fenomeno del “return move”, ovvero del ritorno a testare un livello dimostratosi in passato molto significativo con una funzione opposta rispetto a quella avuta in origine. Considerando il grafico del Dax movimenti nuovamente in area 6400, prima resistenza ed ora supporto rispetto alle quotazioni, assolverebbero quindi questa funzione di correzione senza danneggiare l’uptrend.

Sarebbero infatti solo movimenti al di sotto dei 6100 punti, dove transitano la media mobile a 200 giorni e la base del canale tracciato dai minimi del 2009, a rendere problematico il proseguimento del trend al rialzo prospettando invece la correzione di tutta la salita da area 3600, con target a 5200 almeno. L’investitore che volesse puntare su di una ulteriore rivalutazione dell’indice tedesco e di strumenti a questo correlati dovrebbe quindi porre grande attenzione in caso di discese sotto i 6100 punti, soglia alla cui violazione sarebbe opportuno attivare le adeguate protezioni.

Il quadro grafico dell’indice francese è simile a quello del tedesco Dax anche se è evidente in questo caso una minore intraprendenza del trend, cosa del resto evidenziata dalla performance da inizio anno (+18% il Dax, +1% il Cac). I prezzi hanno infatti superato ormai da molti mesi la linea ribassista tracciata dai massimi di metà 2007, confermando quindi la buona propensione al rialzo dell’uptrend avviatosi a marzo 2009, tuttavia questo rialzo si è limitato per il momento a ritracciare il 45% circa della precedente discesa.

Anche nel caso del Cac 40 il 13 ottobre è stato inviato un segnale rilevante, con i prezzi oltre la resistenza offerta in area 3800 dai massimi di giugno, agosto e settembre, tuttavia la accelerazione successiva non è risultata altrettanto estesa rispetto a quella del Dax. Sarà solo il superamento di area 4090, dove si collocano il top di gennaio e quello di aprile, a confermare le possibilità di estensione anche nel medio termine dell’ascesa iniziata nel 2009.

Oltre questa soglia i prezzi potrebbero raggiungere nel periodo tra febbraio ed ottobre 2011 area 4800, lato superiore del canale che sale dai minimi di marzo 2009 e 61,8% di ritracciamento della discesa dal top del 2007. La base del citato canale rialzista, soglia che dovrà essere rispettata anche in caso di flessioni per mantenere attivo il quadro positivo, si colloca in area 3550. Sotto questi livelli sarebbe prudente abbandonare eventuali strategie rialziste che abbiano come oggetto l’indice per evitare di rimanere imprigionati in una fase ribassista potenzialmente anche estesa.

Per l’investitore domestico che non voglia introdurre la variabile rischio cambio all’interno del portafoglio azionario e quindi puntare a mercati al di fuori dell’area dell’euro, guardare alla borsa tedesca, ed in misura minore, a quella francese, appare in questa fase una alternativa degna di attenzione. L’andamento storico della forza relativa tra l’indice italiano e quelli transalpini fornisce la giustificazione per tali scelte.

Attenzione tuttavia per chi decidesse di allargare la propria esposizione a Germania e Francia: forza relativa al rialzo non significa necessariamente che le quotazioni di quelle borse saliranno, ma solo che faranno, in media, meglio di quelle della borsa italiana (e di quella spagnola). Il rispetto dei livelli di stop loss dovrebbe quindi essere anche in questo caso rigoroso.

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