La crisi del debito di alcuni paesi dell’Unione europea che ha messo sotto pressione le borse del Vecchio Continente nelle ultime settimane ha avuto come effetto anche quello di causare una brusca perdita di valore dell’euro nei confronti delle altre principali monete, in particolare del dollaro Usa. Il rafforzamento della moneta statunitense ha permesso a quei titoli di società quotate a Piazza Affari che hanno una buona parte del fatturato in dollari di navigare controcorrente. In particolare a distinguersi sono stati i titoli di Campari, Luxottica e Safilo.
L’andamento di Campari, oltre che dal fattore cambio, trae beneficio anche dai conti diffusi nella prima parte del mese di novembre al di sopra delle stime degli analisti (nel terzo trimestre ricavi in crescita del 9,6% ed Ebitda in aumento del 9,8% a 75,1 milioni di euro) e dalle parole del management, dichiaratosi ottimista sulla prospettive di crescita a medio e lungo periodo.
Il grafico del titolo evidenzia dai minimi del marzo 2009 a 1,9250 un deciso trend rialzista che ha permesso il raggiungimento a novembre di un nuovo massimo storico a 4,70 euro. Il fatto di non avere più riferimenti storici al di sopra delle quotazioni attuali pone qualche problema nella individuazione di potenziali obiettivi di rialzo, un primo target è in ogni caso individuabile sul lato alto del canale rialzista che contiene tutte le oscillazioni da marzo 2009, attualmente passante in area 5,20. Al raggiungimento di questo ostacolo saranno possibili flessioni fino almeno a testare la parte centrale dello stesso canale di crescita, ma il potenziale per il lungo termine va in ogni caso oltre il target di area 5,20. La base del canale, supporto in area 4,30 coincidente in questa fase con la media mobile a 100 giorni, rappresenta il livello al di sotto del quale i prezzi non dovranno scendere per conservare intatto il potenziale rialzista ipotizzato. Sotto area 4,30 il rischio di una correzione di tutta la salita dai minimi del 2009 si farebbe concreto, primo target a 4,05 euro circa.
Anche nel caso di Luxottica a sostenere le quotazioni del titolo non è solo l’andamento favorevole per il conti del dollaro Usa. Di recente la società è stata infatti promossa dagli analisti di Citigroup con un “buy” (precedentemente il rating era “hold”) e con un innalzamento del prezzo obiettivo a 23,50 euro.
Il quadro grafico evidenzia un trend rialzista tra i minimi di marzo 2009 a 9,40 ed i massimi di aprile 2010 a 22,27 euro, livello dal quale si è poi sviluppata una fase sostanzialmente laterale che ha accompagnato i prezzi fino al presente. Il baricentro di questo trading range è divenuto da 6 mesi circa la media mobile a 100 sedute, sostanzialmente orizzontale poco al di sotto dei 20 euro, mentre la base ed il limite superiore della fase laterale si collocano rispettivamente a 17,74 ed a 22,27 euro. Fintanto che il supporto di area 17,75 rimarrà intatto le aspettative favoriranno la ripresa del trend rialzista di medio periodo, segnalata dal superamento di 22,27, con target in area 26,50, lato superiore del canale che è possibile disegnare dai minimi di marzo 2009. Il test della base della fase laterale verrà invece introdotto dalla violazione di 19,50. Solo sotto 17,74 sarà in ogni caso evidente un rischio di inversione ribassista con target in area 15,80 almeno, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 2009.
E di una revisione del prezzo obiettivo da parte di Citigroup ha potuto beneficiare anche Safilo: il target passa per gli analisti della banca americana a 13 euro dai precedenti 9,5 (il giudizio rimane “hold”). Il miglioramento delle prospettive segnalato da Citigroup si aggiunge ad analoghi giudizi migliorativi espressi di recente anche da altri, come ad esempio Unicredit (che ha alzato il target price a 14,5 euro), Mediobanca (target price alzato a 14,7 euro), Banca Akros (obiettivo portato a 13,9 euro), Bank of America (target salito a 14 euro), Cheuvreux (obiettivo a 13 euro).
Graficamente Safilo è caratterizzato da un trend rialzista partito a marzo 2009 da quota 3,82 e giunto per il momento a quota 13,15 a novembre 2010. Le oscillazione dei prezzi sono contenute all’interno di un canale disegnato appunto dai minimi di marzo 2009 (la base passa per quei livelli e per i minimi di luglio 2009) del quale i massimi di novembre hanno messo alla prova il limite superiore, passante in area 13 euro. Tale resistenza ha arginato il rialzo ma l’impressione è che, a seguito di una fase di assestamento che potrebbe anche estendere fino ad interessare i 10,50 euro, scendendo a testare dall’alto il top di ottobre 2009, il trend rialzista abbia ancora spazio per proseguire. Oltre area 13 euro i prezzi potrebbero giungere fino a 19,00 circa, primo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al ribasso dai massimi del 2007. Solo discese sotto i 10,50 euro farebbero temere il proseguimento della discesa fino a testare la base del citato canale rialzista, passante attualmente in area 8 euro.