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Sull'Economist: come riformare le banche centrali?

Pubblicato: 25 feb 2011 da Administrator

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banche centrali riformaMolto interessante questo confronto tra importanti analisti economici che leggo sull’Economist: le banche centrali hanno bisogno di essere riformate? Lo spunto della riflessione a cui daranno il contributo anche alcuni nomi importanti è questo:

Nella recente crisi finanziaria, i banchieri centrali hanno giocato un ruolo molto importante, influenzando e sostenendo mercati finanziati o intere economie. Ma questi interventi hanno generato anche molte perplessità: per esempio sulle differenze che ci sarebbero state tra la politica monetaria del prima e del dopo crisi, e sulle azioni intraprese per salvare all’ultimo minuto banche o imprese troppo grosse per fallire.

La domanda che proponiamo ai nostri esperti è: le moderne banche centrali devono essere riformate?

Come dovrebbe cambiare la loro politica monetaria? Dovrebbero intervenire di più o di meno? E la loro indipendenza ha ancora un senso? Le banche centrali sono comunque il meglio cui possiamo aspirare?

Vediamo cosa hanno risposto gli esperti dopo il salto.

Apre le danze Laurence Kotlikoff, economista della Boston University - qui il suo curriculum -

il problema non sono le banche centrali. Il problema sono i mercati finanziari che le banche centrali sono accusate di proteggere. Questo sistema finanziario è fondamentalmente corrotto, non perché sia un cesto pieno di mele marce, ma perché opera nell’ombra, senza alcuna trasparenza.

Tutti gli esperti - tranne uno - sono più o meno concordi nel ritenere che le banche centrali debbano ritornare al ruolo pre-crisi. Ovvero: poco interventismo e mano leggerissima. Non salvataggi di imprese, banche o qualunque cosa che sia “too big to fail”.

Eswar Prasad, anche lui economista ma in forza alla Cornell University, aggiunge

Si chiede alle banche centrali di fare di più, ma questo minaccia la loro indipendenza e l’efficacia delle loro scelte (…) le banche centrali dovrebbero svolgere due funzioni - regolare la politica monetaria e avere un ruolo di controllo. La prima potrebbe essere utilizzata per gestire l’inflazione, la seconda invece potrebbe prevenire collassi del sistema finanziario

Markus Brunnermaier in forza a Princeton invece spiega che sarebbe anche l’ora per le banche centrali di darsi una svegliata e fare di più per le “bolle”. Fermandole magari prima che esplodano.

Le banche centrali devono avere un ruolo più importante, sia in termini di obiettivi che di strumenti per raggiungerli. La stabilità dei prezzi è di primaria importanza, ma la stabilità finanziaria deve avere il sopravvento, perché se una banca fallisce, i problemi per l’economia reale, di tutti i giorni, sono gravi. In origine perché vennero create le banche centrali? Per avere un’ultima spiaggia, un “lender of last resort”, qualcuno che copra il banco quando le cose si mettono male. Le vicende recenti, degli ultimi due anni hanno mostrato che questa funzione va ampliata, unendole misure di prevenzione. Le banche centrali devono muoversi prima che le bolle esplodano.

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