Il settore dei beni di consumo si sta lentamente riprendendo dopo la crisi economica che ha conosciuto il suo picco negativo a fine 2008 inizio 2009, con evidenti ripercussioni per tutto il 2009. Nel corso del 2010 la situazione ha visto un lieve miglioramento. In base agli ultimi dati Istat le vendite al dettaglio nel periodo gennaio-ottobre risultano invariate rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre l’indice relativo ai beni non alimentari ha fatto segnare un +0,2% (alimentari: -0,5%).
Ciononostante gli investitori sembrano decisamente orientati a credere in un’accelerazione della ripresa dei consumi nei prossimi mesi: l’indice Ftse Beni di Consumo da inizio anno ha evidenziato una performance pari a oltre +30% (rialzo accumulato peraltro negli ultimi quattro mesi del 2010), mentre il Ftse Italia All-Share ha accusato una flessione di circa il 10%.
Tra i titoli interessanti del settore segnaliamo Campari che ha da poco toccato nuovi massimi storici, mentre sul versante opposto troviamo Geox che ha perso molto terreno, tanto da essere escluso di recente dal paniere dell’indice Ftse Mib.
Campari presenta una solida tendenza rialzista che negli ultimi due anni ha permesso ai prezzi di salire da 1,83 fin sopra quota 5,00. Un rialzo progressivo caratterizzato da una costante sovraperformance nei confronti del Ftse Mib Indice che ha reso il titolo tra i più appetibili del listino milanese. E non si intravedono al momento segnali di debolezza tali da far ipotizzare una imminente correzione. Le quotazioni restano infatti ben al di sopra dei primi supporti significativi in ottica di medio lungo periodo, quelli, cioè, rappresentati dalla linea di tendenza che sale dai bottom del 2009, attualmente a 4,50 circa, coincidente con la media a 100 sedute, e un po’ più in basso dalla media a 200 sedute che si trova nei dintorni di quota 4,30. Fintanto che la serie di massimi e minimi crescenti non verrà interrotta il titolo resterà orientato al rialzo verso gli obiettivi ipotizzabili in prima battuta a 5,30 e 5,50 euro e successivamente nei dintorni di quota 6,00. La costante progressione ha inoltre il merito di non aver creato eccessi particolari sui principali oscillatori, limitando la volatilità e rendendo dunque l’investimento sul titolo relativamente poco rischioso. Graficamente solo il cedimento di area 4,70 farebbe scattare un primo campanello di allarme, introducendo il ritorno sui sostegni a 4,25/30 circa, strategici ai fini di mantenere integra la struttura rialzista di lungo corso.
Geox sta cercando di aggrapparsi al supporto a 3,40 euro, base del movimento laterale dell’ultimo mese circa, nel tentativo di organizzare una reazione che possa stemperare le tensioni che si sono accumulate a seguito del corposo ribasso fatto segnare nella prima meta’ di novembre. Una discesa che in poche settimane ha condotto le quotazioni da 4,50 a 3,40 euro circa, rafforzando la tendenza ribassista scaturita dai massimi del 2009. Il rischio che i minimi (storici) fatti registrare nel corso dell’ultima ottava possano essere ritoccati a breve resta elevato. Scendendo al di sotto di area 3,65, infatti, il titolo ha praticamente archiviato come una pausa di continuazione l’ampia oscillazione disegnata dalla scorsa primavera, gettando le basi per un ulteriore segmento ribassista con obiettivi a 2,90 e 2,70 euro circa, ipotesi che troverebbe conferma a seguito del cedimento proprio del suddetto supporto a 3,40 euro. Soltanto il perentorio ritorno al di sopra di area 3,65 permetterebbe di guardare al futuro dei corsi con meno apprensione, rendendo possibile un recupero fino a 4,00/4,10 euro circa, livelli oltre i quali anche le prospettive di medio lungo periodo tornerebbero a farsi interessanti.