
Senza cacciare fuori un soldo, Fiat si è assicurata un altro pezzetto di Chrysler ed è salita al 30% nel capitale del produttore americano di automobili, con il beneplacito del governo americano che spera in un pieno recupero per la casa di Detroit. Marchionne invece punta a creare in fretta una conglomerata che metta insieme la produzione di Fiat e quella di Chrysler per raggiungere una massa critica importante.
Entro la fine del’anno, Fiat dovrebbe salire ancora, almeno al 35%, conferendo tecnologia, cioè una nuova auto ad alta efficienza energetica; e in breve dovrebbe arrivare al 51% della società. A quel punto, però, bisognerà consolidare i conti di Chrysler nel bilancio Fiat e qui arriveranno al pettine un bel po’ di nodi, come segnala la Lex Column del Financial Times.
Il debito è infatti l’ostacolo più grosso e il boccone più indigesto da digerire: 13 miliardi di dollari sono un peso molto rilevante al punto da trasformare un risultato operativo di 763 milioni di dollari di utili in una perdita netta di 652 milioni nel 2010: tutto a causa degli interessi sul debito.
La questione dipende anche dai margini di profitto che Chrysler può ottenere: a differenza di Fiat però non possiede né auto di lusso come Ferrari e Maserati né una produzione in un paese in crescita impetuosa come il Brasile. L’unica carta che Marchionne può giocare è lo sbarco in Borsa, un ritorno per Chrysler che seguirebbe un po’ la strada di General Motors, per ottenere fondi freschi con cui ridurre l’indebitamento; e una rinegoziazione dei debiti con le banche.
Secondo Il Sole 24 ore, dopo la fusione il gruppo Fiat-Chrysler avrebbe un indebitamento di 4,4 miliardi di euro, contro un Ebitda di 7 miliardi di dollari (non è chiaro perché il quotidiano di Confindustria faccia i calcoli in valute diverse, mah!): sostenibile, ma superiore a quello degli altri gruppi mondiali dell’auto.
Il gioco di Marchionne è una sfida molto rischiosa, in cui gli elementi industriali si intrecciano e sono anzi sovrastati dalle questioni finanziarie: il Sole parla di “debito industriale”, ma sui risultati - come abbiamo visto - pesa e non poco l’indebitamento con il Tesoro americano e con le banche. Il Financial Times sembra molto più scettico o almeno cauto e ricorda l’esperienza di Carlos Ghosn, che ha messo insieme Renault e Nissan, ma non è riuscito a governare a lungo il colosso franco-nipponico ed è stato estromesso. Marchionne starà in guardia.
jsvh
15 apr 2011 - 13:42 - #1L’unico articolo che parla in maniera adeguata della rischiosa ’scommessa’ fiat.
fabioo.
15 apr 2011 - 14:29 - #2Marchionne, visti gli interessi da pagare…dovrà essere molto risoluto e accelerare il più possibile nel salire in Chrysler. Comunque questa è una di quelle classiche decisioni in cui devi fare l’analisi in più step. Gli scenari possibili non sono tantissimi, uno dei migliori sarebbe chiedere un prestito ad una cordata di banche ad un tasso d’interesse (più umano), durante quest’anno e a maggior ragione quando si andrà a pieno regime produttivo l’agglomerato verticale genererà notevoli economie.
Occorre accelerare con l’uscita dei nuovi prodotti per stimolare le vendite e portare Cash…
Andare in borsa oggi è un pò anticipato, la gamma veicoli non ha espresso tutto il suo valore e potrebbe esporre troppo.
L’esempio fatto dal FTime è errato poichè sono due situazioni simili ma diametralmente diverse poichè la società Nippo-Francese (sono molto complemetari..) hanno due culture diverse e ciò influisce molto. Diversamente Il gruppo Fiat-Chrysler. possono vantare eccellenze dove l’unico competitors vero è la VW e le loro mosse influiranno sulla cordata Italo-Americana.
marcoruzzo
15 apr 2011 - 15:08 - #3Al Soel 24 Ore/Cofindustria sono gli zerbini di Marchionne, per quello fanno sembrare ogni gesto del CEO FIAT una gran conquista. Comunque queste stime sugli EBITDA non convincono mai, visto che il debito (dichiarato) è un dato tutto sommato ricostruibilie, mentre EBIT e EBITDA sono dati aleatori.
In fondo la storia è sempre la stessa: ci troviamo di fronte ad un’azienda, FIAT, che continua a elargire utili record e a salire in borsa, a fronte di un’attività operativa che continua a ridimensionarsi e sta perdendo sempre più mercato in Europa.
Non so come si possa spiegare questa vicenda, a meno che FIAT non stia accumulando liquidità e utilizzandola per elargire dividendi, strategia che sarebbe piuttosto ridicola per un’azienda automobilistica. Io spero che FIAT riesca a produrre nuovi modelli con una domanda, capaci di fare concorrenza a VW (ma con leadership di costo maggiore), perchè è quello che deve fare se vuole mostrare una cerca coerenza tra asset finanziari e operativi. Altrimenti l’unico referendum su cui Marchionne metterà tutti d’accordo sarà: compreresti mai un’auto FIAT senza incenitivi? No, 100%
newss
15 apr 2011 - 18:35 - #4marchionne se’ ne frega del giudizio del F.T. …ha gia’ dimostrato di riuscire sempre in tutto quello che ha fatto….quindi sarebbe bene che questi giornali che di batoste ne’ hanno prese tante da parte di SERGIO,stiano calme…sono le stesse che 5 anni fa’ davano x fallita fiat…poi abbiamo visto come e’ andata …VAI SERGIO SEI L ORGOGLIO ITALIANO !!!
kJSL
15 apr 2011 - 20:01 - #5I soldi non sono Bruscolini e gli interessi vanno sempre pagati. In un panorama di incertezze, numeri di vendita in calo continuo, tassi di interesse in risalita, sistema bancario in sofferenza e risparmiatori mai così prudenti non si può continuare a credere che si venderanno macchine a questo ritmo anche in India, Brasile, e Cina.
I prossimi 4/5 anni saranno durissimi per tutti e sopravviveranno solo i 4/5 gruppi più forti.
adriano marcuzzo
16 apr 2011 - 23:48 - #6Per una volta che troviamo una azienda Italiano con Management Italiano, che senza le solite scorciatoie o intrallazzi riesce a farsi rispettare nel mondo, non vedo perche’ si debba guardare tanto alle sfumature, eperiamo che riesca questo progetto di integrazione industriale perche’ quello finanziario sara’ per natura la conseguenza della bonta’ del risultato industriale. quello che molti amici che qui si dilettano a commentare non capiscono e’ che in questo mondo le opportunita’ te le devi creare, nessuno ti regala niente, sopratutto a questo livelli, l’altro punto che si deve considerare e’ che il mondo e’ strapieno di liquidita’ quello che manca sono le vere o presunte tali opportunita’ di investimento, per cui si possono prospettare tante nuvole all’ orizzonte pero’ certo non si puo’ pronosticare il fallimento di una tale iniziativa industriale a priori. Se poi non dovesse bastare Fiat e’ oggi una delle multinazionali con Management giovane e altamente competente, come da lungo tempo non si vedeva, auguro di cuore un grande successo a questo gruppo che cosi rapidamente a saputo rigenerarsi.
jsvh
18 apr 2011 - 09:29 - #7Marcuzzo usi sostanze o sei così di natura?
Hai sparato più palle tu in un post che Pinocchio in tutta la fiaba……..