Dalle telecomunicazioni a Internet, alla banda larga fino all’aerospaziale. Un piccolo sunto del curriculum di Francesco Caio che dal 2 maggio sarà il nuovo amministratore delegato di Avio e che, secondo anticipazioni di stampa, potrebbe preparare lo sbarco in Borsa del gruppo: sarebbe il grande collocamento del 2012, a coronamento di un periodo di crescita e buon andamento dei conti.
Il gruppo, che fa capo all’operatore di private equity Cinven (81%) ed è partecipato da Finmeccanica, che ne possiede il 14%, ha chiuso il 2010 con un fatturato in leggera crescita a 1 miliardo e 753 milioni di euro, in rialzo del 3% rispetto a 1,702 miliardi del 2009. Il cda che ha approvato il bilancio ha anche cooptato Caio che appunto da maggio ricoprirà il ruolo di ad. Il 2010 quindi si è chiuso con risultati record per la società e anche le prospettive sono positive, visto che gli ordini sono aumentati dell’1% a 6 miliardi di euro.
Nonostante le difficoltà che non hanno abbandonato il settore aeronautico, i segnali di ripresa sono incoraggianti. Nel 2010 comunque Avio ha registrato un Ebitda salito a 339,1 milioni di euro, in crescita del 9,1% rispetto ai 310,6 milioni del 2009, con una incidenza pari al 19,3% dei ricavi (18,3% nel 2009).
La presenza di Caio, che ormai è un manager di lungo corso, sembra avvalorare l’ipotesi di un’imminente Ipo per il gruppo aerospaziale, che in autunno festeggerà il lancio inaugurale dalla Guyana Francese del primo satellite di piccole e medie dimensioni in orbita bassa con Vega. Caio, napoletano classe 1957, è uno dei nomi di punta del settore telecomunicazioni in Italia e ha ricoperto incarichi di prestigio sia nel nostro paese sia all’estero, sempre in società ad alto tasso di innovazione.
Dopo la laurea Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano, un Mba e il lavoro in Olivetti la volta è arrivata con McKinsey and Co., a Londra, dove si è occupato dal 1986 al 1991 di consulenze in strategia e sviluppo per clienti multinazionali nei settori dell’elettronica, delle tlc e dei media. Da lì il grande salto di nuovo in Olivetti, dove è stato amministratore delegato di di Omnitel Pronto Italia, dal 1994 al 1996., per poi passare a Olivetti Spa a Ivrea. Dopo una parentesi in Merloni Elettrodomestici è Ceo di Netscalibur Italia SpA, fornitore di Internet alle imprese, e dal 2000 siede nel cda di Motorola.
A marzo 2003 diventa amministratore delegato del colosso britannico delle tlc Cable&Wireless e nel 2008 il governo di Londra lo nomina Responsabile del gruppo di studio per la progettazione della rete a banda larga ultra-veloce nel paese. Un ruolo simile lo ha ricoperto anche per l’Italia, quando il governo Berlusconi lo ha scelto come consulente per lo sviluppo della banda larga: ne nacque nel 2009 un rapporto sulla banda larga in Italia, intitolato “Portare l’Italia verso la leadership europea nella banda larga. Considerazioni sulle opzioni di politica industriale”. Adesso il salto nell’aerospaziale: anche da lì punterà a sviluppare Internet?