Ha confermata la fiducia al direttore del Corriere della Sera e ha sottolineato il ruolo del presidente Piergaetano Marchetti nel ruolo di “filtro” tra i soci e la direzione del quotidiano di via Solferino: il Patto di sindacato di Rcs, che si è riunito oggi, sembra essere filato via liscio, ma, al di là dei comunicati ufficiali, è verosimile che ci sia stato almeno un chiarimento tra Cesare Geronzi, presidente di Generali, e Diego Della Valle, fondatore di Tod’s.
Nelle ultime settimane questi due azionisti si erano parlati solo attraverso le interviste. Prima mister Tod’s che ha contestato i “vecchi metodi” e ha lamentato di non poter salire ulteriormente nel capitale del gruppo milanese dei media, in cui ha già investito 200 milioni di euro fino a superare il 5% nella società. Dall’altra pare c’è la vecchia guardia, incarnata in questo momento da Cesare Geronzi, il quale - come presidente di Generali - controlla un pacchetto azionario del 3,8%.
Proprio Geronzi, che dalla vecchia Banca di Roma è riuscito con un paio di capriole a planare su Trieste dopo essere passato da piazzetta Cuccia, aveva risposto a Della Valle, spiegando in un’intervista sul Financial Times che Generali “non prenderà in considerazione proposte piovute dal cielo“, con un riferimento financo sprezzante alle dichiarazioni dell’imprenditore marchigiano.
In mezzo a questi contendenti, e fuori dal patto di sindacato, c’è Giuseppe Rotelli che con il suo 7,4% di azioni (più il 3,6% del Banco Popolare su cui ha un’opzione di acquisto) siede nel cda, ma non fa parte del nucleo storico di soci forti. Finché le cose stanno così, di fatto il flottante della società è molto ridotto e anche la possibilità di scambi è limitata, visto che il patto di sindacato vincola il 63,5% delle quote.
La situazione sembrerebbe bloccata, ma le uscite recenti di Della Valle potrebbero preludere a un rimescolamento delle carte, anche se l’imprenditore nega di voler prendere parte a iniziative ostili, anche perché l’esperienza passata di Ricucci, che si è scottato non poco con il dossier Rcs, sconsiglia dal muoversi in disaccordo con il patto. L’unica speranza sarebbe spezzare il fronte interno, mettendo uno contro l’altro i due “grandi vecchi” Cesare Geronzi e Giovanni Bazoli, i quali per la verità non si sono mai amati.
Il mercato, comunque, scommette su un rialzo in vista di una resa dei conti. Il titolo in effetti ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 2,9% a 1,269 dopo aver toccato, nel corso della seduta, quota 1,29 molto vicino al massimo annuale di 1,30; il tutto con volumi doppi rispetto a ieri, ai livelli più alti degli ultimi dodici mesi: oltre 3 milioni di pezzi passati di mano.