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Europa e crisi del debito, cosa fare con la borsa? La Germania rimane la scelta migliore

Pubblicato: 13 dic 2010 da AleOne

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L’inizio del mese di dicembre ha portato delle novità significative da parte della Banca centrale europea. Il presidente Jean Claude Trichet ha infatti annunciato che le aste a tasso fisso e liquidità illimitata proseguiranno anche nei primi mesi del 2011. Si tratta di una netta inversione di strategia, fino a pochi giorni prima infatti la Bce aveva lasciato intendere che già all’inizio del 2011 la situazione sarebbe tornata alla normalità, ovvero che avrebbe stretto i cordoni della borsa.

Alla base di questa decisione la presa di coscienza delle tensioni sul debito pubblico di Spagna ed Italia a seguito delle quali il programma di acquisto dei titoli di Stato europei deciso a maggio è ancora in corso e rimarrà aperto e sarà commisurato alle condizioni dei mercati finanziari. I mercati hanno valutato positivamente questa notizia: sono stati proprio gli acquisti di bond da parte della Bce a calmarli dopo che ad inizio dicembre un inasprirsi delle tensioni aveva portato i differenziali tra i titoli dei paesi considerati a rischio e quelli tedeschi a toccare nuovi record.

I titoli di stato italiani e spagnoli sono per il momento ufficialmente al di fuori del programma di acquisti effettuati dalla Banca centrale, ma secondo alcuni osservatori la Bce ha comprato anche bond spagnoli nella fase più acuta della crisi. Insomma, anche se per il momento la Bce, a differenza della Federal Reserve, non è ancora scesa in campo in modo massiccio, il messaggio ai mercati è chiaro: se le turbolenze dovessero assumere toni più cupi di quelli visti a fine novembre ed inizio dicembre, gli interventi potrebbero diventare più ampi.

Il successo nel contenimento delle tensioni sul debito porterà ovvi benefici ai paesi più deboli dell’Unione, tuttavia a beneficiarne potrebbero essere anche i più forti, in particolare la Germania. Secondo le più recenti stime della Bundesbank, la banca centrale tedesca, il Pil della Germania registrerà nel 2010 un tasso di crescita del 3,6%, il livello più alto dai tempi della riunificazione. A trainare la crescita è in particolare l’elevato livello delle esportazioni, ecco quindi l’importanza per il gigante tedesco di poter avere partner commerciali ricettivi anche all’interno dell’Unione europea.

Se da un lato è infatti vero che negli ultimi tre anni l’export tedesco verso la Cina è cresciuto dell’80%, quello verso l’India del 40% mentre quello verso la Francia non è rimasto sostanzialmente invariato, è anche vero che per il momento, in termini di valore degli scambi, la Francia è sempre più importante della Cina. Germania, Francia ed Italia esportano in ambito extra-Ue il 40% circa del totale, una quota significativa ma ovviamente non bastante a potersi disinteressare di quello che succede nei paesi vicini.

Ecco quindi che gli sforzi verso il mantenimento della coesione dell’Unione, per quanto costosi, sono da considerare favorevoli non solo per i paesi che vengono “salvati” ma anche per i salvatori. I mercati si dimostrano forse dubbiosi nei confronti delle borse di alcuni paesi dell’Europa periferica ma sembrano invece sicuri del potenziale di quella tedesca.

Probabilmente nelle scelte di investimento che portano a privilegiare la Germania rispetto agli altri paesi dell’euro c’è anche una componente “safe heaven”, ovvero i titoli tedeschi sono visti come un porto sicuro in una fase di turbolenze, ma alla base degli acquisti vi sono i fondamentali macroeconomici di quel paese: crescita elevata (anche se prevista in rallentamento nei prossimi due anni), disoccupazione bassa, ai minimi da 18 anni a questa parte, ordini in crescita (la componente dei nuovi ordini dell’indice Pmi servizi di novembre ha registrato il tasso di crescita maggiore degli ultimi due anni, quella relativa alla manifattura è ai massimi da luglio).

Certo, quando la crisi del debito sarà alle spalle, i mercati si riprenderanno quel margine aggiuntivo accordato oggi alla borsa tedesca in quanto porto sicuro e l’indice Dax andrà probabilmente incontro ad una correzione, tuttavia questo fenomeno non è ancora visibile all’orizzonte ed in ogni caso uno storno potrebbe offrire una interessante opportunità di ingresso per gli investitori senza pregiudicare il trend rialzista di fondo.

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