L’indice della borsa di Shangai, a differenza di quello della borsa di Hong Kong, non ha superato nel corso del 2010 i massimi dell’agosto 2009, che fungono da resistenza in area 3480, fallendo quindi per il momento l’invio di un segnale positivo duraturo. Un primo tentativo di riprendere il trend rialzista in atto dai minimi dell’ottobre 2008, c’è tuttavia già stato, quando i prezzi hanno forzato a novembre il lato superiore del canale ribassista disegnato da agosto 2009. Attualmente tale linea passa in area 2900, una sua nuova forzatura permetterebbe di guardare con fiducia al test dei 3480 punti. Se i prezzi trovassero poi la forza per salire oltre area 3480 sarebbe possibile parlare di ripresa della tendenza crescente di medio periodo con obiettivo sulla resistenza critica dei 3900 punti, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di ottobre 2007, quindi altro ostacolo significativo anche per il medio termine. Ad indebolire le aspettative di rialzo sarebbero solo discese sotto area 2500, dove transita la linea tracciata dai minimi del 2008.
Il fatto che l’indice Hang Seng di Hong Kong sia già al di sopra del riferimento del 50% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007 e si stia adoperando anche per lasciarsi alle spalle definitivamente i 2/3 di ritracciamento, in area 25000, sempre del ribasso visto dal 2007, è un indizio forte in favore del proseguimento dell’ascesa per la borsa cinese nel suo complesso (l’Hang Seng oltre 25000 punterebbe verso i 27500 punti almeno).
Ancora meglio ha fatto il Bse 500, l’indice del Bombay Stock Exchange, che a novembre 2010 ha avvicinato, toccando area 8400, i massimi del gennaio 2008 di quota 8991. Il trend rialzista della borsa indiana può contare sul sostegno offerto in area 7500 dalla media mobile a 200 sedute, testata dai minimi di dicembre, e solo la decisa violazione di questo supporto potrebbe metterlo almeno temporaneamente in discussione. Oltre area 8400 primo target a 8991, poi in area 10000, lato superiore del canale che sale dai minimi di marzo 2009.
Venendo in Europa le borse da seguire con maggiore attenzione potrebbero essere quelle di Russia, Polonia e Turchia, paesi per i quali nel 2011 è attesa una crescita tra il 4% ed il 5%.
L’indice Russian Trading System ha superato a dicembre 2010 con la rottura dei 1730 punti il 61,8% di ritracciamento del ribasso dai massimi del 2008. La rottura di questa quota critica derivata dalla successione di Fibonacci viene letta dagli studiosi dei grafici come un segnale favorevole al proseguimento della tendenza in essere e di inversione di quella precedente. Nel caso dell’indice russo la rottura dei 1730 punti dovrebbe quindi significare che i massimi del 2008 in area 2500 sono ormai nel mirino, un obiettivo che verrebbe confermato oltre i 2000 punti. Solo discese sotto area 1600 farebbero temere una evoluzione negativa di durata rilevante, una correzione estesa del rialzo dai minimi del 2009.
Leggermente più attardato rispetto all’indice russo si trova il wig 20 quotato dal Warsaw Stock Exchange. La resistenza critica corrispondente con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di ottobre 2007, posta a 2900 punti è comunque ormai vicina, oltre questa soglia sarebbe possibile ipotizzare il proseguimento del rialzo in atto dai 1253 punti del febbraio 2009 con target in area 3350 almeno. La linea di tendenza che sostiene tutta la fase rialzista degli ultimi due anni transita in area 2650, solo sotto tali livelli sarebbe opportuno considerare con attenzione l’opportunità di rimanere investiti in questa area.
Nel caso dell’Ise 100 dell’Istanbul Stock Exchange i massimi del 2007 sono ormai stati superati da tempo: dopo due tentativi ad aprile e luglio 2010 le quotazioni si sono infatti allontanate decisamente dalla resistenza dei 58864 punti, precedente massimo storico, ora supporto in caso di flessioni. L’indice ha poi raggiunto ad ottobre un massimo a quota 71776 dal quale si è avviata una flessione che comunque si è mantenuta ben al di sopra della media mobile a 200 giorni, passante in area 61000. Il lato superiore del canale rialzista tracciato dai minimi del 2009, obiettivo al superamento di area 71770, si colloca in area 82000. La violazione di 61000 potrebbe invece rallentare la crescita che risulterebbe comunque messa in discussione solo sotto i 58800 punti.
Sul fatto che il Sudafrica sia ormai una realtà economica solida non ci sono più dubbi grazie anche al successo del mondiale di calcio tenutosi in quel paese nel 2010 (nei primi 9 mesi del 2010 gli arrivi internazionali sono aumentati di quasi il 17% sui primi nove mesi del 2009 arrivando quasi a 6 milioni di presenze, un trend che sembra destinato a durare). Recentemente il premier cinese Hu Jintao ha chiesto al presidente sudafricano Jacob Zuma di assistere al terzo vertice dei leader dei BRIC (acronimo che sta per Brasile, Russia, India e Cina) in programma nel 2011 a Pechino con la prospettiva di entrare a fare parte di questo gruppo di paesi emergenti.
L’indice della borsa di Johannesburg si muove da inizio 2009 all’interno di un canale rialzista che lo ha visto crescere dell’80% circa in meno di due anni. Recentemente, ad ottobre, i prezzi si sono portati al di sopra della resistenza chiave dei 29500 punti, massimi di aprile e 75% di ritracciamento del ribasso dal top storico di maggio 2008 toccato in area 33300. Il proseguimento dell’ascesa potrebbe portare i prezzi a testare il limite superiore del canale a 34500 punti, al di sopra quindi dei precedenti record storici. La tenuta del trend crescente verrebbe messa in discussione dalla violazione della media mobile a 100 giorni, passante a 29900 circa. Discese fino in area 30000 potrebbero quindi rappresentare una opportunità di ingresso con nuove posizioni per chi volesse scommettere su di una ulteriore rivalutazione dell’indice e di strumenti ad esso correlati.
I paesi dell’America Latina che sembrano rappresentare il migliore compromesso tra prospettive di rialzo della borsa e stabilità del quadro politico ed economico sono il Brasile ed il Messico.
Il Brasile è attualmente l’ottava economia del pianeta ma secondo l’ormai ex presidente Lula entro il 2016 il suo paese potrebbe avere scalato le posizioni fino al quinto posto. Un singolo dato fornisce una idea del potenziale dell’economia brasiliana, pur con tutte le contraddizioni che caratterizzano i paesi ancora in evoluzione: nel 2010 le vendite di auto e veicoli industriali leggeri sono crescite del 10,6% rispetto al 2009, al record storico di 3,33 milioni di unità. La borsa sembra credere alle prospettive di crescita, del resto il pil del terzo trimestre 2010 è cresciuto del 6,7% su base annua (+8.4% l’aumento nei primi nove mesi dell’anno), con le quotazioni del Bovespa distanti il 5% circa dai massimi storici del maggio 2008 toccati a 73920. In caso di superamento della forte resistenza dei 72000 punti, già messa alla prova a novembre, le attese favoriranno non solo il recupero dei precedenti record storici, ma anche il proseguimento dell’ascesa fino a testare il lato superiore del canale tracciato dai minimi di fine 2008, passante attualmente in area 90000. A mettere in discussione la tenuta dell’uptrend di medio termine sarebbero discese sotto i 63500 punti. Rischio in quel caso di test dei minimi di maggio 2010 a 57634, altro supporto critico anche di medio periodo.
Un comportamento decisamente positivo lo ha tenuto nel 2010 anche la borsa messicana, cresciuta del 20% fino a toccare un nuovo massimo storico proprio il 31 dicembre a 38550 punti. L’indice ha inviato recentemente un segnale rialzista che potrebbe dimostrarsi valido anche per il lungo termine superando i precedenti massimi storici toccati ad aprile, a 34220 punti circa. Il proseguimento della fase positiva ha come target i 43000 punti, lato superiore del canale disegnato dai minimi del marzo 2009. Al raggiungimento di tali livelli il grafico potrebbe andare incontro ad una fase di ripiegamento che non dovrebbe comunque mettere in discussione la tenuta dell’uptrend. Solo discese sotto i 34000 punti rappresenterebbero un segnale di inversione preoccupante, che suggerirebbe di abbandonare eventuali posizioni al rialzo su questa borsa.