Utilities nella bufera, eppure le prospettive appaiono positive. In avvio di settimana A2A, Edison e Iren hanno subito forti pressioni di vendita. Edison e’ stata colpita dalle vendite dopo un profit warning e soprattutto a seguito di indiscrezioni (smentite) di un aumento di capitale. La societa di Foro Buonaparte si era avvantaggiata nei giorni precedenti delle ipotesi di un’Opa da parte della francese Edf, la maggiore azionista del gruppo. Iren, che detiene il 10% di Edipower (societa’ coinvolta nel riassetto di Edison) e’ stata ugualmente coinvolta. Iren ha anche presentato in avvio di ottava il nuovo piano industriale 2011 - 2015 che prevede il raggiungimento entro 5 anni di un ebitda di 1 miliardo dai 566 milioni attuali e investimenti per 2,5 miliardi. A seguito della presentazione del piano molti broker hanno espresso giudizi positivi sul futuro del titolo (Banca Imi rating buy e tp a 1,7 euro, Cheuvreux rating outperform e tp a 1,45 euro, Deutsche Bank rating buy e tp a 1,6 euro). Anche A2A, socio di Edison, e’ rimasta presa nel vortice delle vendite, tanto da presentare un esposto alla Consob per “manipolazione del mercato”. Questi fatti rischiano di oscurare i miglioramenti di contesto che potrebbero invece rendere interessanti i titoli delle municipalizzate ed in generale delle utility nel medio termine.
Secondo i dati raccolti e diffusi da Terna a novembre si è infatti registrato un rialzo dei consumi elettrici in Italia dell’1,9% rispetto allo stesso mese del 2009. Il dato conferma l’inversione di trend vista ad ottobre dopo i cali del bimestre precedente. Da gennaio la crescita e’ stata dell’1,7% su base annua. Nei primi 11 mesi del 2009 venne invece registrato un calo dei consumi del 6,7% rispetto allo stesso periodo 2008. Crescita significativa per la produzione idroelettrica, in aumento del 66,3% mentre quella termoelettrica è risultata in calo del 10,2%.
Sara’ quindi interessante vedere se nelle prossime sedute prevarranno logiche di tipo speculativo o considerazioni piu’ tipicamente industriali nella valutazione dei titoli coinvolti.
A2A in particolare non evidenzia un grafico dall’andamento positivo, dal top di dicembre 2009 a 1,484 euro la tendenza è stata infatti decisamente ribassista (il titolo ha perso il 34% circa in meno di un anno), tuttavia proprio di recente i prezzi hanno incontrato un supporto che potrebbe favorire un rimbalzo di un qualche spessore. I minimi del 30 novembre a 0,9815 si collocano infatti sulla base del canale discendente tracciato proprio dal top di dicembre 2009. La reazione vista da quel sostegno è per il momento troppo esigua per poter parlare di inversione di tendenza, tuttavia se i prezzi riusciranno nelle prossime sedute a superare area 1,08, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di inizio novembre, le prospettive di una estensione del rialzo si faranno più concrete. Ostacolo successivo a 1,11, media mobile a 100 giorni, poi a 1,1820 top di novembre. Alla rottura di questa resistenza sarebbe poi possibile ipotizzare il raggiungimento del lato superiore del citato canale ribassista, attualmente in area 1,26 euro. In caso di fallimento del test di area 1,08 e di discese nuovamente al di sotto dei minimi di novembre a 0,98 le prospettive di un miglioramento del quadro grafico verrebbero meno. Probabile in quel caso il proseguimento della discesa fino a testare i minimi del marzo 2009 a 0,9310 euro.
Un comportamento simile lo ha tenuto Edison negli ultimi mesi: anche in questo caso i prezzi hanno messo a segno un robusto rimbalzo dopo aver testato con grande precisione con i minimi del 30 novembre a 0,782 la base del canale discendente tracciato a partire dal top di settembre 2009. La reazione ha già riportato i prezzi a contatto con la media mobile a 100 giorni, passante in area 0,90, ed in prossimità della linea di tendenza ribassista proveniente dal top di aprile. La rottura di questa linea, passante a 0,925, sarebbe un forte indizio in favore del raggiungimento del lato alto del canale citato, in area 1,05. Se poi i prezzi trovassero la forza per superare anche questo ostacolo sarebbe lecito parlare di ripresa del trend rialzista intrapreso a marzo 2009. Target in quel caso a 1,15 ed a 1,33 euro. La violazione dei minimi di fine novembre rimetterebbe tutto in discussione facendo temere un nuovo avvicinamento ai minimi dello scorso anno, toccati a quota 0,664 euro.
Di caratteristiche diverse l’andamento della curva dei prezzi di Iren: il titolo della società nata dall’unione di Iride ed Enìa sta seguendo infatti da più di un anno un trend orizzontale delimitato inferiormente dal supporto di area 1,15 e superiormente dalla resistenza di area 1,50. Negli ultimi mesi, il 25 agosto ed il 30 novembre, le quotazioni hanno messo alla prova la base del trading range per poi rimbalzare verso la media mobile a 100 giorni, passante in area 1,25 euro. La rottura di questa resistenza ed ulteriori conferme oltre 1,30, altra quota dimostratasi significativa a settembre ed ottobre, permetterebbero di ipotizzare il proseguimento del rialzo verso il lato alto della fase laterale. Prima di arrivare in area 1,50 Iren dovrà comunque superare quota 1,45, lato superiore del gap ribassista del 21 giugno. Se i prezzi riusciranno a lasciarsi alle spalle il lato alto del trading range verrà inviato un segnale forte in favore della ripresa del trend rialzista visto tra marzo e settembre 2009. Target in quel caso in area 1,95 euro. Sotto 1,15 le ipotesi di un rimbalzo duraturo verrebbero cancellate, sostituite dal rischio di discese verso area 0,95 euro.
vagonlift
15 dic 2010 - 10:58 - #1Io ci andrei cauto con le Utilities, tutta questa dipendenza, soprattutto dal gas non la vedo. Fuori dalle città, dove in pratica sei obbligato ad allaciarti alle reti luce-gas-acqua ci sono moltissime famiglie che hanno investito e stanno investendo in fotovoltaico - e sistemi di riscaldamento alternativi, inoltre le aziende agricole hanno in funzione i primi impianti di biogas. Siamo all’inizio ma i consumi classici, nei prox anni sono destinati a scendere.