
Lavori in corso al Monte dei Paschi di Siena, dove le strategie di consolidamento del gruppo sembrano non conoscere interruzioni. Fino a venerdì scorso un’assemblea straordinaria della banca senese ha approvato l’incorporazione nella capogruppo di Paschi Gestioni Immobiliari e MPS Investments oltre alla scissione parziale di MPS Immobiliare fra Banca Mps e l’Antonveneta.
Il gruppo è alle prese con numerose manovre di razionalizzazione dei costi e di rafforzamento del capitale che sono affiancate a un business sempre più consolidato nell’attività bancaria tradizionale.
Per reperire capitali che allontanino le speculazioni in questo periodo assai critico per le banche europee la banca guidata da Giuseppe Mussari ha avviato un piano imponente di cartolarizzazioni che prevede l’emissione di 3,47 miliardi di euro circa di titoli Rmbs (Residential Mortgage backed securities) ossia garantiti da mutui residenziali del gruppo e suddivisi in quattro tranche. Si tratta in pratica di una delle più grandi operazioni di questo tipo dai tempi dello scoppio della crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti che aveva congelato questo mercato sia negli States che in Europa.
Nell’ambito di queste operazioni si inserisce in particolare anche il trasferimento di 683 immobili strumentali della banca Mps per oltre un miliardo e mezzo di euro già nel luglio del 2009 al consorzio Perimetro Gestione Proprietà Immobiliare che prevede di finanziarsi con gli affitti pagati dalla banca e di accogliere un numero crescente di investitori con un’ottica di medio e lungo periodo.
Di recente Mps ha anche messo in vendita altri 187 immobili non più strumentali del gruppo dai quali dovrebbe ricavare oltre 320 milioni di euro. Il presidente Giuseppe Mussari ha dichiarato di attendersi una plusvalenza complessiva dalle operazioni di cessione degli immobili di circa 450 milioni di euro, anche se i costi in termini di affitti saliranno di 80 milioni. Archiviati questi dossier il gruppo entrerà in una seconda fase del proprio consolidamento e punterà probabilmente a estrarre il massimo valore dalla ripresa dell’economia italiana.
Al contempo Mps continua a ridisegnare la propria governance con riassetti profondi della struttura organizzativa che comportano la riduzione di consigli di amministrazione e collegi sindacali ormai ritenuti superflui.
A ribadire l’importanza degli interventi di patrimonializzazione della banca senese Mussari ha affermato: “Prima dell’acquisto di Antonveneta avevamo il 6% di Tier 1, adesso siamo all’8,4%”. Uno degli obiettivi primari rimane quello di restituire gli 1,9 miliardi di euro di Tremonti bond nel 2012, con un anno di anticipo. In questo è e rimane fondamentale dimostrare al mercato di essere solidi per non cedere troppo alle speculazioni che sempre più aspramente penalizzano il comparto bancario europeo, a partire dai gruppi valutati meno solidi.
Sul dossier delle tasse non pagate fra il 2004 e il 2008, che sta complicando il Natale di diversi istituti, Monte dei Paschi ha deciso di disinnescare i rumor specificando, per bocca del suo direttore generale Antonio Vigni, di ritenere remoto il rischio di un concordato con l’Agenzia delle Entrate che comporterebbe delle transazioni impreviste, come già verificatosi con la Bpm. Nel proprio ottimismo su questo argomento la banca sarebbe confortata da “autorevoli pareri”.