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Dicembre scoppiettante per Bpm che ha sul tavolo diversi importanti dossier

Pubblicato: 30 nov 2010 da Ferry Boat

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Il titolo della Banca Popolare di Milano di recente ha violato i minimi dell’aprile del 2009 portandosi ieri a quota 2,68 euro. In pratica la crisi della banca meneghina continua e anzi si fa sempre più aspra, almeno in Borsa.

Fuori dall’agone di Piazza Affari non mancano altre difficoltà e proprio oggi il cda della banca sarà chiamato a decidere in merito al rischio di una maxi ammenda da 220 milioni di euro che potrebbe servire a Bpm a chiudere un contenzioso sugli anni tra il 2004 e il 2007. Secondo quanto rivelato dal quotidiano MF il cda guidato dal presidente Massimo Ponzellini affronterà l’argomento cercando di trovare una posizione comune tra i suoi membri su questa delicata questione.

L’accusa dell’Agenzia delle Entrate è quella di avere messo in piedi complesse triangolazioni con banche estere per eludere il fisco su utili da ben 600 milioni di euro. Per un gruppo che ha chiuso i primi nove mesi del 2010 con utili da 107,9 milioni di euro in calo del 40,4% sul dato di un anno fa sicuramente una multa da 220 milioni di euro non è sicuramente di scarso impatto.

Già in passato, in merito a questa faccenda, la stessa banca aveva evidenziato 120 milioni di euro di rilievi fiscali al netto di sanzioni e interessi per operazioni strutturate realizzate nel 2005. Altre operazioni per l’anno precedente avrebbero portato i rilievi per il biennio 2004-2005 a 152 milioni di euro. Si giunge dunque all’ultimo conteggio di 220 milioni di euro fra 2004 e 2007. Il bilancio del 2010 dovrebbe comunque fissare degli accantonamenti correlati alle sanzioni e l’incontro di oggi appare importante nell’ottica delle decisioni su un dossier da sistemare in qualche maniera entro un mese.

Su altri fronti la situazione della Popolare di Milano non appare rosea. Uno sguardo ai risultati dei primi nove mesi evidenzia performance ancora in forte calo sullo stesso periodo del 2009. In particolare ci sembra rilevante evidenziare la forte crescita delle attività detenute per la negoziazione passate da 1,86 a 2,30 miliardi di euro. Il risultato netto dell’attività finanziaria è sceso da 243,2 a 95,59 milioni di euro, ma le commissioni nette sono cresciute di circa 50 milioni di euro a quota 504,8 milioni.

La posizione interbancaria registra un incremento delle esposizioni verso le banche: il saldo fra debiti è crediti verso le banche era negativo per 1,7 miliardi di euro circa a fine settembre 2010 contro un saldo negativo per 200 milioni di euro registrato nel settembre del 2009. Un dato positivo e importante è venuto dalle rettifiche di valore netto per il deterioramento di crediti e altre operazioni che sono scese a 152 milioni di euro contro svalutazioni di 256,3 milioni registrate un anno prima. Cresciuti comunque gli accantonamenti al fondo rischio e oneri che sono passati da 10,9 a 60,8 milioni di euro. Da segnalare il varo di Prima, la nuova alleanza di Bpm con Mps e Clessidra nel settore dell’asset management con oltre 40 miliardi di euro di asset in gestione e un posto di primo piano nel panorama italiano del risparmio gestito. Al riguardo va notato che già al 30 settembre scorso Anima Sgr, che confluirà in Prima, realizzava il 10,6% degli utili del gruppo.

Nel settore della bancassurance Bpm progetta inoltre di chiudere la cessione dell’80% di Bpm Vita entro la fine dell’anno. Fra i candidati ci sarebbero Zurich, Cardif e Covea.

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