Il Dax ha terminato la seduta di ieri a 7029, il close piu’ alto dal 30 maggio 2008. Negli ultimi 12 mesi l’indice e’ cresciuto del 18% circa, eppure non si vedono ancora segnali di stanchezza da parte dell’uptrend iniziato con i minimi di marzo 2009 a 3588.
Il VDax-New volatility index, l’indice di volatilità basato sulle opzioni relative ai 30 maggiori titoli scambiati alla borsa di Francoforte, non segnala ancora una situazione di eccesso di positività nei confronti dell’indice Dax. Il VDax-New volatility index viene considerato una misura dell’appetito o dell’avversione per il rischio degli investitori.
Tanto più l’indice di volatilità sale, tanto più è elevata l’avversione per la rischiosità incorpora nelle azioni. Al raggiungimento di livelli storicamente molto elevati oppure molto bassi il volatility index si presta tuttavia ad una interpretazione di tipo “contrarian”: valori alti anticipano di solito una ripresa dei corsi per quello che riguarda l’indice azionario, letture basse sono compatibili con una fase ribassista per le azioni.
In altre parole l’indice di volatilità può essere utilizzato come uno dei tipici oscillatori dell’analisi tecnica, uno strumento utile per valutare le fasi di eccesso del mercato, quelle definite di “ipercomprato” ed “ipervenduto”, potenziale anticamera di una inversione di tendenza. Ebbene, attualmente l’indice di volatilità è in area 20 punti, al di sopra dell’area critica dei 15 punti in prossimità della quale negli ultimi tre anni circa, a partire dal dicembre 2007, si sono verificate flessioni (in alcuni casi, come appunto da inizio gennaio 2008, veri e propri crolli).
Il Dax potrebbe avere quindi ancora un discreto spazio di rialzo prima di andare incontro a flessioni: nel corso del rialzo dell’indice dai minimi di inizio 2009 il volatility index ha avvicinato la quota dei 15 punti solo il 16 aprile 2010, poco prima che l’indice dei prezzi, il 26 aprile, andasse incontro ad un calo dell’11,5% circa prima di riprendere, dopo un mese, a salire.
Osservando il grafico dei prezzi è possibile ipotizzare il proseguimento dell’ascesa verso area 7230, sui massimi di maggio 2008 prima che si verifichi eventualmente un ribasso. Il target ideale per una correzione è posto in area 6400 punti, livello che ha funzionato come resistenza tra aprile ed ottobre, quota coincidente con il 61,8% di ritracciamento (livello chiave nella serie di Fibonacci) ed area di transito della media mobile a 100 giorni. Il ritorno a testare un livello dimostratosi storicamente importante ma con un ruolo invertito, in questo caso una resistenza che diventa ora supporto, è un comportamento tipico dei grafici che viene identificato con il nome di “return move”.
Ogni tendenza, anche la più solida, progredisce attraverso una alternanza di fasi di progresso e ritirata, queste ultime funzionali a mantenere il tasso di crescita compatibile con le aspettative del mercato, quindi è normale che dopo un rialzo prolungato come quello visto per il Dax dai minimi di agosto a quota 5833 si prospetti una flessione. La tendenza rialzista di fondo verrebbe messa in discussione solo da discese al di sotto dei 6300 punti, base del canale che contiene tutte le oscillazioni dei prezzi dal marzo 2009.
In caso di violazione di questa soglia vi sarebbe il rischio di una correzione più ampia di quella ipotizzata, correzione che potrebbe spingersi fino a 5300 circa. Se discese fino in area 6400 (introdotte dalla violazione dei 6650 punti) potrebbero rappresentare una opportunità per rientrare sull’indice o su strumenti correlati a prezzi più convenienti degli attuali, la violazione dei 6300 punti sarebbe un segnale da seguire alleggerendo l’esposizione.
Per coloro che preferissero puntare all’investimento in singoli titoli piuttosto che in strumenti con una forte correlazione all’indice, come ad esempio gli Etf, gli strumenti più promettenti, scelti tra i 50 titoli quotati a Francoforte che nell’ultimo mese hanno fatto registrare il maggior volume di scambi ed ordinati in base alla forza del trend, vi sono Bmw, Bilfinger Berger, Deutsche Lufthansa, Linde Ag, ProSieben Media, Bayer, Lanxess, volkswagen, Metro Ag St e Man.
Per tutti questi titoli si può parlare di tendenza rialzista ben consolidata (tre di questi, Bmw, Lanxess e Linde viaggiano al di sopra dei precedenti massimi storici toccati nel 2007/2008) ed anche se in alcuni casi (Bmw, Volkswagen, Metro Ag St) gli indicatori tecnici sono già in area di ipercomprato, segnalando una probabile imminente frenata, le considerazioni fatte per l’indice si possono applicare anche in questo contesto: eventuali flessioni difficilmente potrebbero mettere a rischio la tenuta dell’uptrend e potrebbero essere quindi considerate una interessante opportunità di ingresso.