At&t compra T-Mobile Usa e fa volare Wall street

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Wall Street vola sulle ali dei nuovi grandi movimenti di fusioni e acquisizioni, mentre sembra allontanarsi lo spettro di una catastrofe nucleare in Giappone. Ieri sera l’indice Dow Jones ha chiuso ben sopra i 12mila punti, un livello che non raggiungeva più dai primi giorni di marzo, quando il terremoto e il maremoto in Giappone, più l’aggravarsi della crisi libica, avevano destabilizzato i mercati e spaventato molti investitori.

Le incertezze sul piano internazionale sembravano poter rallentare per un po’ la tendenza rialzista e provocare un rinvio delle operazioni straordinarie, come è successo per alcune Ipo bloccate proprio sulla rampa di lancio. Dagli Stati Uniti, però, è arrivata la notizia dell’affare dell’anno nel settore della telefonia mobile, con At&t che ha annunciato l’acquisizione della concorrente T-Mobile Usa da Deutsche Telekom per 39 miliardi di dollari in contanti e azioni.

Se questa operazione andrà in porto, dopo i passaggi formali e le autorizzazioni da parte delle autorità americane del mercato (il dipartimento di Giustizia e la Commissione federale sulle comunicazioni), At&t diverrà il numero uno statunitense nella telefonia mobile con una quota del 42% circa, mettendo insieme i 95,5 milioni di utenti At&t più i circa 33 di T-Mobile in un mercato da 296 milioni di utenti che usano il cellulare per parlare, mandarsi messaggi e navigare in Rete.

Proprio questo è l’aspetto interessante dell’operazione: At&t è stata la prima a vendere negli Usa l’iPhone di Apple, anzi fino a un mese fa ne ha avuto l’esclusiva, T-Mobile d’altra parte ha investito per prima sugli smartphone con sistema operativo Android, mettendo in vendita il primo cellulare di Google, il G1.

Ma At&t era rimasta un po’ attardata nello sviluppo del cosiddetto 4G, la tecnologia Lte, considerata il futuro della trasmissione di dati in modalità senza fili. T-Mobile, da parte sua, non ha sviluppato il 4G, ma ha accordi per vendere i principali modelli di smartphone compatibili con la nuova tecnologia.

Con questo affare, il numero due della telefonia mobile americana, At&t, conquisterebbe il concorrente al quarto posto e diventerebbe l’operatore più importante, ricacciando indietro i rivali Sprint e Verizon. Gli ostacoli maggiori per l’accordo sono di natura regolatoria e riguardano in particolare l’Antitrust. I consumatori, infatti, hanno poco da guadagnare da una concentrazione che rischia di ridurre la concorrenza e bisognerà capire se le autorità americane preferiranno lasciar agire il mercato, per non rischiare di frenare la crescita e l’entusiasmo delle piazze finanziarie, oppurre vorranno tutelare i consumatori. Wall Street comunque ha già cominciato a festeggiare.

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