Le incertezze sul caso Irlanda ed i timori che la crisi si possa allargare ad altri paesi dell’Unione Europea fino addirittura a comprometterne l’integrità contrastano con i dati provenienti dall’economia reale: in Germania ad esempio l’indice Ifo che misura la fiducia delle imprese è balzato a novembre a 109,3 punti sorprendendo i mercati che si attendenvano una flessione dopo il dato di ottobre a 107,7 e raggiungendo invece il valore massimo dai tempi della riunificazione. Questo significa che le aziende tedesche, il dato si riferisce ai settori del commercio e dell’industria, hanno una visione positiva della situazione corrente e del futuro fino a sei mesi e credono nella forza della ripresa. Bene in particolare il comparto manifatturiero, soddisfatto dell’andamento di ottobre e ottimista per le prossime evoluzioni. Il miglioramento del clima economico, nonostante le difficoltà del settore finanziario, potrebbe favorire anche alcuni titoli industriali domestici che appaiono attualmente già bene impostati da un punto di vista grafico come Pirelli & C e Stm.
Il confronto tra il grafico del titolo della Bicocca e l’indice Ftse Mib è istruttivo: la similitudine di andamento tra le due curve è stata evidente dai massimi del 2007 a quelli dell’ottobre 2008, nell’ultimo anno circa si è verificato invece un netto allontanamento che è risultato in un differenziale di performance sui primi 10 mesi dell’anno superiore al 40%. Il Ftse Mib è sceso al di sotto della linea tracciata dai minimi di marzo 2009 e passante per quelli del luglio già a novembre dello stesso anno, nel caso di Pirelli invece quella linea rappresenta ancora la base del canale rialzista che contiene l’andamento del titolo da un anno e mezzo circa. Considerazioni analoghe possono essere avanzate nei confronti della media mobile a 200 giorni, approssimazione del trend di medio lungo termine di ogni strumento, ormai da molti mesi resistenza per l’indice (attualmente transita in area 21000) ed invece sfruttata come supporto in più di una occasione dal titolo ed ora molto lontana dai prezzi, passante in area 5 euro, quasi coincidente con la base del citato canale. Se il rialzo di Pirelli riuscirà a lasciarsi alle spalle anche la resistenza offerta a 6,70 dalla linea tracciata dai massimi di febbraio 2005 diverrà probabile l’estensione della fase crescente fino in area 8 euro almeno. In caso di mancata rottura di 6,70 non si possono escludere flessioni, tuttavia appare al momento improbabile una vera e propria inversione di trend, che rimarrebbe saldamente al rialzo a meno di discese sotto i 5 euro. Movimenti al di sotto di 5,60 potrebbero comunque riportare i prezzi in area 5 suggerendo un temporaneo alleggerimento delle posizioni in attesa di nuovi segnali di forza sui quali rientrare.
Il grafico di Stm è forse meno dichiaratamente rialzista rispetto a quello di Pirelli ma mantiene in ogni caso un netto vantaggio in termini di comportamento rispetto al quello dell’indice Ftse Mib. Stm ha infatti messo a segno un deciso rimbalzo dopo aver avvicinato in area 5,15 i minimi del novembre 2009, l’indice si trova invece al di sotto di quel riferimento grafico (area 21400). La reazione disegnata da Stm dal supporto dei 5,15 euro ha permesso al titolo di lasciarsi alle spalle sia la linea ribassista tracciata dal massimo di aprile sia la media mobile a 100 giorni, saltata con un gap al rialzo il 27 ottobre. Le oscillazioni disegnate dai minimi di marzo 2008 lasciano intravedere l’ipotesi che quello in formazione da allora sia un ampio testa spalle rialzista, figura delimitata dalla linea tracciata dal top di settembre 2008 e passante per quello dell’aprile 2010, attualmente in transito a 7,50 euro. In caso di superamento della resistenza a 7,50 l’ipotesi di un quadro di lungo termine rialzista prenderebbe forma, con i prezzi diretti in area 9,50 euro almeno (prima resistenza a 8,15, poi a 8,80). Indizi in favore di un test di 7,50 verrebbero oltre i 7 euro. La violazione di area 5,95, base del gap del 27 ottobre, potrebbe invece negare le aspettative di ripresa e ricondurre le quotazioni verso il supporto critico dei 5,15 euro.