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Sui debiti sovrani l'Unione Europea contro le agenzie di rating

Pubblicato: 05 apr 2011 da alessandro condina

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Le agenzie di rating, Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch, stanno mettendo in gionocchio alcuni paesi dell’Unione Europea - i famosi Pigs (Portogallo, Irlanda e Grecia) - con ripetuti downgrade dei debiti sovrani espressi in euro, che potrebbero innescare una reazione a catena su tutta l’Eurozona. Per la prima volta, però, l’Unione Europea si ribella e attraverso la Commissione di Bruxelles contesta le valutazioni delle agenzie.

Lo scontro è stato innnescato dalla più recente decisione di Standard & Poor’s che ha tagliato i rating di Portogallo e Grecia, riducendo quello di Atene sotto il livello dell’Egitto, dove c’è appena stata una sollevazione popolare con la defenestrazione del governo in carica. Bruxelles, con una certa cautela, non ha contestato singole valutazioni sui debiti di uno stato, ma ha detto di avere dubbi e di essere preoccupata riguardo al funzionamento delle agenzie di rating.

La risposta è stata una vera e propria dichiarazione di guerra, come spiega Federico Rampini di Repubblica sul suo blog: le tre “sorelle” del rating minacciano di non dare più valutazioni sui paesi più compromessi, come appunto Grecia Irlanda e Portogallo. Da un lato le valutazioni troppo negative si ripercuotono sul costo del debito pubblico: più scende il rating, più salgono le remunerazioni e quindi gli interessi che un paese è costretto a pagare; dall’altro un’assenza totale di rating comporterebbe l’addio di molti investitori istituzionali, a partire dai fondi pensione americani e da altre entità che si fidano ciecamente delle agenzie.

Negli Stati Uniti il Congresso e il Presidente Obama hanno messo sotto accusa le tre grandi agenzie internazionali - che poi sono americane - soprattutto per il ruolo che hanno giocato nella crisi dei mutui sub-prime: le loro valutazione delle banche coinvolte sono rimaste positive fino a un attimo prima del crollo, per cui di fatto il loro intervento è stato inutile e non ha dato alcun aiuto agli investitori.

In questi casi, poi, si somma al problema dell’affidabilità quello del conflitto di interessi: le banche valutate da S&P, Moody’s e Fitch sono a loro volta clienti delle agenzie, che quindi operano in conflitto potenziale ed effettivo. La soluzione può essere far pagare le agenzie per le valutazioni sbagliate? Non è auspicabile un intervento del genere, ma sarebbe bene che i governi e anche gli investitori e la stampa smettessero di trattare le agenzie di rating come se le loro valutazioni fossero il vangelo: in fondo le difficoltà di Grecia, Irlanda e Portogallo sono note a tutti. Le pagelline di S&P aggiungono davvero poco, anche perché arrivano sempre all’ultimo minuto.

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