Segnali positivi per l’industria italiana: a novembre 2010 la produzione industriale è tornata a salire dopo due mesi di cali. L’aumento è stato dell’1,1% rispetto ad ottobre (dato destagionalizzato) e del 4,1% sul novembre 2009. Su base annua l’Istat sottolinea come vi sia stata una accelerazione dalla crescita del 2,9% di ottobre a quella del 4,1% di novembre. Tutti gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie hanno messo a segno variazioni congiunturali positive, segno questo che la ripresa è veramente in atto. Gli incrementi tendenziali più ampi sono stati registrati nel settore dei macchinari e delle attrezzature (+14,1%) e dei computer e prodotti di elettronica ed ottica (+13,5%). Tra i rappresentanti di questi comparti i titoli che evidenziano il quadro grafico più interessante sono Ansaldo Sts, Stm e Safilo.
Ansaldo ha disegnato una figura a doppio minimo in area 8,85/8,90 tra agosto e novembre dello scorso anno, figura completata a fine novembre con il superamento della resistenza di quota 10,09 euro. Poco prima i prezzi erano saliti anche al di sopra della media mobile a 100 sedute, al ribasso da luglio, confermando quindi un vero e proprio mutamento di trend. Il rialzo si è successivamente arenato in area 11 euro, sul 50% di ritracciamento del ribasso dal top di metà aprile, non prima comunque di aver superato anche la linea di tendenza ribassista tracciata dal top dello scorso anno. L’impressione è che la fase laterale sviluppatasi a ridosso degli 11 euro possa rappresentare una semplice pausa dell’uptrend intrapreso a novembre, un intermezzo nell’ambito di un rialzo che potrebbe spingersi anche fino ad interessare area 12. Conferme in questo senso verrebbero oltre 11,10, resistenza intermedia a 11,40. La rottura dei 12 euro, ostacolo che potrebbe comunque dimostrarsi ostico, sarebbe un ulteriore segnale in favore dell’estensione del rialzo che in quel caso avrebbe spazio per tornare ad interessare i massimi dell’aprile 2010 a 12,90 euro. A preoccupare per la tenuta del trend crescente sarebbero discese sotto i 10,10 euro. Il rischio di un rientro all’interno del trading range disegnato a partire dai minimi estivi, con base il citato supporto di area 8,85/8,90 euro, sarebbe in quel caso elevato. Sugli stessi livelli transita anche la linea tracciata dai minimi di inizio 2008, quindi la violazione del supporto a 8,85 potrebbe avere ripercussioni anche sul medio lungo periodo.
Safilo ha saputo disegnare un tendenza positiva a partire dai minimi del marzo 2009 a 3,82 euro grazie alla quale il titolo è riuscito, prendendo come riferimento il top di dicembre a 13,90, a guadagnare il 265% circa. Il rialzo, per quanto esteso, ha corretto solo una porzione marginale della discesa subita dai massimi del 2007 di area 68 euro, esistono quindi spazi potenziali di crescita ancora molto ampi anche ipotizzando che il trend crescente degli ultimi due anni sia solo un movimento correttivo. Un ritracciamento del 25% sul ribasso dai massimi del 2007 porterebbe ad esempio le quotazioni in area 19 euro, il 33% si colloca invece a 25 euro circa, obiettivi entrambi raggiungibili se i prezzi riusciranno e proseguire nella costruzione della struttura rialzista. Per il momento l’impressione è che l’ascesa possa continuare sostenuta dalla media mobile a 100 seduta, passante in area 11,50 euro, supporto che dovrebbe contenere eventuali fasi di temporanea debolezza. Oltre il top di dicembre la prima resistenza si colloca in area 15,50, poi a 15,90 euro. Sotto 11,50 i prezzi potrebbero invece scendere fino a testare a 10,00 la media mobile a 200 giorni, ultimo sostegno in grado di difendere uno scenario prospettico improntato ad una successiva crescita del titolo. Sotto area 10 euro rischio invece di ritorni a 8 euro almeno, parte centrale del trading range disegnato dai prezzi tra la fine del 2009 e la metà del 2010.